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Concorso Nell'Illecito

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Partecipazione di più persone alla commissione di una violazione. In ambito fiscale, si riferisce a chi contribuisce, materialmente o moralmente, alla realizzazione di un illecito tributario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavoro irregolare: soci responsabili delle sanzioni
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato una società di persone e i suoi due soci amministratori per l'impiego non registrato di un dipendente. I soci hanno impugnato le sanzioni contestando la violazione del diritto di difesa e negando la responsabilità personale diretta per l'illecito aziendale. La Corte d'Appello ha ricalcolato le somme dovute accertando 137 giornate di attività non dichiarata. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la condanna dei soci in solido con l'impresa. Nelle realtà societarie di ridotte dimensioni, la presenza attiva dei soci sui luoghi lavorativi rende evidente la piena consapevolezza dell'impiego non autorizzato. Il fenomeno del lavoro irregolare comporta quindi l'addebito delle sanzioni pecuniarie a carico di ciascun amministratore coinvolto.
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Responsabilità per sanzioni tributarie: salvo il consulente
L'Amministrazione Finanziaria contestava una manovra elusiva a un gruppo societario e sanzionava anche la società di consulenza esterna che aveva ideato l'operazione. Il Fisco invocava il concorso nell'illecito tributario per estendere la punizione all'ideatore dello schema. I giudici di merito annullavano la sanzione irrogata alla società terza. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento. I giudici hanno chiarito il perimetro della responsabilità per sanzioni tributarie riferibili a violazioni commesse da persone giuridiche. La legge concentra il carico sanzionatorio esclusivamente sulla società contribuente che trae vantaggio dall'operazione, escludendo sanzioni concorrenti per consulenti esterni salvo l'uso fittizio dell'ente per scopi personali.
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Sanzioni tributarie società di capitali: escluso il consulente
L'Amministrazione Finanziaria ha sanzionato un professionista per concorso in illeciti tributari commessi da alcune società di capitali sue clienti. Il consulente ha impugnato il provvedimento, sostenendo l'inapplicabilità delle sanzioni alla sua persona. La Corte di Cassazione ha stabilito che la disciplina sulle sanzioni tributarie società di capitali prevede la responsabilità esclusiva dell'ente giuridico beneficiario. Di conseguenza, i terzi concorrenti esterni, come i consulenti, non possono essere sanzionati per le violazioni amministrative commesse nell'interesse della società. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso del Fisco, confermando l'annullamento della sanzione e condannando l'ente al pagamento delle spese legali.
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Trasporto rifiuti senza formulario: la sanzione al produttore
Una società di lavorazione inerti e il suo legale rappresentante hanno proposto opposizione contro un'ordinanza ingiunzione per il trasporto rifiuti senza formulario. La ditta sosteneva che la responsabilità del documento di viaggio spettasse solo all'autotrasportatore esterno e che i fanghi e le polveri trasportati non fossero rifiuti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il produttore dei rifiuti conserva sempre la responsabilità della loro tracciabilità. Affidare il trasporto a terzi non esonera l'impresa dall'obbligo di compilare e firmare il formulario. Inoltre, le analisi di laboratorio hanno accertato il superamento dei limiti di inquinanti, confermando la natura di rifiuto del materiale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio.
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Sanzioni tributarie al consulente: la società paga, lui è salvo
L'Agenzia delle Entrate ha inflitto sanzioni tributarie al consulente di una società a responsabilità limitata, accusandolo di aver collaborato alla registrazione di fatture per operazioni inesistenti. Il professionista ha impugnato il provvedimento, sostenendo che le sanzioni dovessero gravare solo sulla società, dotata di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista. I giudici hanno stabilito che le sanzioni colpiscono la persona fisica solo se questa ha agito per un proprio esclusivo vantaggio personale. Poiché i giudici d'appello non hanno dimostrato l'esistenza di un profitto personale del consulente, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Società Paga, Consulente No: Concorso nell’illecito tributario
Il caso esamina la sanzione irrogata a una consulente fiscale e alla società sua cliente per l'indebita compensazione di IVA inesistente, creata alterando manualmente una nota di debito. Mentre la società ha sanato la propria posizione pagando le imposte e le sanzioni ridotte, la professionista ha impugnato l'atto, sostenendo che il pagamento della società la liberasse da ogni obbligo. La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di concorso nell'illecito tributario, ogni trasgressore è soggetto a una sanzione autonoma. Non si applica il principio della responsabilità solidale, che avrebbe permesso l'estinzione del debito con il pagamento di uno solo dei coobbligati. Inoltre, i giudici hanno confermato la legittimità del raddoppio dei termini di accertamento, poiché la condotta integrava gli estremi di un reato, rendendo irrilevante l'effettivo avvio di un procedimento penale.
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Truffa Postepay: quando la carta è prova di concorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La Corte ha stabilito che l'accredito del profitto illecito su una carta prepagata intestata all'imputato costituisce una prova significativa del suo concorso nel reato. In assenza di prove che dimostrino la perdita involontaria della carta o un furto d'identità, la responsabilità dell'intestatario è presunta. Inoltre, è stata negata l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della mancanza di iniziative riparatorie da parte del condannato. La sentenza ribadisce quindi la gravità indiziaria legata alla titolarità dello strumento di pagamento in una Truffa Postepay.
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Concorso illecito fiscale: Cassazione su sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23126/2024, chiarisce la distinzione tra la responsabilità della società e quella di terzi nel concorso in illecito fiscale. È stato stabilito che se la società è un'entità reale e non uno schermo fittizio, le sanzioni amministrative per violazioni fiscali ricadono esclusivamente su di essa, come previsto dall'art. 7 del D.L. 269/2003. La responsabilità per concorso di persone, ex art. 9 del D.Lgs. 472/1997, è applicabile solo a soggetti terzi ed esterni che abbiano agito per un interesse personale autonomo e distinto da quello societario, e non all'amministratore di fatto che agisce nell'interesse dell'ente.
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