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Committente

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità del committente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di danni a un immobile a seguito di lavori di ristrutturazione sul fondo vicino. L'ordinanza chiarisce la netta distinzione tra la responsabilità del committente per danni derivanti dalla cosa in custodia (art. 2051 c.c.) e quella per danni causati dall'attività dell'appaltatore (art. 2043 c.c.). La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente confuso le due fattispecie, stabilendo che il committente risponde per l'operato dell'appaltatore solo in casi specifici, come la "culpa in eligendo" o l'imposizione di direttive vincolanti.
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Responsabilità appaltatore: il dies a quo decennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11906/2024, si è pronunciata sulla responsabilità appaltatore per gravi difetti costruttivi. Il caso riguardava vizi manifestatisi oltre dieci anni dopo il completamento delle opere strutturali. La Corte ha chiarito che il termine decennale di garanzia previsto dall'art. 1669 c.c. decorre dal 'compimento' delle singole opere che hanno causato il difetto, e non dal completamento dell'intero edificio o dalla scoperta della causa del vizio. Di conseguenza, ha accolto il ricorso dell'appaltatore, stabilendo che la sua responsabilità era prescritta.
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Certificato agibilità: responsabilità del committente
Una società di gestione alberghiera, che aveva appaltato i servizi di animazione a un'altra impresa, è stata multata per l'impiego di lavoratori privi del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del committente non è automatica. Per essere sanzionato, il committente deve essere effettivamente consapevole della mancanza del certificato; la semplice negligenza non è sufficiente. L'onere di provare tale consapevolezza spetta all'ente che irroga la sanzione.
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Appalto: certificato mancante, colpa del committente
Un condominio ha citato in giudizio l'impresa appaltatrice e il direttore dei lavori per il mancato rilascio del certificato di prevenzione incendi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le sentenze precedenti. È stato stabilito che le opere erano idonee e che il certificato mancante era da imputare alla condotta dello stesso condominio, che aveva interrotto i rapporti con l'impresa, impedendo così la raccolta della documentazione necessaria.
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Responsabilità committente: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del presidente di una cooperativa, condannato per le lesioni a un operaio. L'ordinanza ribadisce la responsabilità committente per la sicurezza sul lavoro, anche in presenza di un'impresa appaltatrice, e chiarisce che la riproposizione di motivi già rigettati in appello rende il ricorso inammissibile, impedendo anche la declaratoria di prescrizione.
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Responsabilità direttore lavori: cliente vuole l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7931/2024, ha stabilito un importante principio in materia di responsabilità del direttore dei lavori. Nel caso esaminato, una proprietaria immobiliare aveva citato in giudizio il geometra incaricato per i danni derivanti da un abuso edilizio. Tuttavia, è emerso che era stata la stessa committente a insistere per la realizzazione dell'opera illegale, nonostante fosse stata avvertita dei rischi. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento, chiarendo che la consapevole e volontaria richiesta del cliente di compiere un'irregolarità interrompe il nesso causale, escludendo la responsabilità contrattuale del professionista nei suoi confronti.
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Responsabilità appaltatore: difetti e onere prova
Una ditta edile contesta la propria responsabilità per una pavimentazione difettosa, sostenendo di aver seguito le errate istruzioni del committente. La Cassazione rigetta il ricorso della ditta, sottolineando che l'appaltatore ha l'onere di provare di aver informato il committente dei rischi. Accoglie invece il ricorso del committente per un errore di calcolo nel determinare il saldo dovuto, distinguendo l'errore materiale dall'errore di giudizio.
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Responsabilità solidale appaltatore: no con autonomia
Una società energetica ha citato in giudizio un'impresa appaltatrice e una subappaltatrice per il danneggiamento di un cavo ad alta tensione durante lavori di scavo. Inizialmente condannate in solido, la Corte d'Appello ha riformato la sentenza, attribuendo la colpa esclusiva alla subappaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della società energetica e chiarendo che la responsabilità solidale appaltatore è esclusa quando il subappaltatore gode di piena autonomia tecnica e organizzativa, senza ingerenze da parte del committente.
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Responsabilità solidale appalti: quando si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale del committente per i crediti retributivi dei dipendenti dell'appaltatore non è limitata alla durata di un contratto formale. Se esiste una continuità nel rapporto di servizio, anche se formalizzato solo in un secondo momento, la responsabilità si estende all'intero periodo, tutelando i lavoratori. Il caso riguardava una fondazione committente che riteneva di non essere responsabile per i debiti maturati prima della stipula formale di un contratto d'appalto, precedentemente in capo ad un'altra entità (un'università). La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che la sostanza del rapporto prevale sulla forma, in linea con un'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa.
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Esterovestizione e IVA: la Cassazione chiarisce
Una società di logistica di diritto rumeno, controllata da una capogruppo italiana, è stata oggetto di un accertamento fiscale per esterovestizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, data la residenza fiscale effettiva in Italia, la società è tenuta al versamento dell'IVA per le sole operazioni rese a clienti italiani, considerate transazioni domestiche. La Corte ha però annullato la precedente sentenza che aveva erroneamente esteso l'imponibilità a tutte le operazioni, comprese quelle verso clienti esteri, ordinando un nuovo esame per un corretto ricalcolo dell'imposta.
