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Concordato

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418 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello e limiti alla pena illegale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della pena stabilita tramite concordato in appello. Nonostante la difesa lamentasse l'illegalità della sanzione per errori nei passaggi intermedi del calcolo della continuazione, la Corte ha chiarito che, in presenza di un accordo tra le parti, rileva solo la legittimità della pena finale. Se la sanzione complessiva rientra nei limiti edittali, eventuali imprecisioni nei conteggi per i reati satellite non configurano una pena illegale, rendendo il ricorso generico e privo di fondamento.
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Concordato sulla pena: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente optato per il concordato sulla pena in appello. La decisione sottolinea come la rinuncia ai motivi d'impugnazione, intrinseca all'accordo sulla sanzione, limiti drasticamente la possibilità di ricorrere in sede di legittimità. Non è ammessa alcuna censura sulla determinazione della pena se questa rispecchia quanto pattuito tra le parti e non presenta profili di illegalità, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, contestava la mancata valutazione del proscioglimento immediato. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di ricorso, escludendo doglianze su questioni rinunciate o sulla determinazione della sanzione, salvo casi di illegalità della stessa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per manifesta carenza di diligenza.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente optato per il concordato in appello. Il ricorrente aveva tentato di contestare la valutazione delle prove, ma la Corte ha ribadito che, in presenza di un accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati esclusivamente alla formazione della volontà, al consenso del Pubblico Ministero o all'illegalità della sanzione. Poiché il ricorso non riguardava tali aspetti specifici, è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi soggetti contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per reati legati agli stupefacenti. I ricorrenti lamentavano vizi di motivazione sulla sussistenza del reato e sul calcolo della pena. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il concordato in appello, basato sull'art. 599-bis c.p.p., preclude la possibilità di impugnare i punti oggetto dell'accordo, una volta che il giudice di merito ha verificato la correttezza giuridica e la congruità della sanzione pattuita.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente aderito al concordato in appello. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena, comportando la rinuncia ai motivi relativi alla responsabilità e alla colpevolezza, produce effetti preclusivi che si estendono fino al giudizio di legittimità. Di conseguenza, non è possibile impugnare in Cassazione punti della sentenza già oggetto di rinuncia negoziale durante il secondo grado di giudizio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione ribadisce che, una volta sottoscritto l'accordo sulla pena, l'impugnazione è limitata esclusivamente a vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso delle parti o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. Restano escluse le contestazioni sui motivi rinunciati e sulla determinazione della pena, a meno che quest'ultima non risulti illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente definito il processo tramite concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia implicita ai motivi riguardanti la responsabilità e la colpevolezza. Tale rinuncia genera un effetto preclusivo che impedisce di riproporre le medesime questioni nel giudizio di legittimità, rendendo il ricorso basato su motivi non consentiti dalla legge.
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Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti contro una sentenza della Corte di Appello emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di tale accordo, il ricorso in Cassazione è limitato esclusivamente a vizi della volontà, mancanza di consenso del pubblico ministero o difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. Risultano invece inammissibili le contestazioni su motivi rinunciati o sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Prededuzione: limiti ai compensi professionali
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prededuzione dei compensi professionali per l'assistenza in un concordato preventivo non è automatica. Nel caso analizzato, due professionisti avevano richiesto il pagamento prioritario per l'attività svolta, ma la procedura era stata revocata a causa di pagamenti non autorizzati e omissioni nel piano, riconducibili alla loro condotta. La Suprema Corte ha chiarito che, se l'attività professionale non è funzionale agli obiettivi della procedura o ne determina il fallimento precoce, il credito non può godere della prededuzione.
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Prededuzione: negata se il concordato è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della prededuzione per il credito di un professionista che aveva redatto l'attestazione per un concordato preventivo dichiarato inammissibile. Nonostante l'esistenza di una transazione con la curatela che riconosceva tale privilegio, i giudici hanno stabilito che la prededuzione non è disponibile per le parti. Essa richiede necessariamente l'apertura della procedura concorsuale. Un accordo privato non può derogare all'ordine legale delle cause di prelazione, rendendo nulla la clausola transattiva contraria alla legge.
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Compenso professionale: conta il risultato concreto
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del compenso professionale spettante a un avvocato per l'assistenza in una procedura di concordato preventivo. Nonostante l'ottenimento dell'omologazione, la società era fallita dopo solo un anno. I giudici hanno stabilito che il compenso professionale può essere parametrato all'utilità concreta dell'opera: se il fallimento interviene prima del consolidamento degli effetti esdebitatori, il risultato professionale non può considerarsi pienamente raggiunto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello, contestava la mancata valutazione delle cause di non punibilità. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita ai motivi di impugnazione non inerenti alla formazione della volontà o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. Il ricorso basato sulla violazione dell'art. 129 c.p.p. è quindi incompatibile con la natura del concordato in appello.
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Lieve entità nello spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi di due imputati condannati per traffico di stupefacenti, confermando l'esclusione della **lieve entità**. I giudici hanno stabilito che un'attività di spaccio organizzata, professionale e continuativa, caratterizzata da numerose cessioni giornaliere, impedisce la riqualificazione del fatto come meno grave, a prescindere dal solo peso della droga. Inoltre, è stato chiarito che il concordato in appello preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni di merito già rinunciate.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello, contestava la qualificazione giuridica del reato. La sentenza chiarisce che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di impugnazione, precludendo doglianze su questioni già rinunciate o sulla sussistenza di cause di non punibilità. La decisione ribadisce che il concordato ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale, rendendo il ricorso per cassazione ammissibile solo per vizi legati alla formazione della volontà o alla difformità della pronuncia rispetto all'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al Concordato in appello, contestava la qualificazione giuridica del reato e la mancata applicazione di cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di ricorso in sede di legittimità, escludendo le doglianze relative a punti rinunciati implicitamente con l'accettazione del patteggiamento in secondo grado.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello, contestava la qualificazione giuridica del reato di spaccio. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita ai motivi di merito, rendendo il ricorso proponibile solo per vizi relativi alla formazione della volontà o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo. Poiché la pena applicata rientrava nei limiti edittali e l'atto di cessione era accertato, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. La decisione si fonda sulla natura del concordato in appello, strumento con cui le parti concordano la pena rinunciando a contestare la responsabilità. Tale accordo produce effetti preclusivi che impediscono di riproporre in sede di legittimità questioni già oggetto di rinuncia, rendendo il ricorso basato su motivi non consentiti dalla legge.
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Bancarotta fraudolenta e concordato in appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per bancarotta fraudolenta documentale. L'imputato aveva concordato la pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ma successivamente ha tentato di contestare la qualificazione del reato e l'illegalità della sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che il concordato limita drasticamente i motivi di ricorso e che la riqualificazione del fatto operata per un coimputato non si estende automaticamente se i ruoli gestionali sono differenti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava il vizio di motivazione di una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Secondo i giudici, l'accordo tra le parti sui motivi di impugnazione ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. implica una rinuncia implicita a far valere ulteriori vizi in sede di legittimità. Le uniche eccezioni riguardano l'illegalità della pena o vizi nella formazione della volontà, non riscontrati nel caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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