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Art. 9, comma 1, D.Lgs. n.23 del 2011

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IMU Leasing Risolto: Paga il Proprietario, non chi Occupa
Una società di leasing ha ricevuto un avviso di accertamento IMU per un immobile il cui contratto era stato risolto. L'utilizzatore, però, non aveva ancora riconsegnato il bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sul soggetto passivo IMU leasing: la responsabilità del pagamento dell'imposta torna in capo al proprietario (la società di leasing) dal momento esatto della risoluzione del contratto, non dalla riconsegna fisica dell'immobile. L'occupazione di fatto da parte dell'ex utilizzatore è irrilevante ai fini IMU. La Corte ha però annullato le sanzioni, applicate illegittimamente in appello.
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Perequazione Urbanistica: IMU dovuta subito. Cassazione
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un'area inclusa in un piano di perequazione urbanistica, destinata a essere ceduta al Comune in cambio di diritti edificatori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza della compensazione, la perequazione urbanistica attribuisce immediatamente al terreno una potenzialità edificatoria intrinseca. Questa qualità rende il terreno subito tassabile ai fini IMU, anche prima della concreta realizzazione delle opere o della cessione formale.
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Esenzione IMU prima casa: sì anche con residenze diverse
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU prima casa perché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ribaltato la decisione. Sulla scia di una sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'agevolazione spetta al possessore che risiede e dimora abitualmente nell'immobile, a prescindere dalla residenza del coniuge, superando il requisito della residenza dell'intero nucleo familiare.
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IMU immobile occupato: esenzione per il proprietario
Un comune ha impugnato una sentenza che garantiva a una società immobiliare il rimborso dell'IMU per un immobile occupato abusivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'esenzione dal pagamento dell'IMU su un immobile occupato. La decisione si fonda su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'imposizione fiscale a carico di proprietari che, avendo denunciato l'occupazione, non hanno la disponibilità del bene.
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Valutazione aree edificabili: i criteri vincolanti
In una disputa sull'IMU per un terreno con potenziale edificatorio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva stabilito il valore in via equitativa. L'ordinanza afferma che la valutazione aree edificabili deve obbligatoriamente seguire i parametri specifici previsti dalla legge, come la zona di ubicazione e l'indice di edificabilità, non potendo essere sostituita da una stima generica del giudice. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione del valore conforme ai criteri normativi.
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Perequazione edilizia: tassabile il terreno a verde
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione edilizia e destinato a verde pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in un regime di perequazione, il potenziale edificatorio (indice perequativo) è una qualità intrinseca del terreno stesso, che ne determina la tassabilità. La destinazione a verde pubblico può incidere sulla valutazione del valore venale, ma non esclude l'imponibilità del bene.
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Perequazione urbanistica: Tassabilità IMU e verde
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26316/2024, ha stabilito che un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica è soggetto a IMU come area edificabile anche se destinato a verde pubblico. La decisione si fonda sul principio che l'attribuzione di un indice edificatorio perequativo conferisce al terreno una potenzialità economica tassabile, indipendentemente dalla sua specifica destinazione. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento del Comune.
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Domande assorbite: l’onere di riproposizione in appello
Un contribuente perde in appello perché non ripropone le domande assorbite in primo grado. La Cassazione conferma che la mancata riproposizione equivale a rinuncia, rendendo inammissibili i motivi di merito sul valore dell'immobile.
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Appello tributario: l’onere di riproposizione domande
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente in una disputa IMU. La decisione si fonda su un errore procedurale: il contribuente, vittorioso in primo grado, non ha rispettato l'onere di riproposizione delle questioni assorbite nel giudizio d'appello promosso dal Comune. L'impugnazione in Cassazione è stata respinta perché non ha contestato la vera ragione della decisione d'appello, ovvero la violazione di tale onere procedurale, concentrandosi invece su questioni di merito ormai precluse.
