LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Contatto Sociale

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Figura giuridica che riconosce l'esistenza di un'obbligazione e di una responsabilità simile a quella contrattuale, anche in assenza di un contratto formale, sulla base della fiducia generata da uno status professionale (es. medico-paziente, notaio-terzi).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incasso di assegno non trasferibile: la banca risponde della frode?
Una compagnia assicurativa ha citato un intermediario finanziario per ottenere il risarcimento relativo all'incasso di assegno non trasferibile pagato a un soggetto non legittimato. Il truffatore aveva incassato la somma aprendo un libretto di risparmio con documenti d'identità e codice fiscale. Nei precedenti gradi di giudizio l'intermediario era stato condannato per non aver eseguito verifiche approfondite sul titolare. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione stabilendo che il controllo di un documento d'identità valido e del codice fiscale soddisfa la diligenza professionale dell'operatore, purché non vi siano segni evidenti di falsificazione. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della corte d'appello.
Continua »
Responsabilità professionale del notaio: se la garanzia svanisce
Un istituto bancario ha concesso un mutuo garantito da ipoteca su un immobile, fidandosi della relazione di un professionista che attestava l'esclusiva proprietà del debitore. Successivamente, a causa del mancato pagamento delle rate, la banca ha avviato un pignoramento, scoprendo che l'immobile era in comproprietà con altre persone. Di fronte all'impossibilità di vendere agevolmente il bene, la banca ha citato in giudizio il professionista per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità professionale del notaio. Il professionista ha l'obbligo di verificare con esattezza i registri immobiliari per garantire la sicurezza dell'operazione. Non avendo dimostrato di aver adempiuto correttamente al proprio incarico, gli eredi del professionista sono stati condannati a risarcire la banca e a pagare le spese legali.
Continua »
Legittimo affidamento: il Comune risarcisce il privato
I proprietari di un immobile hanno fatto causa ai vicini per il mancato rispetto delle distanze legali durante la costruzione di un nuovo edificio. I costruttori hanno chiamato in causa il Comune per essere risarciti, avendo edificato sulla base di un regolare permesso di costruire rilasciato dall'ente. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo che la causa spettasse al giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la giurisdizione del giudice ordinario. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di risarcimento si fonda sulla lesione del legittimo affidamento del cittadino nella correttezza dell'azione amministrativa. Si tratta di un diritto soggettivo alla tutela del patrimonio, estraneo alle valutazioni sull'esercizio del potere pubblico, che radica la competenza davanti al tribunale civile ordinario.
Continua »
Responsabilità della banca negoziatrice: il caso dell’assegno falso
Gli Eredi del Risparmiatore hanno agito contro la Banca Negoziatrice e la Banca Trattaria per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'incasso di un assegno di 120.000 euro visibilmente alterato da un consulente finanziario infedele. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità degli istituti di credito per mancanza dell'assegno in originale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la responsabilità della banca negoziatrice ha natura contrattuale da contatto sociale. Di conseguenza, spetta alla banca, e non al cliente, dimostrare di aver agito con la massima diligenza professionale e che l'alterazione del titolo non fosse rilevabile a prima vista (ictu oculi). La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Responsabilità della banca: nessun indennizzo per la truffa
Gli Eredi della Risparmiatrice hanno impugnato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità della banca per la perdita di 210.000 euro. La somma, versata tramite assegni su un conto corrente intestato a un'associazione per costituire nuove società, era stata interamente prelevata da un promotore poi rivelatosi un truffatore. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha confermato che l'istituto di credito non aveva obblighi di protezione specifici verso i terzi non correntisti, né poteva rilevare anomalie nei prelievi ordinari effettuati dal delegato. Di conseguenza, viene esclusa qualsiasi responsabilità della banca per il danno subito dalla risparmiatrice, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Responsabilità del patronato: risarcimento anche senza contratto
Il Lavoratore si è rivolto al Patronato per verificare i requisiti pensionistici. Sulla base di un calcolo errato fornito dagli operatori, ha accettato la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Scoperta la perdita economica dovuta a una pensione molto inferiore rispetto alle rassicurazioni ricevute, ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha negato la responsabilità del patronato per mancanza di un mandato scritto. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il mandato al patronato non richiede la forma scritta per essere valido, potendo nascere anche da un accordo verbale o da comportamenti concludenti. Trattandosi di un rapporto professionale a forma libera, spetta al Patronato dimostrare di aver fornito informazioni corrette. La sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Ritardo mutuo: quando scatta la responsabilità della banca?
