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Commissione Massimo Scoperto

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Oneri applicati dalla banca per l'utilizzo del massimo scoperto di conto in un determinato periodo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratti bancari: spese non pattuite e nullità
La Corte d'Appello ha esaminato un caso relativo a contratti bancari in cui il correntista contestava interessi usurari, anatocismo e spese non pattuite. Mentre le prime doglianze sono state respinte, i giudici hanno accertato l'illegittimità di addebiti per oltre 7.000 euro relativi a commissioni istruttorie non previste nel contratto originale, ordinandone lo storno e riformando la decisione sulle spese di lite.
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Anatocismo bancario: la nullità nei conti correnti
La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità delle clausole di anatocismo bancario in contratti stipulati prima del 2000, accertando che la semplice comunicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente. È stata inoltre dichiarata nulla la commissione di massimo scoperto priva di criteri di calcolo trasparenti, confermando il diritto al ricalcolo del saldo.
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Commissione massimo scoperto: quando è valida?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito contestando la legittimità della commissione massimo scoperto (CMS) addebitata sul proprio conto corrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza stabilisce che la CMS è legittima anche per i periodi precedenti alla normativa del 2009, in quanto la legge successiva ne ha implicitamente riconosciuto la causa negoziale. Inoltre, ha ritenuto sufficientemente determinata la clausola contrattuale che ne indicava la percentuale, anche in assenza di esplicita menzione della periodicità di addebito, se quest'ultima è desumibile dal contratto.
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Commissione massimo scoperto: nullità senza calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5359/2024, ha stabilito un importante principio in materia di contratti bancari. Il caso riguardava un garante che contestava la validità di una fideiussione e di una clausola relativa alla commissione di massimo scoperto. La Corte ha dichiarato inammissibile il motivo sulla nullità della fideiussione per difetto di specificità, ma ha accolto quello sulla commissione di massimo scoperto. È stata dichiarata la nullità della clausola che prevede la commissione di massimo scoperto indicando solo la percentuale, senza specificare le modalità di calcolo e la base imponibile, per indeterminatezza dell'oggetto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Commissione Massimo Scoperto: Cassazione sulla CMS
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su due conti correnti, lamentando l'applicazione di interessi usurari a causa dell'inclusione della Commissione Massimo Scoperto (CMS) nel calcolo del tasso effettivo. Dopo la reiezione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato: la legge del 2009, che include la CMS nel calcolo del tasso soglia ai fini dell'usura, non ha efficacia retroattiva e non si applica ai rapporti sorti e conclusi prima della sua entrata in vigore.
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Commissione massimo scoperto: quando è nulla la clausola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30298/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto bancario, confermando la nullità della clausola sulla commissione di massimo scoperto. La Corte ha ribadito che la semplice indicazione di una percentuale, senza specificare le modalità e la base di calcolo, rende la clausola nulla per indeterminatezza dell'oggetto, impedendo al correntista di comprendere l'effettivo onere economico.
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Commissione massimo scoperto: quando è valida la clausola
La Corte di Cassazione ha stabilito che una clausola sulla commissione di massimo scoperto non è nulla per indeterminatezza se il periodo di riferimento, pur non essendo esplicitato, può essere desunto da altre clausole del contratto, come quella sulla chiusura periodica trimestrale del conto. La Corte ha cassato la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato nulla la clausola, sottolineando l'importanza di un'interpretazione sistematica e secondo buona fede del contratto per preservarne gli effetti.
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Commissione massimo scoperto: quando è legittima?
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito sostenendo l'applicazione di usura, anatocismo e l'illegittimità della commissione massimo scoperto (CMS). I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le richieste. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze precedenti, stabilendo la validità della clausola CMS in quanto sufficientemente determinata nel contratto. Ha inoltre ribadito il principio secondo cui, per i contratti antecedenti al 2010, la verifica dell'usura richiede una comparazione separata tra tasso di interesse e tasso soglia, e tra CMS e soglia CMS. Il ricorso è stato quindi respinto.
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