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Confisca Per Equivalente — Anno 2025

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221 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Confisca Per Equivalente

Provvedimenti

Confisca per equivalente: il ruolo del prestanome
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente di un immobile, ritenendo che fosse fittiziamente intestato a un terzo. Il ricorrente, formale proprietario, non è riuscito a superare i gravi indizi che lo qualificavano come mero prestanome di due indagati per traffico di droga.
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Confisca per riciclaggio: prodotto vs profitto del reato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per riciclaggio dell'intero importo "ripulito", qualificandolo come 'prodotto' del reato, e non solo del 'profitto' ottenuto dal riciclatore. La Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 648-quater c.p., l'ablazione patrimoniale può riguardare l'intera somma oggetto dell'operazione illecita, respingendo il ricorso dell'imputato che ne contestava l'estensione e la mancata ripartizione con un altro coimputato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul periculum
Un indagato per riciclaggio ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancanza di motivazione sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione sufficiente. Si è chiarito che il pericolo può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'applicazione di altre misure cautelari personali, che potrebbero spingere l'indagato a nascondere i propri beni.
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Errore di fatto e confisca: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato contro la mancata revoca di una confisca dopo la dichiarazione di prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che non sussiste un errore di fatto, bensì una valutazione giuridica, quando la precedente decisione si basa sulla qualificazione della confisca come 'diretta' e non 'per equivalente', qualificazione non specificamente contestata nell'appello originario. La decisione sottolinea la distinzione fondamentale tra errore percettivo ed errore di giudizio.
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Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un soggetto accusato di frode informatica. La sentenza chiarisce che, per questo tipo di misura, non è necessario dimostrare un collegamento diretto (nesso pertinenziale) tra il bene sequestrato e il reato, essendo sufficiente che il valore corrisponda al profitto illecito. Il ricorso dell'indagato, che lamentava il sequestro di somme su conti correnti diversi da quello usato per la frode, è stato dichiarato inammissibile.
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Reformatio in peius: la confisca non può peggiorare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello che aveva aumentato l'importo di una confisca in un giudizio di rinvio. La Suprema Corte ha stabilito che tale aumento viola il divieto di reformatio in peius, poiché solo l'imputato aveva impugnato la precedente decisione. Inoltre, ha chiarito che non può esserci confisca per il reato di usura se la somma restituita dalla vittima è inferiore al capitale prestato, poiché in tal caso non si realizza alcun profitto.
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Peculato prescrizione: Cassazione chiarisce il momento
Un titolare di ricevitoria del lotto, accusato di peculato, vede la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. Il fulcro della decisione riguarda la questione del peculato prescrizione: la Corte ha stabilito che il reato si consuma nel momento in cui l'agente si appropria dei fondi per scopi personali, e non alla scadenza di un termine formale di versamento. Tale precisazione ha portato alla dichiarazione di estinzione del reato per decorrenza dei termini.
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Sequestro preventivo: limiti su stipendi e polizze
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sequestro preventivo per riciclaggio. Pur confermando che il sequestro può riguardare l'intera somma oggetto del reato, ha stabilito che devono essere rispettati i limiti di impignorabilità per beni come stipendi e polizze vita. La Corte ha annullato parzialmente l'ordinanza, rinviando al Tribunale del Riesame il compito di verificare quali somme fossero effettivamente pignorabili.
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Giudice del rinvio: vincoli e limiti dopo l’annullo
La Corte di Cassazione annulla la decisione di un giudice del rinvio perché ha ignorato i principi stabiliti in un precedente annullamento, in particolare riguardo la motivazione sulla confisca. La Corte chiarisce che il giudice del rinvio è strettamente vincolato alle indicazioni ricevute. Viene invece respinto il ricorso sulla sostituzione della pena, specificando che le nuove norme più favorevoli si applicano integralmente, comprese le relative cause ostative come l'aggravante mafiosa.
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Pegno irregolare: quando la polizza non si sequestra
La Corte di Cassazione ha stabilito che una polizza vita data in pegno irregolare a una banca non può essere soggetta a sequestro preventivo a carico del debitore. Con il pegno irregolare, la proprietà del bene passa al creditore, uscendo dal patrimonio del debitore e rendendo inefficace la misura cautelare reale.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione è chiara
