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Contrabbando

89 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il contrabbando è un traffico clandestino di merci tra stati diversi senza il pagamento dei dazi doganali o in spregio alle regole che limitano il commercio di determinati beni. Il contrabbando è sempre stato contrastato dai vari stati tramite il controllo delle frontiere e con legislazioni che prevedono sanzioni pecuniarie e detentive.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Melassa Narghilè: Contrabbando o Prodotto Libero? La Cassazione Chiarisce.
L'Accusa ha sequestrato 8.730 kg di melassa di tabacco per narghilè, contestando il reato di contrabbando. Il Tribunale del Riesame ha annullato il sequestro, ritenendo che la melassa non rientrasse nella definizione di tabacco lavorato secondo una vecchia legge. La Corte Suprema, invece, ha annullato questa decisione. Ha chiarito che la normativa successiva (D. Lgs. n. 504/1995) include la melassa di tabacco da narghilè tra i prodotti soggetti ad accisa, assimilando il prodotto al tabacco da fumo, indipendentemente dalla quantità di tabacco presente, se fumabile senza ulteriori lavorazioni. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo giudizio sul contrabbando melassa narghilè.
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Contrabbando di tabacchi: la Cassazione conferma la condanna
La Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per associazione finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri e per l'introduzione e detenzione illegale di tali prodotti. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, escludendo solo la recidiva infraquinquennale. Il ricorrente ha contestato la motivazione sul reato associativo e l'applicazione di un'aggravante. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando così la condanna per il **contrabbando di tabacchi lavorati esteri** e l'associazione a delinquere.
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Delitto Associativo e Contrabbando: Cassazione conferma la custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo sottoposto a custodia cautelare per un delitto associativo e contrabbando. L'imputato era accusato di aver organizzato e finanziato un'associazione criminale dedita all'importazione illegale di tabacchi esteri, avvalendosi di una rete internazionale e fondi da paesi non cooperanti. Il ricorso contestava la configurabilità del delitto associativo, sostenendo l'assenza di un'organizzazione stabile. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'associazione era ben strutturata, con ruoli chiari, mezzi e una cassa comune, e che l'individuo ricopriva un ruolo di spicco. La decisione ha ribadito la correttezza delle valutazioni dei giudici precedenti.
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Contrabbando e Prescrizione del reato: la Cassazione annulla la condanna
Un Lavoratore è stato condannato per contrabbando di tabacco estero, condanna confermata in appello. Il Lavoratore ha presentato ricorso, contestando la regolarità della notifica del decreto che disponeva il giudizio, avvenuta al suo difensore d'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto questo punto, ritenendo la notifica non eseguita correttamente. A causa di questa irregolarità procedurale, la Corte ha rilevato che il reato era ormai estinto per prescrizione del reato. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio.
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Associazione a delinquere finalizzata al contrabbando: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, confermando gli arresti domiciliari per un'accusa di Associazione a delinquere finalizzata al contrabbando. L'uomo era coinvolto nell'organizzazione e finanziamento di un gruppo criminale internazionale dedito al contrabbando di tabacchi. Il ricorso contestava la mancanza di stabilità organizzativa e l'errata valutazione di una conversazione telefonica. La Suprema Corte ha ritenuto le argomentazioni manifestamente infondate, evidenziando la solidità delle prove raccolte a carico dell'indagato e dell'intera organizzazione criminale.
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Associazione a delinquere per contrabbando: Misure cautelari confermate
Un individuo ha presentato ricorso contro la custodia in carcere, misura cautelare applicata per un'accusa di promozione e organizzazione di un'associazione a delinquere per contrabbando di tabacchi. Il Tribunale del riesame aveva confermato la misura. Il ricorrente lamentava la mancanza di autonoma valutazione degli indizi e delle esigenze cautelari, oltre all'assenza di prova dell'associazione e del pericolo di reiterazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, basandosi sull'organizzazione e sulla capacità gestionale del gruppo criminale. Il ricorrente è stato condannato alle spese e a una multa.
