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art. 13, comma 2, d.l. n. 201 del 2011

24 provvedimenti

Agevolazione IMU coniugi: scontro tra Comune e famiglia
Il Comune ha impugnato la decisione che riconosceva l'agevolazione IMU coniugi a un contribuente residente in un Comune diverso da quello del proprio coniuge. Il Comune sosteneva che l'esenzione spettasse a un solo immobile per nucleo familiare. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione di legittimità costituzionale sulla norma che esclude l'esonero per i coniugi con residenze diverse è stata già rimessa alla Corte Costituzionale, ha deciso di sospendere il giudizio. La Corte ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia della Consulta che chiarirà definitivamente la spettanza del beneficio fiscale.
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Agevolazione IMU abitazione principale: coniugi divisi e fisco
Un contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da una società concessionaria per gli anni dal 2012 al 2014. La concessionaria aveva negato l'agevolazione IMU abitazione principale poiché il nucleo familiare del contribuente risiedeva in un altro Comune rispetto a quello dell'immobile in questione. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla concessionaria, ritenendo necessaria la coabitazione dell'intero nucleo familiare. Il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione delle norme tributarie e costituzionali, sostenendo che l'agevolazione spetti anche ai coniugi con residenze diverse. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione di legittimità costituzionale sulla norma è già al vaglio della Corte Costituzionale, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia della Consulta.
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Esenzione IMU abitazione principale: no a sconti senza residenza
Un Ente Comunale ha contestato l'agevolazione fiscale richiesta da una Contribuente, usufruttuaria di un immobile, la quale invocava l'esenzione IMU abitazione principale. La donna dimostrava la dimora abituale tramite le utenze domestiche, ma la sua residenza anagrafica risultava registrata presso un altro indirizzo dello stesso Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Comunale, stabilendo che per usufruire del beneficio fiscale devono coesistere tassativamente sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nello stesso specifico immobile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la decisione favorevole alla Contribuente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado per un nuovo esame basato su questo principio.
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Perequazione Urbanistica: IMU dovuta subito. Cassazione
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un'area inclusa in un piano di perequazione urbanistica, destinata a essere ceduta al Comune in cambio di diritti edificatori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza della compensazione, la perequazione urbanistica attribuisce immediatamente al terreno una potenzialità edificatoria intrinseca. Questa qualità rende il terreno subito tassabile ai fini IMU, anche prima della concreta realizzazione delle opere o della cessione formale.
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Valutazione aree edificabili: i criteri vincolanti
In una disputa sull'IMU per un terreno con potenziale edificatorio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva stabilito il valore in via equitativa. L'ordinanza afferma che la valutazione aree edificabili deve obbligatoriamente seguire i parametri specifici previsti dalla legge, come la zona di ubicazione e l'indice di edificabilità, non potendo essere sostituita da una stima generica del giudice. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione del valore conforme ai criteri normativi.
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Perequazione edilizia: tassabile il terreno a verde
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione edilizia e destinato a verde pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in un regime di perequazione, il potenziale edificatorio (indice perequativo) è una qualità intrinseca del terreno stesso, che ne determina la tassabilità. La destinazione a verde pubblico può incidere sulla valutazione del valore venale, ma non esclude l'imponibilità del bene.
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Perequazione urbanistica: Tassabilità IMU e verde
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26316/2024, ha stabilito che un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica è soggetto a IMU come area edificabile anche se destinato a verde pubblico. La decisione si fonda sul principio che l'attribuzione di un indice edificatorio perequativo conferisce al terreno una potenzialità economica tassabile, indipendentemente dalla sua specifica destinazione. La Corte ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento del Comune.
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Domande assorbite: l’onere di riproposizione in appello
Un contribuente perde in appello perché non ripropone le domande assorbite in primo grado. La Cassazione conferma che la mancata riproposizione equivale a rinuncia, rendendo inammissibili i motivi di merito sul valore dell'immobile.
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Appello tributario: l’onere di riproposizione domande
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente in una disputa IMU. La decisione si fonda su un errore procedurale: il contribuente, vittorioso in primo grado, non ha rispettato l'onere di riproposizione delle questioni assorbite nel giudizio d'appello promosso dal Comune. L'impugnazione in Cassazione è stata respinta perché non ha contestato la vera ragione della decisione d'appello, ovvero la violazione di tale onere procedurale, concentrandosi invece su questioni di merito ormai precluse.
