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Concordato Preventivo — Anno 2023

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133 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato Preventivo

Provvedimenti

Credito prededucibile: la funzionalità si valuta ex ante
Un avvocato ha assistito una società in una procedura di concordato preventivo, poi fallita. Il suo compenso non è stato riconosciuto come credito prededucibile perché l'azione legale da lui preparata non era stata iscritta a ruolo. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che la funzionalità della prestazione professionale deve essere valutata con un giudizio 'ex ante', cioè al momento in cui è stata svolta, e non 'ex post', basandosi sul risultato finale. Il semplice mancato deposito di un atto non rende di per sé l'attività inutile ai fini della procedura.
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Vantaggi compensativi: quando non escludono il reato
La Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore per finanziamenti a società del gruppo in crisi. I presunti vantaggi compensativi non sono stati provati ex ante, integrando la distrazione di patrimonio.
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Concordato preventivo e reati tributari: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44929/2023, ha stabilito che la procedura di concordato preventivo non giustifica automaticamente i reati tributari di omesso versamento di IVA e ritenute. Per escludere la responsabilità penale, è necessario un espresso provvedimento del giudice che vieti il pagamento dei debiti fiscali. In assenza di tale ordine, l'obbligo di versare le imposte prevale, e l'omissione integra il reato. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un imprenditore, confermando il sequestro preventivo disposto nei suoi confronti.
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Rimborso imposta sostitutiva: No alla restituzione
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di quote societarie, dopo che queste avevano perso ogni valore a seguito di una procedura concorsuale. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che l'opzione per la rivalutazione è una scelta unilaterale e irrevocabile. L'obbligazione tributaria si perfeziona con il pagamento della prima rata e il suo presupposto non è la futura plusvalenza, ma il valore rideterminato dalla perizia.
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Quietanza di pagamento: valore tra le parti e terzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30878/2023, chiarisce la differente efficacia probatoria di una quietanza di pagamento. Nel caso di specie, un'acquirente aveva comprato un immobile da una società poi fallita. La vendita è stata dichiarata inefficace verso il fallimento. Tuttavia, le quietanze di pagamento rilasciate dall'amministratore della società, pur non opponibili al fallimento (terzo), sono state ritenute prova valida nel rapporto diretto tra l'acquirente e l'amministratore stesso, ai fini dell'azione di risarcimento danni.
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Competenza concordato preventivo: la sede legale decide
La Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione, stabilendo che la competenza per il concordato preventivo spetta al tribunale del luogo in cui si trova la sede legale effettiva dell'impresa. In questo caso, a fronte di un conflitto tra due tribunali, la Corte ha identificato la competenza nel Tribunale di Lanusei, poiché la sede legale della società si trovava nel suo circondario.
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Credito prededucibile: quando è funzionale?
Una società di leasing richiedeva il pagamento di un'indennità di occupazione come credito prededucibile nei confronti di una società in procedura concorsuale che non aveva restituito un immobile dopo la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, affinché un credito sorto durante un concordato preventivo sia considerato prededucibile, non basta il solo criterio temporale. È necessario accertare che il credito sia anche funzionale alle esigenze della procedura o riconducibile all'attività degli organi procedurali, cosa che il giudice di merito non aveva fatto. Pertanto, la Corte ha cassato la decisione e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Compensazione impropria bancaria: ok in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione impropria bancaria anche dopo l'apertura di un concordato preventivo. Una banca può trattenere le somme incassate per conto del cliente dopo l'avvio della procedura per compensare un proprio credito anteriore, a condizione che tale facoltà sia prevista da uno specifico patto contrattuale. La Corte ha chiarito che non si tratta di una compensazione tradizionale, soggetta al principio della cristallizzazione dei crediti, ma di un'operazione contabile interna a un unico rapporto negoziale complesso.
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Concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la decisione di rigetto di un reclamo contro la dichiarazione di fallimento di una società. Il caso verteva su un complesso tentativo di concordato preventivo, che prevedeva il conferimento dell'azienda in una nuova società (newco). La Corte ha ritenuto infattibile il piano, azzerando il valore della partecipazione nella newco poiché questa, per legge, rispondeva dei debiti dell'azienda conferita. Questo ha reso inammissibili gli altri motivi di ricorso, confermando la legittimità della sentenza di fallimento.
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Impugnazione concordato: inammissibile senza interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione del concordato preventivo presentata da un creditore. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione di un interesse concreto e sulla mancata impugnazione di tutte le ragioni autonome della sentenza di secondo grado. Il ricorso contestava la valutazione dei beni immobili della società debitrice, ma la Corte ha ribadito che tale valutazione fattuale non è sindacabile in sede di legittimità e che il creditore non avrebbe comunque ottenuto un risultato migliore da un'eventuale liquidazione fallimentare.
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Improcedibilità della domanda in caso di fallimento
Una finanziatrice aveva concesso un prestito a una società in concordato preventivo. Dopo la dichiarazione di fallimento della società, la finanziatrice ha proseguito l'azione legale in sede ordinaria per la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità della domanda, stabilendo che qualsiasi pretesa creditoria nei confronti di un'impresa fallita deve essere accertata esclusivamente nell'ambito della procedura fallimentare, dinanzi al giudice delegato, e non tramite un giudizio ordinario.
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Compenso pattuito: valido anche dopo il fallimento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso pattuito con un professionista per l'assistenza in una procedura di concordato preventivo è dovuto per intero se la procedura si conclude positivamente con l'omologa. Il successivo fallimento della società, avvenuto a distanza di anni, non giustifica una riduzione del compenso, in quanto la prestazione professionale si era già esaurita con successo. L'accordo tra le parti sul compenso prevale su ogni altro criterio di liquidazione.
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Concordato preventivo: stop alle sanzioni fiscali
Una società che aveva presentato domanda di concordato preventivo ha sospeso il pagamento delle rate di un debito fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha considerato tale sospensione come un inadempimento, revocando la rateizzazione e richiedendo il pagamento integrale con sanzioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda di concordato preventivo impone la sospensione dei pagamenti dei debiti pregressi, rendendo illegittime le sanzioni applicate dall'ente fiscale. La cartella di pagamento basata sulla presunta decadenza dalla rateizzazione è stata quindi ritenuta infondata.
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