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Contraente Ceduto

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In una cessione di contratto, è la parte originaria del contratto il cui consenso è necessario affinché un'altra parte (il cedente) possa trasferire la propria posizione contrattuale a un terzo (il cessionario).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione del contratto: il terzo non paga senza consenso
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla cessione del contratto di distribuzione esclusiva. Nel caso di specie, un produttore aveva ceduto i propri contratti a una terza società, la quale aveva poi interrotto bruscamente i rapporti con il distributore locale senza rispettare il preavviso. Il distributore aveva chiesto il risarcimento dei danni a entrambe le società. La Cassazione ha stabilito che, in mancanza del consenso espresso o tacito del contraente ceduto (il distributore), la cessione del contratto non si è mai perfezionata. Di conseguenza, la terza società non può essere ritenuta responsabile a livello contrattuale per l'interruzione del rapporto, che resta imputabile esclusivamente al produttore originario. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Cessione del contratto di fornitura: chi paga se manca il consenso?
Una commerciante ha ceduto la propria attività a un terzo, convinta che i contratti di utenza si fossero trasferiti automaticamente. La società fornitrice di energia elettrica ha invece continuato a fatturare i consumi alla cedente, non avendo mai ricevuto né autorizzato la voltura. I giudici di merito hanno condannato la commerciante al pagamento delle bollette arretrate. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che la cessione del contratto di fornitura richiede sempre il consenso del fornitore (contraente ceduto) per essere efficace nei suoi confronti. La semplice comunicazione del trasferimento dell'azienda non basta a liberare il venditore originario dai debiti successivi se manca l'accettazione espressa del fornitore.
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Cessione Contratto Preliminare: Senza Consenso Scritto è Invalida
Un promissario acquirente firma un contratto preliminare per un box auto e versa una caparra. La società venditrice conferisce l'immobile in un fondo di investimento gestito da una nuova società. L'acquirente, non essendo stato stipulato il rogito, chiede la restituzione del doppio della caparra alla nuova società. La Cassazione stabilisce che la semplice operazione finanziaria non comporta un trasferimento automatico degli obblighi. La cessione del contratto preliminare immobiliare, infatti, richiede il consenso scritto del promissario acquirente. In assenza di tale consenso, la nuova società non ha alcuna responsabilità e l'acquirente perde la causa contro di essa.
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Revocatoria cessione contratto: il ruolo del ceduto
Una società cede un contratto di leasing prima di fallire. Il curatore agisce in revocatoria, ma la Cassazione chiarisce che l'azione va diretta solo contro il cessionario. La società di leasing, in qualità di contraente ceduto, è estranea al giudizio di revocatoria cessione contratto, a meno che non sia provata una sua partecipazione attiva e interessata all'operazione dannosa per i creditori. La Corte d'Appello aveva errato nel considerarla automaticamente parte passiva.
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Revocatoria Fallimentare: Limiti di Responsabilità
Una società cede gratuitamente un contratto di leasing immobiliare poco prima di fallire. Il curatore fallimentare agisce con una revocatoria fallimentare per recuperare il valore del contratto. Il tribunale condanna solo la società acquirente a pagare il controvalore pecuniario. Il curatore ricorre in Cassazione, chiedendo la condanna anche della società di leasing che aveva acconsentito alla cessione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il semplice consenso del contraente ceduto non comporta una sua automatica corresponsabilità, a meno che non sia provata una sua partecipazione attiva all'atto dannoso per i creditori.
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