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10871/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio. La Corte ha confermato un'interpretazione rigorosa della confisca per riciclaggio, stabilendo che essa si applica all'intero valore delle somme oggetto dell'operazione illecita (il prodotto del reato), e non solo al profitto conseguito dal riciclatore. Viene ribadita l'inammissibilità dei motivi di ricorso generici o che ripropongono questioni già decise in appello.
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Confisca profitto reato associativo: i limiti del rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la rideterminazione della confisca del profitto da reato associativo. La Corte ha stabilito che, in sede di rinvio, il giudice deve attenersi strettamente ai punti annullati, in questo caso il calcolo del profitto come "prezzo" del reato. Nuove censure sulla ripartizione pro quota o sul principio di solidarietà sono inammissibili se non sollevate nel primo ricorso.
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Confisca prima casa: limiti e differenze con l’esproprio
Un soggetto, condannato per reati tributari, impugna la confisca per equivalente di un immobile, sostenendo la sua natura di "prima casa". La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiave: la tutela contro l'espropriazione fiscale per la prima casa non si estende alla confisca penale. Viene inoltre affermato che il condannato non può contestare la presunta natura simulata della vendita dell'immobile, poiché tale diritto spetta unicamente al terzo acquirente.
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Confisca del denaro: la Cassazione e la prova del nesso
La Cassazione Penale analizza la confisca del denaro alla luce di un nuovo principio delle Sezioni Unite. Anche se ora serve la prova del nesso causale tra denaro e reato per la confisca diretta, il ricorso di una società è stato rigettato. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi sulla provenienza illecita delle somme, distinguendo tra confisca diretta del profitto e confisca per equivalente.
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Confisca di denaro: la prova del nesso è cruciale
La Corte di Cassazione esamina un caso di sequestro preventivo, affrontando la cruciale distinzione tra confisca diretta e per equivalente. Nonostante un recente cambio di giurisprudenza che ora richiede la prova del nesso causale per la confisca di denaro, la Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto sufficienti gli elementi indiziari che collegavano i fondi sequestrati al reato, qualificando il sequestro come funzionale a una confisca diretta.
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Truffa aggravata per contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per truffa aggravata per contributi. La condanna era basata sull'ottenimento di fondi agricoli europei mediante la presentazione di falsi contratti di affitto. La Corte ha ribadito che l'uso di documenti falsi integra gli "artifici e raggiri" tipici del reato più grave (art. 640 bis c.p.), escludendo la qualificazione nel meno grave reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316 ter c.p.).
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Confisca per equivalente: come si divide il profitto?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la confisca per equivalente in solido tra più imputati per riciclaggio. La Corte ha stabilito che la confisca deve essere applicata individualmente, limitatamente al profitto che ciascun concorrente ha concretamente conseguito. Se la quota individuale non è accertabile, il profitto totale va diviso in parti uguali. Per l'ente coinvolto, la confisca, essendo una sanzione principale, non può essere disposta dal giudice al di fuori dell'accordo di patteggiamento.
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Confisca obbligatoria: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una contribuente contro la confisca obbligatoria disposta in sede di patteggiamento per omessa dichiarazione. La Corte chiarisce che la confisca obbligatoria per reati tributari non può essere esclusa dall'accordo tra le parti e si applica anche a beni acquisiti lecitamente dopo il reato, a titolo di equivalente.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sui conti?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. Il sequestro, disposto su conti correnti intestati a una ditta individuale formalmente di un terzo ma gestita di fatto dall'indagato, è stato ritenuto legittimo. La Corte ha ribadito che il denaro è un bene fungibile, quindi anche le somme affluite dopo il reato possono essere oggetto di confisca diretta o per equivalente, confermando la validità del provvedimento cautelare.
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Confisca per riciclaggio: tutto il valore è profitto
Due soggetti ricorrono in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento per riciclaggio, contestando l'importo della confisca. Sostengono che l'accordo prevedeva la confisca del solo denaro residuo sui loro conti. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che la confisca per riciclaggio deve riguardare l'intero valore delle somme illecite oggetto delle operazioni, in quanto costituisce il profitto o prodotto del reato. La natura obbligatoria della misura prevale su qualsiasi accordo tra le parti.
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