Una cliente ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni per il ritardo nella stipulazione di un mutuo ipotecario. Mentre il Tribunale ha accolto la domanda, la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto qualificando l'azione come responsabilità precontrattuale della banca, soggetta a prescrizione quinquennale, e ritenendo giustificato il ritardo poiché l'erogazione era subordinata all'avanzamento dei lavori di ristrutturazione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della cliente, confermando che la valutazione del giudice di merito sulla correttezza della condotta bancaria non può essere riesaminata in sede di legittimità se logicamente motivata. La decisione ribadisce che il termine di prescrizione per tali fattispecie è di cinque anni, non trovando applicazione la tesi del contatto sociale.
Continua »
Affidamento incolpevole: risarcimento danni dal Comune
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un Comune per la lesione dell'affidamento incolpevole di una società immobiliare. La società aveva eseguito costose opere di piantumazione basandosi su un piano urbanistico poi annullato dal giudice amministrativo. La Corte ha stabilito che, nonostante l'annullamento dell'atto, il comportamento rassicurante dei funzionari comunali ha generato un'aspettativa legittima. La controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di una responsabilità da contatto sociale qualificato che tutela un diritto soggettivo autonomo del privato.
Continua »
Responsabilità medica chirurgia estetica: la guida
Il Tribunale si è pronunciato su un caso di responsabilità medica chirurgia estetica riguardante un intervento di mastoplastica additiva che ha causato simmastia e la rottura di una protesi. La domanda di risarcimento è stata respinta poiché la simmastia è stata classificata come complicanza inevitabile in concreto e non imputabile a imperizia del chirurgo. Inoltre, il consenso informato è stato ritenuto esaustivo nel descrivere i rischi estetici dell'operazione.
Continua »
Assegno di traenza: basta la patente per l’incasso
Una compagnia assicurativa ha citato un ente postale per aver pagato un assegno di traenza a un soggetto non legittimato, lamentando una condotta negligente nell'identificazione. Il Tribunale aveva confermato la responsabilità dell'ente, ritenendo che l'uso della sola patente di guida violasse le raccomandazioni ABI che suggeriscono l'acquisizione di due documenti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente postale, stabilendo che l'identificazione tramite un singolo documento valido, come la patente, è pienamente conforme alla diligenza professionale richiesta, poiché le circolari interne non hanno valore precettivo e la legge riconosce alla patente piena efficacia identificativa.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per una frode perpetrata da un suo dipendente. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che i ricorrenti non possono introdurre nuove argomentazioni o prove in modo non conforme alla procedura, il che ha portato alla declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso del curatore fallimentare di una fondazione sanitaria che chiedeva il pagamento di prestazioni socio-sanitarie fornite a una Regione e a un'Azienda Sanitaria. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda principale per mancanza di un valido accreditamento e di una convenzione. La Cassazione, pur confermando la decisione sulla domanda principale, ha annullato la sentenza con rinvio per quanto riguarda le domande subordinate (responsabilità da contatto sociale ed extracontrattuale). Il motivo è la presenza di una motivazione apparente, in quanto il giudice d'appello si era limitato a un generico rinvio alle argomentazioni usate per la domanda principale, senza spiegare perché queste escludessero anche le altre forme di responsabilità invocate.
Continua »
Responsabilità ente previdenziale: i limiti chiariti
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente di previdenza chiedendo un risarcimento per danni derivanti da informazioni ritenute errate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla responsabilità ente previdenziale: questa sussiste solo per la comunicazione di dati di fatto inesatti (es. periodi contributivi) e non per errate interpretazioni di norme giuridiche. L'ente non è tenuto a risarcire l'iscritto se la sua posizione su una questione legale si rivela sfavorevole, poiché l'iscritto ha gli strumenti per verificare autonomamente la corretta applicazione della legge.
