LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 106 TUIR

25 provvedimenti

Definizione agevolata: la società vince contro il fisco silente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento per IRES emesso contro una società assicurativa. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la somma dovuta. Poiché l'ufficio finanziario non ha opposto alcun diniego nei termini di legge e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Rimborso IRAP alle banche: la Cassazione respinge il Fisco
Un importante istituto bancario ha richiesto il Rimborso IRAP per gli anni dal 2005 al 2009, lamentando la mancata deduzione delle quote di svalutazione dei crediti, i cosiddetti noni pregressi, maturate negli anni precedenti. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato il rimborso, eccependo la decadenza del termine di quarantotto mesi e contestando il diritto alla deduzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che il differimento pluriennale delle deduzioni ha una valenza puramente finanziaria e non incide sulla competenza fiscale, che resta ancorata all'anno in cui la svalutazione è avvenuta. Inoltre, l'eccezione di decadenza è stata respinta poiché l'ufficio non ha fornito la prova documentale della data esatta dei versamenti. Vince la banca, che ottiene il rimborso e il pagamento delle spese legali.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco
Una società italiana ha svalutato dei titoli di Stato greci, ricevuti da una consociata estera a saldo di un debito, deducendo la perdita dalle tasse. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione ritenendola un abuso del diritto per ottenere un risparmio fiscale illecito. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, rinviando la causa a nuova udienza per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
Continua »
Rinuncia al credito e IVA: perché lo scambio non evita le tasse
La Corte di Cassazione ha esaminato la rilevanza fiscale di una complessa operazione di retrovendita di un macchinario industriale tra due imprese. L'acquirente originario ha restituito il bene al venditore, il quale ha rinunciato a un consistente credito residuo. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'omessa fatturazione del valore del credito rinunciato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ufficio finanziario, stabilendo che la rinuncia al credito e IVA sono strettamente collegate. Tale rinuncia costituisce infatti una prestazione di servizi soggetta a imposta, in quanto comporta attribuzioni patrimoniali reciproche. Inoltre, i giudici hanno chiarito che le agevolazioni previste per le procedure concorsuali in materia di imposte dirette non si applicano all'IVA.
Continua »
Svalutazione dei crediti: banca contro fisco in Cassazione
Un istituto di credito ha dedotto fiscalmente l'intera svalutazione dei crediti incagliati e in sofferenza. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendola illegittima, e ha emesso un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha chiarito che la svalutazione dei crediti è deducibile solo se esiste un rischio di inesigibilità ragionevolmente prevedibile. Ha escluso la svalutazione totale per i crediti incagliati (temporanei) e l'ha ammessa solo parzialmente per quelli in sofferenza. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della banca per un vizio di forma: il giudice d'appello ha totalmente ignorato un argomento difensivo cruciale sull'invarianza del risultato fiscale. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
Continua »
Rimborso IRES da dichiarazione integrativa: Cassazione rinvia
Una società, dopo aver presentato una dichiarazione integrativa da cui emergeva un credito, ne chiedeva la restituzione. L'Agenzia delle Entrate non rispondeva, opponendo poi la tardività della richiesta. La questione centrale riguarda il corretto termine di decadenza per il rimborso IRES da dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della materia e l'assenza di precedenti specifici, non ha emesso una decisione definitiva. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. Di conseguenza, la disputa tra l'azienda e il fisco rimane aperta, in attesa di un verdetto che farà chiarezza su un punto normativo cruciale.
Continua »
Accertamento con adesione: stop ai rimborsi successivi
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento con adesione preclude definitivamente al contribuente la possibilità di richiedere il rimborso delle somme versate. Nel caso analizzato, una società aveva definito un contenzioso IRES tramite adesione, tentando successivamente di ottenere un rimborso mediante una dichiarazione integrativa. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo raggiunto con il fisco è intangibile e che la preclusione al rimborso costituisce una questione di ordine pubblico rilevabile d'ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo.
Continua »
Svalutazione crediti e day one loss: novità fiscali
La controversia riguarda la spettanza di un credito d'imposta derivante dalla trasformazione di imposte anticipate per una società attiva nel credito al consumo. Il punto centrale è la qualificazione fiscale delle 'day one loss', ovvero le differenze negative tra valore nominale e valore di mercato rilevate alla prima iscrizione dei crediti. L'Agenzia delle Entrate contesta la riconducibilità di tali componenti alla svalutazione crediti ex art. 106 TUIR, considerandole invece perdite di competenza non agevolabili. La Suprema Corte, riscontrando l'assenza di precedenti specifici su questa delicata materia, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
Continua »
Immobili patrimonio deducibilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria sulla questione degli immobili patrimonio deducibilità riguardo ai canoni di locazione non riscossi. Il caso coinvolge una società che ha dedotto perdite su crediti e accantonamenti per immobili non strumentali. L'Agenzia delle Entrate contesta tali deduzioni applicando i limiti dell'Art. 90 TUIR. La Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza data l'importanza della materia.
