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Compensazione Urbanistica

20 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Meccanismo con cui la pubblica amministrazione, a fronte di un vincolo o della cessione di un'area, attribuisce al proprietario un diritto edificatorio da esercitare su un'altra area, detta 'di atterraggio'. Tale diritto non è legato al terreno originario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

ICI aree inedificabili: quando il diritto a costruire non è tassabile
L'Amministrazione Comunale ha chiesto il pagamento dell'ICI per il 2005 a L'Azienda Costruttrice, relativa a un terreno divenuto inedificabile ma inserito in un programma di compensazione urbanistica. L'Amministrazione riteneva che il diritto edificatorio compensativo rendesse il terreno tassabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione. Ha stabilito che le aree inedificabili, anche se oggetto di compensazione urbanistica, non sono soggette all'ICI, poiché il diritto edificatorio non è un diritto reale sul terreno e non costituisce presupposto impositivo per l'ICI aree inedificabili. L'Azienda Costruttrice ha vinto, non dovendo pagare l'imposta.
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Aree fabbricabili ai fini ICI: tassate anche se a uso pubblico
Il Comune ha emesso avvisi di accertamento ICI nei confronti di due contribuenti per alcuni terreni inseriti in un piano di perequazione urbanistica e destinati a servizi pubblici. Le proprietarie sostenevano che le aree, essendo destinate a uso pubblico, non fossero edificabili dai privati e quindi esenti da imposta. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che i terreni inclusi in un comparto perequativo mantengono la loro natura di aree fabbricabili ai fini ICI. La potenzialità edificatoria, infatti, attribuisce un valore commerciale al suolo grazie alla possibilità di trasferire i diritti edificatori ad altre aree del comparto, rendendo il terreno pienamente tassabile indipendentemente dall'effettiva possibilità di costruirvi direttamente.
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IMU aree edificabili su bosco inedificabile: vince il privato
Il caso riguarda un avviso di accertamento emesso da un Comune per il recupero dell'IMU aree edificabili nei confronti di un contribuente, comproprietario di un terreno registrato come bosco ceduo. Il Comune riteneva l'area tassabile in quanto inserita in un comparto edificatorio del piano urbanistico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, chiarendo la fondamentale distinzione tra diritti edificatori perequativi (tassabili perché attribuiscono un valore intrinseco al terreno) e diritti compensativi (non tassabili perché costituiscono una mera aspettativa di edificare altrove). I giudici di secondo grado avevano erroneamente omesso di verificare la reale natura di questi diritti e l'esistenza di vincoli di inedificabilità. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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IMU su aree edificabili: terreno non edificabile ma tassato
L'Amministrazione Comunale ha richiesto il pagamento dell'IMU su aree edificabili al Contribuente per gli anni dal 2014 al 2017. Il Contribuente ha impugnato gli accertamenti, sostenendo che i terreni fossero inedificabili a causa di un vincolo del piano urbanistico, che prevedeva la cessione gratuita al Comune in cambio di diritti edificatori su altre zone. I giudici di merito hanno dato ragione al cittadino. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune. I giudici hanno chiarito che occorre distinguere tra diritti compensativi e perequativi. Solo i primi escludono la tassazione, mentre i secondi mantengono il valore imponibile del terreno. La causa torna alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame approfondito delle caratteristiche del suolo.
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Terreno inedificabile: niente Imposta comunale sugli immobili
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Comune richiedeva una maggiore Imposta comunale sugli immobili per l'anno 2010 su un terreno gravato da un vincolo di inedificabilità assoluta. Il Comune riteneva l'area comunque tassabile poiché inserita in un programma di compensazione urbanistica che generava diritti edificatori trasferibili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che un terreno inedificabile non può essere tassato come area fabbricabile ai fini dell'imposta comunale sugli immobili. I diritti edificatori compensativi, infatti, non hanno natura reale e non ineriscono al terreno di origine, specialmente nella fase intermedia in cui le aree di atterraggio non sono state ancora individuate o assegnate. Di conseguenza, viene meno il presupposto reale dell'imposta.
