Il Procuratore Generale ha impugnato l'assoluzione di un soggetto trovato in possesso di 120 kg di rame di provenienza ingiustificata, avvenuta a ridosso di furti denunciati dalle ferrovie. La Corte d'Appello aveva ipotizzato un lecito scambio commerciale. La Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che per configurare il reato di ricettazione non serve accertare nei dettagli il furto originario. Il possesso ingiustificato di un quantitativo così ingente, unito alla mancanza di spiegazioni credibili e alla vicinanza temporale e geografica con i furti, costituisce un indizio schiacciante della provenienza illecita. La decisione di assoluzione è stata considerata una mera congettura del giudice, priva di basi logiche. Il processo dovrà quindi essere rifatto.
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