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Evasione IVA all importazione: condannato chi detiene la merce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione e oltre 458.000 euro di multa a carico di un soggetto sorpreso con un ingente quantitativo di sigarette di contrabbando. L'imputato sosteneva di non dover rispondere del reato tributario poiché non aveva introdotto personalmente la merce nel territorio nazionale. I giudici hanno chiarito che il reato di evasione IVA all importazione punisce non soltanto chi effettua materialmente il trasporto oltre confine, ma anche chi detiene consapevolmente la merce sottratta ai controlli doganali. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, negando la concessione delle attenuanti generiche per via dei precedenti penali dell'imputato e dell'elevato quantitativo di merce illegale detenuta.
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Contrabbando di Tabacco: la Prescrizione Estingue il Reato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due individui condannati per contrabbando di tabacco lavorato estero (12,2 kg). I ricorrenti lamentavano il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e l'intervenuta prescrizione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna per il reato principale (capo A) a causa della **prescrizione reato contrabbando**. Per un secondo capo (B), relativo a un ordine di trasmissione all'autorità amministrativa, la Cassazione ha annullato con rinvio per un nuovo giudizio.
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Contrabbando: negata la particolare tenuità del fatto
L'Imputato ha subito una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione e a oltre 54.000 euro di multa per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Il condannato ha presentato ricorso per cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha respinto le doglianze e ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno confermato che i parametri di gravità della condotta e l'entità del danno economico impediscono di considerare minima l'offesa arrecata.
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Contrabbando di tabacchi lavorati esteri: confermata la condanna
L'imputato è stato condannato per il delitto di contrabbando di tabacchi lavorati esteri dopo il rinvenimento di quasi trenta chilogrammi di sigarette prive del bollino statale. L'interessato ha presentato ricorso per Cassazione sostenendo l'assoluzione per il dubbio sull'origine estera del prodotto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: una parte della merce proveniva certamente dall'estero e l'eventuale fabbricazione nazionale clandestina avrebbe configurato un reato ancora più grave, precluso dal divieto di peggiorare la pena.
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Contrabbando di tabacchi lavorati esteri e ricorso generico
L'Imputata subisce una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione e a 46.000 euro di multa per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. La difesa presenta ricorso per cassazione lamentando una motivazione carente e chiedendo una sanzione più mite, la particolare tenuità del fatto e la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione per totale genericità dei motivi difensivi, i quali non si confrontano criticamente con la decisione di secondo grado. L'Imputata perde la causa, deve pagare le spese del procedimento e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione non riscrive i fatti
L'Imputato è stato condannato per furto aggravato e contrabbando di tabacchi lavorati esteri, a seguito del ritrovamento di prove durante una perquisizione in un garage. La difesa ha proposto ricorso dinanzi alla Suprema Corte contestando la ricostruzione dei fatti operata nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché i motivi presentati erano generici e miravano esclusivamente a ottenere una nuova valutazione del merito della vicenda, attività preclusa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, l'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Contrabbando di tabacchi: la recidiva blocca la depenalizzazione
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, aggravato dalla recidiva specifica. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il fatto fosse stato depenalizzato dal decreto legislativo n. 8 del 2016, che ha trasformato in illeciti amministrativi i casi di contrabbando sotto i 15 chilogrammi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il contrabbando di tabacchi aggravato dalla recidiva costituisce un reato autonomo. Questa specifica fattispecie non rientra nella depenalizzazione generale e rimane punibile con la pena detentiva, anche se i reati precedenti che giustificano la recidiva sono stati depenalizzati. Di conseguenza, la condanna a sei mesi di reclusione e alla multa è stata confermata.
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Contrabbando depenalizzato: pietre preziose salve dopo il transito
Un viaggiatore è stato fermato su un treno da Parigi a Milano, transitante in Svizzera, con un borsone contenente pietre preziose del valore di 213.000 euro. L'Ufficio doganale ha contestato il contrabbando depenalizzato, applicando sanzioni e disponendo la confisca dei beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, confermando l'annullamento dei provvedimenti. I giudici hanno accertato che le pietre erano già state regolarmente nazionalizzate in Francia con il pagamento di dazi e IVA. Il semplice transito ferroviario attraverso la Svizzera, senza fermate commerciali, non ha fatto perdere alle merci lo status di beni comunitari. Non essendoci stata alcuna introduzione irregolare, non è configurabile il contrabbando depenalizzato e la confisca è stata definitivamente revocata.