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Credito Edificatorio: Terreno inedificabile, ICI non dovuta
Un'azienda proprietaria di un terreno, reso inedificabile da un vincolo a parco pubblico, riceve un credito edificatorio compensativo da usare altrove. Il Comune pretende comunque il pagamento dell'ICI come se l'area fosse ancora edificabile, basandosi sul valore della compensazione. La Corte di Cassazione dà ragione all'azienda. Stabilisce che il terreno ha perso la sua natura edificabile e il credito edificatorio compensativo non è un diritto reale legato al terreno originario. Di conseguenza, il presupposto per l'imposta come area fabbricabile non esiste più e l'avviso di accertamento del Comune è illegittimo.
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Compensazione urbanistica e ICI: quando non si paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione urbanistica non genera automaticamente un obbligo fiscale ai fini ICI se l'area di destinazione non è ancora stata individuata. Nel caso esaminato, un terreno era stato inserito in un parco regionale con vincolo di inedificabilità assoluta, ma l'ente locale pretendeva il pagamento dell'imposta basandosi su futuri diritti edificatori. La Suprema Corte ha chiarito che il credito edilizio compensativo non ha natura reale e non inerisce al terreno finché non si perfeziona l'accordo di programma con l'identificazione catastale precisa dell'area di atterraggio.
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Compensazione urbanistica e ICI: quando non si paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione urbanistica non costituisce presupposto per l'imposizione ICI finché l'iter amministrativo non è concluso. Nel caso esaminato, una società contestava l'accertamento su terreni inseriti in un parco naturale e quindi inedificabili. Il Comune pretendeva il tributo basandosi su futuri diritti edificatori non ancora localizzati. La Corte ha chiarito che, a differenza della perequazione, il diritto compensativo ha natura indennitaria e non reale; pertanto, non è tassabile fino all'approvazione dell'accordo di programma e all'identificazione catastale delle nuove aree di atterraggio.
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Compensazione urbanistica e ICI: quando non si paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione urbanistica non rende un'area soggetta a ICI se il vincolo di inedificabilità è assoluto e le aree di atterraggio non sono ancora state individuate. Il caso riguardava un terreno inserito in un parco regionale che aveva perso ogni capacità edificatoria reale. La Corte ha chiarito che, a differenza della perequazione, nella compensazione il diritto volumetrico è un credito separato che non inerisce al terreno d'origine, escludendo quindi l'imposizione fiscale in assenza di una concreta potenzialità edificatoria del suolo.
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Perequazione Urbanistica: IMU dovuta subito. Cassazione
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un'area inclusa in un piano di perequazione urbanistica, destinata a essere ceduta al Comune in cambio di diritti edificatori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza della compensazione, la perequazione urbanistica attribuisce immediatamente al terreno una potenzialità edificatoria intrinseca. Questa qualità rende il terreno subito tassabile ai fini IMU, anche prima della concreta realizzazione delle opere o della cessione formale.
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Compensazione urbanistica e ICI: ricalcolo del tributo
Un Comune ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento ICI su un terreno. Il contribuente aveva ceduto i diritti edificatori in base a una convenzione di compensazione urbanistica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la commissione tributaria ha errato nell'annullare l'atto 'sic et simpliciter'. Poiché i diritti sono stati ceduti a metà anno, il terreno era tassabile per il periodo precedente. Il giudice, in un processo di 'impugnazione-merito', deve ricalcolare l'imposta dovuta per la frazione di anno corretta, non limitarsi all'annullamento totale.