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Abitazione principale IMU: la prova della dimora abituale
Un contribuente si è visto negare l'esenzione fiscale sull'immobile di proprietà, nonostante la residenza anagrafica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21178/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che per definire un'abitazione principale IMU non è sufficiente la sola registrazione anagrafica. È onere del contribuente dimostrare di avere anche la propria 'dimora abituale', ovvero il centro effettivo dei propri interessi e della propria vita, presso quell'immobile.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Un Comune ha emesso avvisi di accertamento IMU su terreni oggetto di un piano urbanistico. La Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha chiarito la distinzione fondamentale tra compensazione e perequazione urbanistica. Ha stabilito che l'imposta è dovuta solo nel caso di perequazione, dove il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del terreno, e ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la natura dell'operazione.
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Perequazione urbanistica: quando scatta l’IMU?
Una contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU relativo a un terreno inserito in un piano di perequazione urbanistica, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, a differenza della compensazione urbanistica, nella perequazione il diritto edificatorio è una qualità intrinseca del suolo che ne determina l'immediata tassabilità, anche se il terreno è destinato alla cessione al Comune.
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Perequazione Urbanistica: la Cassazione e l’IMU
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20945/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di IMU sui terreni edificabili. Il caso riguardava la pretesa di un Comune nei confronti di un contribuente per aree inserite in un piano di perequazione urbanistica. La Corte ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che il giudice deve prima verificare se si tratti di 'perequazione' (diritti intrinseci al suolo e quindi tassabili) o 'compensazione' (diritti trasferibili e non tassabili fino all'individuazione di un'area di atterraggio), un'indagine omessa nel precedente giudizio. L'accoglimento del ricorso del contribuente ha assorbito quello del Comune.
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Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a un contribuente poiché la moglie risiedeva in un'altra città. La Corte di Cassazione, recependo la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha respinto il ricorso del comune. È stato definitivamente chiarito che il diritto all'esenzione si basa sulla residenza anagrafica e sulla dimora abituale del singolo possessore nell'immobile, senza che la diversa residenza del coniuge possa costituire un ostacolo.
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Esenzione IMU prima casa: sì a coniugi con residenza diversa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento IMU. Applicando la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che per l'esenzione IMU prima casa conta solo la residenza e la dimora abituale del possessore dell'immobile, non quella dell'intero nucleo familiare. Pertanto, l'esenzione spetta anche se il coniuge risiede in un comune diverso.
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Esenzione IMU coniugi: Cassazione chiarisce il caso
Una contribuente si è vista negare l'esenzione IMU per la prima casa poiché il coniuge risiedeva in un altro comune. La Corte di Cassazione, accogliendo il suo ricorso, ha ribadito il principio stabilito dalla Corte Costituzionale: l'esenzione IMU coniugi spetta al possessore dell'immobile che vi dimora e risiede, indipendentemente dalla residenza dell'altro coniuge. La nozione di abitazione principale è legata al singolo possessore e non più all'intero nucleo familiare.
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Cessazione materia del contendere: spese compensate
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia IMU. A seguito di una declaratoria di incostituzionalità della norma fiscale, il Comune aveva annullato in autotutela l'avviso di accertamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e compensato le spese legali, ritenendo giustificata tale decisione dall'intervento della Corte Costituzionale avvenuto in corso di causa, che ha rimosso l'oggetto del contendere.
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IMU concessionario demaniale: chi paga il tributo?
Una società di gestione di un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2016, sostenendo di non essere tenuta al pagamento a causa di un sequestro antimafia sui suoi beni e per aver ceduto a terzi i diritti sui posti barca. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'IMU del concessionario demaniale è sempre a suo carico, poiché la legge lo identifica come unico soggetto passivo, indipendentemente da cessioni a terzi. Inoltre, il sequestro non annulla i debiti fiscali pregressi. La Corte ha però accolto il ricorso sul calcolo delle sanzioni, applicando il più favorevole principio del cumulo giuridico per violazioni ripetute.
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Diritto edificatorio e IMU: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2097/2024, chiarisce un importante aspetto fiscale legato al diritto edificatorio compensativo. Nel caso esaminato, un contribuente si era opposto a un avviso di accertamento IMU relativo a un'area destinata a essere ceduta gratuitamente al Comune in cambio di diritti edificatori da esercitare su altre aree non ancora individuate. La Suprema Corte ha stabilito che, in tali circostanze, l'IMU non è dovuta. Il diritto edificatorio, infatti, non è una qualità intrinseca del terreno originario ma un diritto mobile e autonomo, la cui tassabilità sorge solo quando la procedura di compensazione si conclude con l'individuazione dell'area di 'atterraggio' dove il diritto può essere concretamente esercitato.
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Esenzione IMU coniugi: residenze diverse non contano
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU sulla prima casa perché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, applicando una rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che per l'esenzione IMU coniugi conta solo la residenza del proprietario dell'immobile, non quella dell'intero nucleo familiare. La sentenza precedente è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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