Una società a responsabilità limitata gestita da un amministratore unico assumeva un oneroso contratto di locazione per una struttura alberghiera. L'impresa eseguiva ingenti lavori di ristrutturazione e acquistava arredi. Successivamente, la società sublocava l'immobile all'azienda della figlia dell'amministratore con un margine di profitto annuo. La società della figlia ometteva di versare i canoni dovuti per oltre ottantasettemila euro. In seguito, il contratto veniva trasformato in comodato d'uso gratuito, azzerando ogni guadagno per la prima società e cedendo infine la locazione a titolo gratuito. Dopo il fallimento della società originaria, i giudici condannavano anche la figlia per concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la rinuncia ingiustificata ai ricavi a favore di terzi costituisce distrazione e che l'extraneus risponde penalmente se consapevole del danno arrecato alla garanzia patrimoniale dei creditori.
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