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Compensazione urbanistica: no ICI su aree cedute
La Corte di Cassazione ha annullato degli avvisi di accertamento ICI in un caso di compensazione urbanistica. È stato stabilito che i proprietari che cedono al Comune i diritti edificatori su un'area, in cambio di futuri crediti edilizi, non sono più tenuti a pagare l'imposta su quel terreno, poiché viene a mancare il presupposto impositivo, ovvero il potere di disporre del bene e di edificarvi.
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Compensazione urbanistica e ICI: il ricalcolo è d’obbligo
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'ICI a un contribuente per un terreno interessato da un'operazione di compensazione urbanistica. La Cassazione ha stabilito che, poiché i diritti edificatori sono stati ceduti in due momenti diversi durante l'anno, l'imposta è dovuta solo per i periodi di effettivo possesso. La Corte ha chiarito che il giudice tributario non deve annullare l'intero avviso di accertamento, ma ricalcolare l'importo corretto del tributo, applicando il principio del processo di 'impugnazione-merito'.
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Valutazione aree edificabili: i criteri vincolanti
In una disputa sull'IMU per un terreno con potenziale edificatorio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva stabilito il valore in via equitativa. L'ordinanza afferma che la valutazione aree edificabili deve obbligatoriamente seguire i parametri specifici previsti dalla legge, come la zona di ubicazione e l'indice di edificabilità, non potendo essere sostituita da una stima generica del giudice. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione del valore conforme ai criteri normativi.
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Perequazione edilizia: tassabile il terreno a verde
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione edilizia e destinato a verde pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in un regime di perequazione, il potenziale edificatorio (indice perequativo) è una qualità intrinseca del terreno stesso, che ne determina la tassabilità. La destinazione a verde pubblico può incidere sulla valutazione del valore venale, ma non esclude l'imponibilità del bene.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento IMU su terreni oggetto di un piano urbanistico. La Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha chiarito la distinzione fondamentale tra compensazione e perequazione urbanistica. Ha stabilito che l'imposta è dovuta solo nel caso di perequazione, dove il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del terreno, e ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la natura dell'operazione.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a differenza della compensazione urbanistica, nella perequazione il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del suolo che ne determina l'immediata tassabilità, anche se il terreno è destinato alla cessione al Comune.
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Perequazione Urbanistica: la Cassazione e l’IMU
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20945/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di IMU sui terreni edificabili. Il caso riguardava la pretesa di un Comune nei confronti di un contribuente per aree inserite in un piano di perequazione urbanistica. La Corte ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che il giudice deve prima verificare se si tratti di 'perequazione' (diritti intrinseci al suolo e quindi tassabili) o 'compensazione' (diritti trasferibili e non tassabili fino all'individuazione di un'area di atterraggio), un'indagine omessa nel precedente giudizio. L'accoglimento del ricorso del contribuente ha assorbito quello del Comune.
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Terreno verde pubblico: IMU dovuta? La Cassazione
Un contribuente ha impugnato degli avvisi di accertamento IMU relativi a un'area di sua proprietà, classificata dal piano urbanistico come "verde attrezzato pubblico", sostenendone la non edificabilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la destinazione a verde pubblico non esclude l'oggettivo carattere edificabile del terreno ai fini fiscali. Tale vincolo incide sulla determinazione del valore venale dell'immobile e quindi sulla base imponibile, ma non sulla sua soggezione all'imposta. La Corte ha inoltre specificato che il caso rientra nell'ambito della perequazione urbanistica, dove l'edificabilità è una qualità intrinseca del terreno stesso.
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Perequazione urbanistica: quando un terreno è tassabile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la differenza fiscale tra perequazione e compensazione urbanistica. Ha stabilito che un terreno, anche se destinato a verde, diventa tassabile ai fini IMU se inserito in un piano di perequazione urbanistica che gli attribuisce un indice di edificabilità. Questo indice è una qualità intrinseca del suolo, a differenza dei crediti edilizi derivanti da compensazione, che sono separati dal terreno. La Corte ha quindi annullato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva escluso la tassabilità, rinviando il caso per un nuovo esame.
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