Un passeggero ha richiesto una compensazione pecuniaria per un ritardo aereo superiore a quattro ore. Il Tribunale, in appello, ha ridotto l'importo, ricalcolando arbitrariamente il ritardo a 3 ore e 20 minuti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per difetto di motivazione, sottolineando che la durata del ritardo, non contestata in appello dalla compagnia aerea, era passata in giudicato. La sentenza riafferma l'importanza del principio del giudicato interno nel determinare la compensazione pecuniaria volo.
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