Continua »
Responsabilità consulente tecnico: quando è esente?
Un imprenditore, assolto da un'accusa basata su una perizia tecnica, cita in giudizio i consulenti per danni. La Cassazione chiarisce la responsabilità del consulente tecnico, rigettando il ricorso. La Corte stabilisce che non vi è colpa, e quindi nessuna responsabilità, se la valutazione del perito, sebbene smentita da una successiva, si fonda su criteri discrezionali e opinabili, piuttosto che su un errore tecnico manifesto.
Continua »
Risarcimento danni PA: quando decide il giudice ordinario
Una società chiede il risarcimento danni PA a un Comune e a una sua funzionaria per i ritardi nell'approvazione di un progetto urbanistico. La Corte di Cassazione, decidendo sul regolamento di giurisdizione, stabilisce una competenza ripartita: la causa contro la funzionaria spetta al giudice ordinario, mentre quella contro il Comune, inerente all'esercizio di potere pubblico, è di competenza del giudice amministrativo.
Continua »
Contratto di finanziamento: onere della prova e usura
Un consumatore ha citato in giudizio una banca e una società finanziaria, sostenendo che il contratto di finanziamento sottoscritto fosse viziato da usura e dolo. Inizialmente, aveva richiesto un piccolo prestito, ma si era ritrovato a firmare un accordo per un importo e una durata notevolmente superiori. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le sue richieste, negando anche l'ammissione di una consulenza tecnica (CTU). La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. La Corte ha sottolineato che il ricorrente non ha fornito prove sufficienti per dimostrare l'usura soggettiva o il raggiro, e che la semplice discrepanza tra l'accordo preliminare e quello definitivo non è di per sé una prova di illecito. Inoltre, ha ribadito che la commissione di estinzione anticipata non rileva ai fini del calcolo del tasso di usura e che il giudice ha un potere discrezionale nel decidere sull'ammissione delle prove.
Continua »
Responsabilità banca negoziatrice: quando è diligente?
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio una banca per aver pagato assegni non trasferibili, smarriti e alterati, a un soggetto non legittimato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia, confermando la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità della banca negoziatrice. La Corte ha ritenuto che il giudice d'appello avesse correttamente valutato la diligenza dell'istituto di credito nell'identificazione del presentatore, e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso che miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso in sede di legittimità.
Continua »
Responsabilità banca negoziatrice: quando è diligente?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17291/2024, ha chiarito i limiti della responsabilità della banca negoziatrice in caso di pagamento di un assegno non trasferibile contraffatto. Se la banca dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, identificando il presentatore con documenti validi e accreditando la somma su un conto corrente, non è tenuta al risarcimento del danno, anche se il soggetto non era il legittimo beneficiario.
Continua »
Responsabilità casa di riposo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso del decesso di un anziano ospite di una struttura, affetto da Alzheimer, a seguito di soffocamento. La famiglia aveva citato in giudizio la casa di riposo, la quale aveva chiamato in causa la cooperativa che forniva il personale di assistenza. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità della cooperativa, evidenziando che il contratto d'appalto attribuiva alla casa di riposo la definizione degli standard qualitativi e quantitativi del servizio. Inoltre, ha dichiarato inammissibile la domanda basata sulla 'responsabilità da contatto sociale', poiché introdotta tardivamente nel processo, confermando l'importanza di definire correttamente le basi della propria azione legale sin dall'inizio.
Continua »
Responsabilità enti di vigilanza: è extracontrattuale
Un gruppo di risparmiatori ha citato in giudizio alcuni enti di vigilanza per i danni subiti a seguito del dissesto di un istituto di credito, lamentando un'omessa vigilanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità degli enti di vigilanza ha natura extracontrattuale e non deriva da 'contatto sociale'. Di conseguenza, si applica il termine di prescrizione breve di cinque anni, che decorre dal momento in cui il danno è divenuto oggettivamente conoscibile, come la data della dichiarazione di insolvenza, rendendo l'azione dei risparmiatori tardiva e quindi prescritta.
Continua »