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Concessione Di Servizi

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un accordo con cui la Pubblica Amministrazione affida a un privato la gestione di un servizio, trasferendogli il rischio d'impresa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deduzione IRAP: Concessione o Appalto, la Cassazione fa chiarezza
Un'Azienda Pubblica, interamente controllata da un Comune, ha richiesto il rimborso della Deduzione IRAP per gli anni 2007-2008, sostenendo di non operare in regime di concessione con tariffa remunerativa. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso, qualificando le attività di raccolta rifiuti e gestione del mattatoio come concessioni. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha precisato che la qualificazione di "concessione" (che esclude la Deduzione IRAP) richiede che l'operatore assuma il rischio economico del servizio, remunerato principalmente dagli utenti tramite tariffa, non dall'amministrazione. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, evidenziando la necessità di accertare correttamente la natura del rapporto e del sistema tariffario.
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Deduzioni IRAP costo del lavoro: fisco sconfitto sui rimborsi
Un'azienda del trasporto pubblico locale ha chiesto il rimborso dell'imposta versata per l'anno 2012, rivendicando il diritto alle deduzioni IRAP costo del lavoro per il taglio del cuneo fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, considerando la società operante in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che l'esclusione dai benefici fiscali scatta solo se la tariffa è davvero remunerativa, genera utili e compensa già i costi fiscali dell'imposta. La sola presenza di controlli pubblici o la ricerca del mero equilibrio finanziario non bastano a negare gli sgravi. La Suprema Corte ha annullato la sentenza sfavorevole alla società, rinviando la causa per riesaminare il contratto di servizio.
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Frode nelle pubbliche forniture: utenti privati e nessun reato
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'annullamento della misura interdittiva applicata al Comandante di una società di navigazione. L'indagato era accusato di aver nascosto gravi guasti alle navi adibite al trasporto passeggeri, integrando l'ipotesi di frode nelle pubbliche forniture. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura. I giudici hanno confermato che il reato di frode nelle pubbliche forniture non è configurabile nel caso di concessione di un servizio pubblico, come il trasporto marittimo di linea. In questa fattispecie, infatti, i destinatari diretti delle prestazioni sono i cittadini e non la Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, eventuali inadempimenti contrattuali o carenze manutentive rilevano esclusivamente in sede civile.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: appalto batte concessione
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda di trasporto pubblico locale l'agevolazione della deduzione cuneo fiscale IRAP, sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che il rapporto contrattuale tra l'azienda e il Comune costituisce un appalto di servizi e non una concessione. Infatti, il Comune incassava direttamente i proventi dei biglietti e pagava all'impresa un rimborso chilometrico fisso, escludendo il trasferimento del rischio operativo in capo all'operatore privato. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto a beneficiare degli sgravi fiscali sul costo del lavoro, non sussistendo i presupposti ostativi previsti dalla legge per le concessioni a tariffa.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: tra appalto e concessione
Una società di trasporti regionali ha richiesto il rimborso delle maggiori somme versate per non aver beneficiato della deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo che la società operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, per escludere il beneficio, devono coesistere la concessione e la tariffa. La concessione richiede il trasferimento del rischio d'impresa all'operatore, mentre l'appalto prevede un corrispettivo a carico dell'amministrazione. Poiché i giudici d'appello non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio economico e la natura della tariffa, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deduzione IRAP cuneo fiscale: no al diniego automatico
Un'azienda di trasporti regionali ha richiesto il rimborso della maggiore imposta versata, ritenendo di avere diritto alle agevolazioni per la riduzione del costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono il beneficio. I giudici di merito hanno confermato il diniego basandosi solo sulla natura pubblica dell'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che per negare la deduzione IRAP cuneo fiscale non basta la qualifica di società in house. È necessario verificare se vi sia stato un effettivo trasferimento del rischio d'impresa e se le tariffe applicate fossero realmente remunerative. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: appalto o concessione?