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Esenzione IMU immobili invenduti: non è retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 21425/2024, ha stabilito che l'esenzione IMU per gli immobili invenduti (beni-merce) non è retroattiva. Una società immobiliare aveva richiesto l'applicazione del beneficio per l'anno 2013, ma la Corte ha respinto il ricorso, affermando che la volontà del legislatore di far decorrere l'esenzione dal 2014 era chiara e insindacabile, escludendo ogni violazione costituzionale.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento IMU su terreni oggetto di un piano urbanistico. La Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha chiarito la distinzione fondamentale tra compensazione e perequazione urbanistica. Ha stabilito che l'imposta è dovuta solo nel caso di perequazione, dove il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del terreno, e ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la natura dell'operazione.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a differenza della compensazione urbanistica, nella perequazione il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del suolo che ne determina l'immediata tassabilità, anche se il terreno è destinato alla cessione al Comune.
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Perequazione Urbanistica: la Cassazione e l’IMU
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20945/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di IMU sui terreni edificabili. Il caso riguardava la pretesa di un Comune nei confronti di un contribuente per aree inserite in un piano di perequazione urbanistica. La Corte ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che il giudice deve prima verificare se si tratti di 'perequazione' (diritti intrinseci al suolo e quindi tassabili) o 'compensazione' (diritti trasferibili e non tassabili fino all'individuazione di un'area di atterraggio), un'indagine omessa nel precedente giudizio. L'accoglimento del ricorso del contribuente ha assorbito quello del Comune.
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Scrittura privata data certa: non opponibile per l’IMU
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11220/2024, ha stabilito che una scrittura privata non autenticata, priva di data certa, con cui si costituisce un diritto di abitazione, non è opponibile al Comune ai fini del calcolo dell'IMU. Anche in presenza di prove come il cambio di residenza e il pagamento delle utenze, l'atto resta inefficace verso l'amministrazione fiscale se la sua anteriorità non è provata con certezza, come richiesto dall'art. 2704 del codice civile. Di conseguenza, il ricorso dei contribuenti è stato respinto e gli avvisi di accertamento IMU sono stati confermati.
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Esenzione IMU beni merce: non è retroattiva
Una società di costruzioni ha richiesto il rimborso dell'IMU versata nel 2012 per i suoi immobili invenduti, i cosiddetti "beni merce", sostenendo l'incostituzionalità della norma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU beni merce, introdotta con efficacia dal 2014, non può essere applicata retroattivamente. La decisione sottolinea che le agevolazioni fiscali sono frutto di una scelta discrezionale del legislatore e non possono essere estese dai giudici oltre i limiti temporali previsti dalla legge.
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IMU concessionario demaniale: chi paga il tributo?
Una società di gestione di un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2016, sostenendo di non essere tenuta al pagamento a causa di un sequestro antimafia sui suoi beni e per aver ceduto a terzi i diritti sui posti barca. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'IMU del concessionario demaniale è sempre a suo carico, poiché la legge lo identifica come unico soggetto passivo, indipendentemente da cessioni a terzi. Inoltre, il sequestro non annulla i debiti fiscali pregressi. La Corte ha però accolto il ricorso sul calcolo delle sanzioni, applicando il più favorevole principio del cumulo giuridico per violazioni ripetute.
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Diritto edificatorio e IMU: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2097/2024, chiarisce un importante aspetto fiscale legato al diritto edificatorio compensativo. Nel caso esaminato, un contribuente si era opposto a un avviso di accertamento IMU relativo a un'area destinata a essere ceduta gratuitamente al Comune in cambio di diritti edificatori da esercitare su altre aree non ancora individuate. La Suprema Corte ha stabilito che, in tali circostanze, l'IMU non è dovuta. Il diritto edificatorio, infatti, non è una qualità intrinseca del terreno originario ma un diritto mobile e autonomo, la cui tassabilità sorge solo quando la procedura di compensazione si conclude con l'individuazione dell'area di 'atterraggio' dove il diritto può essere concretamente esercitato.
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