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Concorso In Usura

13 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorso in usura: esclusa la colpa per i debiti commerciali
La Procura contestava a un indagato il concorso in usura per aver agito come garante di un prestito con interessi illeciti erogato a una presunta vittima. Il Giudice per le indagini preliminari disponeva gli arresti domiciliari. Il Tribunale del riesame annullava l'ordinanza cautelare rilevando che l'indagato era in realtà un condebitore della somma complessiva e che le sue richieste economiche riguardavano pregressi rapporti privati tra le parti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. I giudici supremi hanno confermato la piena logicità della decisione del riesame, ribadendo che la valutazione delle prove e delle intercettazioni spetta solo al giudice di merito. L'indagato resta dunque in libertà.
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Concorso in usura: contributo indispensabile, non marginale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo accusato di concorso in usura. L'imputato aveva presentato ricorso sostenendo che il suo contributo al reato fosse stato marginale. I giudici, tuttavia, hanno respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la partecipazione dell'imputato è stata indispensabile per la realizzazione dei diversi episodi di usura. Di conseguenza, la sua responsabilità penale è piena. La condanna è quindi definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Concorso in Usura: Complice anche chi aiuta a riscuotere il debito
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di concorso in usura. Un uomo è stato ritenuto responsabile del reato per aver aiutato il fratello a riscuotere un debito usurario, pur non avendo partecipato all'accordo iniziale. Il suo intervento, consistito nel fare pressione sulla vittima per ottenere la cessione di un terreno come pagamento, è stato considerato un contributo attivo alla fase esecutiva del crimine. La Corte ha chiarito che l'usura è un reato a consumazione prolungata e chiunque intervenga per assicurare il profitto illecito, anche in un secondo momento, è complice. L'imputato ha perso il ricorso.
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Concorso in Usura: Riscossione del Credito è Piena Complicità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due complici per il reato di concorso in usura. I giudici stabiliscono un principio fondamentale: chi, consapevole della natura illecita del credito, viene incaricato di riscuotere il denaro e riesce nell'intento, non commette il reato minore di favoreggiamento, ma partecipa attivamente all'usura. La sua azione è decisiva per completare il piano criminale. In un caso collegato, la Corte ha invece annullato la condanna per furto di un altro imputato a causa di prove di identificazione incerte e di un alibi (una fattura d'hotel) respinto in modo non convincente, ordinando un nuovo processo.
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Concorso in Usura: Condannata anche chi subentra nel prestito
Una persona viene condannata per concorso in usura per essere subentrata in un preesistente rapporto di prestito a tassi illegali, prima co-finanziando e poi riscuotendo le rate dalla vittima. L'imputata si difende sostenendo di non essere a conoscenza della natura usuraria del finanziamento. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la condanna. I giudici stabiliscono che le prove, incluse le dichiarazioni e le intercettazioni, dimostravano la sua piena consapevolezza e partecipazione attiva al reato. La sentenza sancisce che anche chi si inserisce in un'operazione usuraria già avviata è pienamente responsabile del concorso in usura.
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Concorso in usura: la Cassazione e il recupero crediti
Un individuo, inizialmente posto in pre-trial detention per presunto concorso in usura e tentata estorsione, ha impugnato l'ordinanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'usura è un reato a consumazione prolungata. Di conseguenza, chiunque partecipi alla riscossione dei pagamenti usurari, anche in un momento successivo al patto iniziale, può essere ritenuto responsabile per concorso in usura. La Corte ha ritenuto logica e sufficientemente motivata la valutazione del giudice di merito sui gravi indizi di colpevolezza e sulle esigenze cautelari.
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Concorso in usura: il ruolo del direttore di banca
Un direttore di banca è stato condannato per concorso in usura per aver agevolato un usuraio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che fornire servizi bancari con piena consapevolezza dello scopo illecito, e con un interesse finanziario personale, costituisce complicità e non una neutra condotta professionale. La modifica dell'imputazione da favoreggiamento a concorso è stata ritenuta legittima.
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Concorso in usura: anche il mediatore è colpevole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in usura. L'imputato sosteneva di aver svolto solo un ruolo di mediazione nel recupero del credito, chiedendo la riqualificazione del reato in favoreggiamento. La Corte ha stabilito che l'usura è un reato a consumazione prolungata e chiunque intervenga, anche solo nella fase di riscossione dei pagamenti, partecipa attivamente al reato stesso, configurando così un concorso in usura e non un'ipotesi meno grave.
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Concorso in usura: prova del dolo e motivazione
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di concorso in usura, annullando parzialmente una condanna per vizio di motivazione. La sentenza sottolinea che, per affermare la responsabilità penale, i giudici devono confutare con argomentazioni logiche le prove a discarico presentate dalla difesa che offrono una spiegazione alternativa e lecita dei fatti. L'appello di un altro imputato è stato invece dichiarato inammissibile per genericità.
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Concorso in usura: la riscossione basta per condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati condannati per usura ed estorsione. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sul concorso in usura: anche la sola partecipazione alla fase di riscossione del credito, senza aver preso parte all'accordo iniziale, è sufficiente per integrare la piena responsabilità penale. La Corte ha ribadito che l'usura è un reato a consumazione prolungata e che i ricorsi basati su una rivalutazione dei fatti non sono ammissibili in sede di legittimità.
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Concorso in usura: la Cassazione sul ruolo dell’esattore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24109/2025, ha chiarito i contorni del concorso in usura. La Corte ha stabilito che chi tenta di riscuotere un credito usurario, anche senza successo, dopo che sono già state pagate delle rate, commette concorso in usura e non il meno grave reato di favoreggiamento reale. Questo perché l'usura è un reato a consumazione prolungata, che si perpetua con ogni pagamento. Nella stessa sentenza, è stato dichiarato inammissibile il ricorso di un'altra imputata contro la misura della custodia in carcere per reati di reimpiego e autoriciclaggio, ritenendo la misura adeguata alla sua elevata pericolosità sociale.
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Concorso in usura: la Cassazione e il ruolo familiare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due membri di una famiglia condannati per associazione a delinquere e usura. La sentenza chiarisce che la partecipazione attiva alla fase di riscossione del denaro, anche senza aver stipulato l'accordo iniziale, configura il reato di concorso in usura, data la natura di reato a consumazione prolungata. Viene inoltre respinta la tesi del 'travisamento della prova', specificando che l'interpretazione logica degli elementi probatori da parte dei giudici di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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Concorso in usura: la prova e la consapevolezza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in usura ed estorsione. La sentenza chiarisce i criteri di valutazione delle dichiarazioni della persona offesa e i requisiti per provare la consapevolezza di chi partecipa alla riscossione di un credito usurario.
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