Un'azienda di trasporti regionali ha chiesto il rimborso della maggiore imposta versata, rivendicando il diritto alla deduzione IRAP costo del lavoro. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo l'azienda esclusa dal beneficio poiché operante in regime di concessione e a tariffa regolamentata. I giudici di merito hanno confermato il diniego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'azienda, evidenziando che i giudici precedenti non hanno verificato l'effettivo trasferimento del rischio d'impresa, tipico della concessione, né se la tariffa compensasse i costi fiscali. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Concessione di servizi o appalto: la Cassazione e il rischio
Una società privata ha citato in giudizio un ente pubblico per l'inadempimento del contratto di gestione di un'aviosuperficie. Il tribunale ordinario e la sezione specializzata in materia di impresa si sono dichiarati entrambi incompetenti, sollevando un conflitto davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il rapporto costituisce una concessione di servizi e non un appalto pubblico. Infatti, la remunerazione del gestore deriva principalmente dalle tariffe pagate dagli utenti finali, con il conseguente trasferimento del rischio economico in capo al privato. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del tribunale ordinario, ordinando la riassunzione della causa.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: l’appalto batte la concessione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di gestione rifiuti la deduzione cuneo fiscale IRAP per il costo dei dipendenti. Secondo il fisco, l'attività avveniva in regime di concessione e a tariffa, escludendo il beneficio. La Corte di Cassazione ha invece dato ragione alla società. I giudici hanno chiarito che il rapporto con i Comuni era un appalto di servizi e non una concessione. L'azienda riceveva infatti un compenso fisso dai Comuni e non riscuoteva le tariffe direttamente dagli utenti, non assumendosi il rischio d'impresa. Di conseguenza, spetta la deduzione cuneo fiscale IRAP. La Corte ha anche confermato la deducibilità degli accantonamenti per crediti ceduti pro solvendo e dell'IVA versata a seguito di accertamento per anni precedenti.
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Deduzione IRAP costo del lavoro: vince l’appalto sul fisco
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda di trasporto pubblico locale la deduzione IRAP costo del lavoro (cuneo fiscale), sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che il rapporto tra l'azienda e il Comune era un appalto di servizi e non una concessione. L'azienda riceveva infatti un rimborso chilometrico fisso dall'amministrazione, mentre gli incassi dei biglietti rimanevano al Comune. Mancando il trasferimento del rischio operativo e una tariffa versata direttamente dagli utenti all'operatore, non si applica l'esclusione dall'agevolazione. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto alla deduzione fiscale.
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Deduzione IRAP cuneo fiscale: tra appalto e falsa concessione
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda di trasporti la deduzione IRAP cuneo fiscale, ritenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco per i servizi di trasporto urbano, confermando che si trattava di un appalto di servizi: l'azienda riceveva un compenso fisso a chilometro e non tratteneva i ricavi dei biglietti, escludendo il rischio d'impresa. Al contempo, la Corte ha accolto il ricorso dell'azienda per le linee interregionali, stabilendo che il giudice d'appello non può definire un rapporto come concessione solo basandosi sul nome usato nel contratto. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame di questi ultimi contratti. Vince l'azienda di trasporti, che vede confermata l'agevolazione per la rete urbana e ottiene un nuovo giudizio per quella regionale.
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Concessione di servizi senza rischio: la Cassazione impone la gara
Un Ente Pubblico Regionale ha affidato direttamente a un Consorzio privato la progettazione di un reparto ospedaliero. Il Consorzio ha chiesto il pagamento delle prestazioni, ma l'Ente ha eccepito la nullità del contratto per mancanza di una gara pubblica. I giudici di merito hanno dato ragione al Consorzio, qualificando il rapporto come concessione di servizi in continuità con un precedente incarico ministeriale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente. La Suprema Corte ha chiarito che non si trattava di una concessione di servizi, poiché mancava il rischio d'impresa a carico del privato, bensì di un appalto di servizi. Di conseguenza, l'affidamento diretto era illegittimo per violazione delle regole di evidenza pubblica. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Concessione di servizi pubblici: no ai termini ridotti per il lodo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Ministeri e dell'Agenzia Fiscale contro la decisione che dichiarava inammissibile, perché tardiva, l'impugnazione di un lodo arbitrale. La controversia riguardava una concessione di servizi pubblici per la raccolta di scommesse ippiche. La Corte d'appello aveva applicato il termine ridotto di 180 giorni previsto dal Codice dei contratti pubblici. La Cassazione ha invece chiarito che la concessione di servizi pubblici è esclusa dall'applicazione di tale codice (art. 30 D.Lgs. 163/2006). Di conseguenza, non si applica il termine speciale dimezzato per impugnare il lodo, bensì il termine ordinario più lungo previsto dal codice di procedura civile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Rischio Operativo: Azienda vince sul Fisco per la tassa IRAP