Continua »
Addizionale IRES: Legittima per la Cassazione
Una società di gestione del risparmio ha contestato la legittimità costituzionale dell'addizionale IRES dell'8,5%, introdotta nel 2013 per il settore finanziario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del tributo. La Corte ha stabilito che l'imposta, sebbene straordinaria e temporanea, non era arbitraria, in quanto inserita in un contesto di interventi compensativi e finalizzata a finanziare l'abolizione della seconda rata IMU. La decisione si allinea a precedenti pronunce della Corte Costituzionale, escludendo la violazione dei principi di capacità contributiva, uguaglianza e dei presupposti per la decretazione d'urgenza.
Continua »
Rimborso IRAP: quando scatta il termine per la richiesta?
Un ente locale ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccesso per la mancata deduzione di costi per dipendenti disabili. La controversia riguarda il momento da cui far partire il termine di 48 mesi per la richiesta: dalla data dei singoli acconti o da quella del saldo finale? La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione più approfondita, senza risolvere la questione nel merito.
Continua »
Cuneo fiscale IRAP: la differenza tra appalto e concessione
Una società di gestione rifiuti si è vista negare la riduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che un contratto remunerato da un ente pubblico costituisce un appalto e non una concessione, garantendo così il diritto al beneficio fiscale. La Corte ha inoltre respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo e dell'IVA versata a seguito di accertamento.
Continua »
Cuneo fiscale: appalto vs concessione, la Cassazione
Una società si è vista negare la deduzione dei costi del personale ai fini IRAP (il cosiddetto "cuneo fiscale") perché il suo servizio di gestione rifiuti per i Comuni era stato qualificato come "concessione". La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che si trattava di un "appalto", poiché la società era remunerata direttamente dagli enti pubblici e non assumeva il rischio operativo legato all'utenza. Di conseguenza, il beneficio del cuneo fiscale è stato riconosciuto. La Corte ha anche confermato la legittimità della svalutazione dei crediti ceduti "pro solvendo".
Continua »
Deduzione costo del lavoro IRAP: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione costo del lavoro IRAP per un'azienda di servizi ambientali, qualificando il rapporto con gli enti pubblici come appalto e non concessione. Ha inoltre ribadito la deducibilità delle svalutazioni su crediti ceduti pro solvendo, in quanto il rischio di insolvenza rimane a carico del cedente.
Continua »
Addizionale IRES SGR: la Cassazione conferma la tassa
Una società di gestione del risparmio (SGR) ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRES per il 2013, sostenendone l'incostituzionalità. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6256/2024, ha respinto definitivamente il ricorso. La Corte ha confermato la piena legittimità dell'addizionale IRES, qualificata come 'sovraimposta', basandosi su precedenti pronunce della Corte Costituzionale. La decisione si fonda sul principio che l'appartenenza al settore finanziario, per le sue caratteristiche oligopolistiche e di stabilità, costituisce un autonomo e specifico indice di capacità contributiva che giustifica un prelievo fiscale temporaneo e straordinario.
Continua »
Costi infragruppo: la Cassazione sulla deducibilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6100 del 2024, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la deducibilità dei costi infragruppo e di quelli derivanti da operazioni con imprese in paesi 'black list'. La Corte ha stabilito che, per i costi infragruppo, il contribuente deve fornire prova documentale dell'effettiva utilità del servizio ricevuto. Per le operazioni con paradisi fiscali, è sufficiente dimostrare l'effettivo interesse economico dell'operazione, quale condizione alternativa allo svolgimento di un'attività commerciale da parte del partner estero. La sentenza sottolinea l'importanza di una documentazione robusta e dettagliata per difendersi dalle contestazioni fiscali.
Continua »
Svalutazione crediti: legittima senza prova definitiva
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una compagnia assicurativa, confermando la legittimità della svalutazione crediti basata su un rischio prevedibile di inesigibilità, senza attendere la perdita definitiva. L'ordinanza chiarisce anche l'interazione tra sospensione dei termini per definizione agevolata e sospensione feriale, ritenendo tempestivo l'appello della società.
Continua »
Rimborso IRAP: quando scatta la decadenza?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di rimborso IRAP per acconti versati in eccesso non è tardiva se il contribuente ha agito in buona fede, seguendo un'interpretazione dell'Amministrazione Finanziaria. In questo caso, il termine di decadenza per la richiesta decorre non dal versamento dell'acconto, ma dal pagamento del saldo finale, momento in cui si definisce l'obbligazione tributaria. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto al rimborso integrale per la società contribuente.
Continua »
Rimborso acconto Irap: quando decorre la decadenza?
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso per un acconto Irap versato in eccesso, avendo seguito le indicazioni dell'Amministrazione Finanziaria poi ritenute errate. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso, stabilendo che il termine di decadenza per la richiesta di rimborso acconto Irap decorre dal versamento del saldo finale, e non dall'acconto, quando il contribuente ha agito in buona fede. La sentenza chiarisce anche le regole sull'onere della prova in capo al contribuente.
Continua »
Scissione societaria e fondi rischi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22823/2025, ha stabilito i principi fiscali applicabili a una scissione societaria di un'azienda speciale di un ente locale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che un fondo rischi generato durante l'operazione non costituisce una passività fiscalmente dedotta. Di conseguenza, il suo successivo utilizzo non genera una sopravvenienza attiva tassabile, in applicazione del principio di neutralità fiscale. La Corte ha inoltre respinto il ricorso incidentale della società, confermando che gli interessi maturati su contributi pubblici in conto impianti sono tassabili come redditi di capitale.
Continua »