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Abuso edilizio: chi demolisce? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di abuso edilizio relativo all'ampliamento non autorizzato di un'abitazione. I ricorsi degli imputati, basati sulla prescrizione del reato e sulla presunta estraneità ai fatti, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che il reato edilizio si considera in corso fino alla completa ultimazione dei lavori, comprese le rifiniture. Inoltre, ha ribadito che la qualifica di 'committente' non spetta solo al proprietario, ma a chiunque abbia la disponibilità materiale del bene e un interesse diretto all'opera, giustificando così l'ordine di demolizione come condizione per la sospensione della pena.
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Vizi di costruzione: come ottenere il risarcimento?
Un tribunale ha dato ragione a un committente che si era rifiutato di saldare una ditta edile a causa di gravi vizi di costruzione e ritardi nella consegna di un immobile. La sentenza ha ridotto il compenso dovuto all'impresa e ha condannato quest'ultima a risarcire i danni subiti dal cliente, basandosi su una perizia tecnica che ha confermato le inadempienze contrattuali dell'appaltatore.
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Responsabilità solidale appalti: paga il lordo o netto?
Un caso sulla responsabilità solidale appalti ha visto la Cassazione stabilire che il committente deve pagare al lavoratore dell'appaltatore la retribuzione netta, non lorda. La Corte ha chiarito che l'obbligo del committente, quale sostituto d'imposta, di versare le ritenute fiscali e i contributi non viene meno, anche durante il periodo di abrogazione di una norma specifica. La decisione protegge il lavoratore e assicura il corretto adempimento degli obblighi fiscali.
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Responsabilità del committente: l’obbligo di verifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una committente, condannata per la particolare tenuità del fatto per non aver verificato l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa edile. La sentenza sottolinea che la responsabilità del committente risiede nell'obbligo di verifica preliminare delle qualifiche dell'impresa, un adempimento distinto e a monte rispetto al controllo sulla corretta esecuzione dei lavori, come l'installazione di un ponteggio. Il ricorso è stato respinto perché basato su una errata comprensione del capo d'accusa.
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Responsabilità del committente: quando paga i danni?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso della responsabilità del committente per i danni causati a un vicino durante lavori di ristrutturazione. Il proprietario di un appartamento citava in giudizio il vicino del piano di sotto per i danni strutturali e l'interruzione dell'impianto di riscaldamento condominiale causati dai suoi lavori. La Corte d'Appello aveva condannato il committente al ripristino e al risarcimento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del committente, confermando la sua responsabilità autonoma e sottolineando l'importanza degli oneri probatori e della corretta formulazione dei motivi di ricorso.
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Responsabilità committente: quando è colpevole
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo del committente di lavori edili a seguito di un infortunio mortale. La sentenza chiarisce la responsabilità committente anche in assenza di una sua presenza fisica in cantiere, quando la sua condotta incide sull'evento. Nel caso specifico, il committente aveva acconsentito a lavori eseguiti in difformità dal progetto, senza la supervisione del direttore dei lavori e senza un piano di sicurezza, assumendosi così la piena posizione di garanzia. La Corte ha ritenuto irrilevante la condotta imprudente del lavoratore, in quanto rientrante nell'area di rischio che il committente avrebbe dovuto gestire.
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Decadenza garanzia vizi: quando scatta il termine
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello, rigettando il ricorso di due committenti. Il caso riguarda la decadenza garanzia vizi in un contratto d'appalto. I giudici hanno stabilito che la denuncia dei difetti, effettuata oltre i termini di legge e solo con l'atto di citazione, ha causato la perdita del diritto alla garanzia. È stato inoltre chiarito che la contestazione da parte del direttore dei lavori non è sufficiente, in quanto spetta al committente l'onere di denunciare formalmente e tempestivamente i vizi all'appaltatore.
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Responsabilità del committente per danni edili
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dei proprietari di un immobile e della società di gestione al risarcimento dei danni causati a un edificio vicino durante lavori di demolizione. La Corte ha stabilito che la responsabilità del committente, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., non viene meno con l'affidamento dei lavori a un'impresa terza. Per escludere la propria responsabilità, il committente deve provare il caso fortuito, ovvero una condotta dell'appaltatore del tutto imprevedibile e inevitabile, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Responsabilità appaltatore: limiti e scelte del cliente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2774/2025, chiarisce i limiti della responsabilità appaltatore. Se i vizi di un'opera derivano dalle scelte economiche del committente, che ha limitato l'intervento contrariamente ai suggerimenti dell'impresa, quest'ultima non può essere ritenuta responsabile. La Corte ha rigettato il ricorso di un condominio che lamentava difetti nei lavori di manutenzione, poiché era stato il condominio stesso a optare per una soluzione più economica e meno risolutiva.
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Responsabilità committente: obblighi di sicurezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11918/2025, ha stabilito che la responsabilità committente per un infortunio sul lavoro di un dipendente dell'appaltatore non è esclusa dalla semplice assenza di ingerenza. Il committente ha obblighi specifici di cooperazione e coordinamento per la sicurezza, imposti dal D.Lgs. 81/2008, la cui violazione fonda la sua responsabilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso tale responsabilità, rinviando per un nuovo esame che verifichi l'adempimento di tali doveri.
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