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Sequestro probatorio di orologi: il ricorso errato costa caro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro il sequestro probatorio di dieci orologi di lusso, spediti per via aerea e intercettati in aeroporto. L'indagato contestava la tardività della convalida del Pubblico Ministero e la carenza di motivazione del provvedimento. La Suprema Corte ha chiarito che l'eventuale tardività della convalida non può essere eccepita con la richiesta di riesame, ma richiede una formale istanza di restituzione al Pubblico Ministero. Inoltre, i giudici hanno ritenuto valida la motivazione sintetica del decreto di sequestro, in quanto finalizzata a eseguire accertamenti tecnici e verifiche doganali per l'ipotesi di contrabbando. L'indagato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Sequestro probatorio di Rolex: il riesame non sana i ritardi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'indagata contro il mantenimento del sequestro probatorio di dieci orologi di lusso, spediti per via aerea e intercettati in aeroporto. L'indagata contestava la tardività della convalida del sequestro e la carenza di motivazione sulle finalità delle indagini. I giudici hanno chiarito che l'eventuale ritardo nella convalida non può essere eccepito con la richiesta di riesame, ma richiede una specifica istanza di restituzione al Pubblico Ministero. Inoltre, la motivazione del sequestro, seppur sintetica, è valida se indica la necessità di svolgere accertamenti tecnici, specialmente in relazione all'ipotesi di contrabbando. La ricorrente perde il ricorso ed è condannata al pagamento delle spese processuali.
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Sanzione ko per decadenza della cartella di pagamento
L'Agenzia delle Dogane e l'Agente della Riscossione hanno emesso una cartella esattoriale per recuperare oltre 1,5 milioni di euro di sanzioni amministrative derivanti da un vecchio reato di contrabbando di tabacchi, successivamente depenalizzato. Il Contribuente ha impugnato l'atto eccependo la decadenza del potere di riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle amministrazioni pubbliche, confermando che le sanzioni per contrabbando hanno natura tributaria e che spetta al giudice tributario decidere sulla controversia. Di conseguenza, si applica il termine di decadenza biennale previsto per i tributi e non la prescrizione quinquennale ordinaria. Poiché la cartella è stata notificata sette anni dopo la definitività dell'ingiunzione, la Corte ha dichiarato la decadenza della cartella di pagamento, sancendo la vittoria del Contribuente.
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Contrabbando di tabacchi lavorati esteri: condanna in mare
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. L'imputato era stato sorpreso a trasbordare 950 chili di sigarette di contrabbando da una motopesca a un barchino nelle acque territoriali italiane, mentre altri 2.320 chili erano rimasti a bordo della nave principale. La difesa sosteneva che l'importazione non fosse consumata e che l'imputato non fosse responsabile per l'intero carico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che il reato si perfeziona non appena la merce entra nelle acque territoriali senza pagare i diritti di confine, e che le attività preparatorie organizzate integrano il tentativo di contrabbando per la parte di carico non ancora sbarcata.
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Affidamento incolpevole: la lingua non scusa il contrabbando
Un conducente straniero è stato sanzionato dall'Agenzia delle Dogane per contrabbando, avendo introdotto in Italia un furgone con targa ucraina senza pagare i diritti doganali. Il giudice d'appello aveva annullato le sanzioni ritenendo sussistente l'affidamento incolpevole, poiché l'uomo aveva superato la dogana undici volte senza controlli e non conosceva la lingua italiana. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno chiarito che l'affidamento incolpevole richiede indicazioni errate e attive dell'ufficio, non la semplice omessa contestazione passata. Inoltre, la mancata conoscenza della lingua italiana non scusa la violazione della legge, poiché l'ignoranza inevitabile non coincide con una difficoltà linguistica o una percezione individuale errata.
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Contrabbando di tabacchi lavorati esteri: quando resta reato
Due soggetti sono stati condannati per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri per aver detenuto oltre 13 chili di sigarette di contrabbando in un seminterrato comune. La difesa ha sostenuto che, essendo la merce divisa in quantità inferiori a 10 chili per ciascuno, la condotta dovesse considerarsi depenalizzata in base al decreto legislativo 8/2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la detenzione era comune e che, in ogni caso, la presenza di precedenti penali specifici configura l'ipotesi aggravata di recidiva. Questa circostanza esclude la depenalizzazione, mantenendo la rilevanza penale del fatto anche per quantità inferiori alla soglia doganale.
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