In un caso di riciclaggio transnazionale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la determinazione della competenza territoriale. La Corte ha chiarito che, quando il reato si realizza attraverso condotte frammentarie e progressive, la competenza spetta al giudice del luogo in cui è stata compiuta l'ultima azione dissimulatoria, e non la prima. Nella fattispecie, l'ultimo atto, ovvero un trasferimento di contanti, si è verificato a Milano, radicando lì la competenza, nonostante altre operazioni fossero avvenute all'estero o in altre giurisdizioni.
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