Un'azienda di trasporto pubblico chiede il rimborso dell'IRAP, ma l'Agenzia delle Entrate lo nega, classificando il suo contratto come una 'concessione'. La Corte di Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale: per distinguere una concessione da un semplice appalto, non basta guardare da dove provengono i soldi (biglietti e contributi pubblici). Il criterio decisivo è il trasferimento del **rischio operativo concessione servizi** all'azienda privata. Se l'azienda rischia economicamente in proprio, è una concessione; altrimenti, è un appalto. La Corte ha annullato la decisione precedente, ordinando ai giudici di merito di riesaminare il contratto per verificare chi sopportasse realmente il rischio economico, stabilendo un principio chiave per le agevolazioni fiscali.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: Azienda di trasporti vince col Fisco
Un'azienda di trasporti si è vista negare il rimborso relativo alla deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono dal beneficio. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. I giudici hanno chiarito che il rapporto con l'ente pubblico era un appalto di servizi, non una concessione, perché l'azienda non si assumeva il pieno rischio operativo. Inoltre, le tariffe pagate dagli utenti non erano sufficienti a coprire tutti i costi e quindi non erano 'remunerative' come richiesto dalla norma. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto alla deduzione e al relativo rimborso.
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Rimborso IRAP: tra appalto e concessione decide la Cassazione
Una società di trasporti ha richiesto il Rimborso IRAP per il periodo 2007-2011, sostenendo di aver operato tramite un contratto di appalto di servizi. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio rifiuto, ritenendo che l'attività fosse invece svolta in regime di concessione con tariffa remuneratoria, configurazione che escluderebbe il beneficio fiscale. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato il verdetto a favore del Fisco. La Cassazione, investita del ricorso, ha rilevato la pendenza di un altro giudizio per revocazione della medesima sentenza d'appello. Per garantire l'unitarietà della decisione e la coerenza del sistema giudiziario, la Suprema Corte ha disposto la trattazione congiunta dei due procedimenti, rinviando la causa alla Sezione Tributaria per un esame complessivo della vicenda.
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Responsabilità PA per falso affidamento su slot machine
L'Agenzia statale, successore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, è stata condannata a risarcire i danni subiti da alcuni operatori del settore del gioco. Gli operatori avevano acquistato apparecchi da intrattenimento basandosi su nulla osta rilasciati dall'amministrazione, che si sono poi rivelati non conformi alla legge. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della PA per aver generato un 'falso affidamento', respingendo la tesi difensiva che la colpa fosse dell'ente terzo incaricato della certificazione tecnica. La Corte ha chiarito che, anche se l'attività di verifica è esternalizzata, la Pubblica Amministrazione rimane direttamente responsabile verso i terzi per i propri atti ufficiali.
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Cuneo fiscale IRAP: la differenza tra appalto e concessione
Una società di gestione rifiuti si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che un contratto remunerato da un ente pubblico costituisce un appalto e non una concessione, garantendo così il diritto al beneficio fiscale. La Corte ha inoltre respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo e dell'IVA versata a seguito di accertamento.
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Cuneo fiscale: appalto vs concessione, la Cassazione
Una società si è vista negare la deduzione dei costi del personale ai fini IRAP (il cosiddetto "cuneo fiscale") perché il suo servizio di gestione rifiuti per i Comuni era stato qualificato come "concessione". La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che si trattava di un "appalto", poiché la società era remunerata direttamente dagli enti pubblici e non assumeva il rischio operativo legato all'utenza. Di conseguenza, il beneficio del cuneo fiscale è stato riconosciuto. La Corte ha anche confermato la legittimità della svalutazione dei crediti ceduti "pro solvendo".
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Deduzione costo del lavoro IRAP: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione costo del lavoro IRAP per un'azienda di servizi ambientali, qualificando il rapporto con gli enti pubblici come appalto e non concessione. Ha inoltre ribadito la deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo, in quanto il rischio di insolvenza rimane a carico del cedente.
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