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Coltivazione Cannabis

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Coltivazione cannabis: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due individui condannati per la coltivazione di 13 piante di cannabis. Nonostante la natura rudimentale della coltivazione, la Corte ha stabilito che diversi indicatori, come il numero di piante, l'alto potenziale di dosi ricavabili (465), la piantumazione in periodi diversi e l'occultamento, escludevano la destinazione a un uso puramente personale, configurando così il reato di coltivazione cannabis.
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Coltivazione cannabis: quando è reato? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un agricoltore accusato di coltivazione cannabis su larga scala. Nonostante l'uso di semi certificati, la Corte ha stabilito che la finalità di spaccio, provata dalle ingenti quantità, dalle attrezzature professionali e dai livelli di THC in alcuni campioni, integra il reato previsto dall'art. 73 d.P.R. 309/1990. La sentenza chiarisce che la legge sulla canapa industriale (L. 242/2016) non legalizza la produzione di derivati con efficacia drogante.
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Coltivazione cannabis: reato anche con THC basso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per coltivazione di cannabis, anche se con un principio attivo (THC) dello 0,54%, quindi entro la soglia di tolleranza della legge sulla canapa industriale (L. 242/2016). La Corte ha stabilito che tale legge non si applica se la coltivazione non persegue le finalità industriali previste dalla norma, ma è destinata, come nel caso di specie, al mercato illecito. La dimensione della piantagione (29 piante alte fino a 3 metri) e le modalità di coltivazione sono state ritenute incompatibili con un uso personale o industriale lecito.
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Coltivazione cannabis: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore agricolo posto agli arresti domiciliari per coltivazione di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva si trattasse di lecita coltivazione di cannabis light ai sensi della L. 242/2016. La Corte ha confermato la misura cautelare, ritenendo che elementi come l'ingente quantitativo, le modalità di confezionamento e l'assenza di una filiera industriale dimostrassero la destinazione della sostanza al mercato illegale, rendendo la coltivazione cannabis un'attività penalmente rilevante.
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Coltivazione cannabis: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 109 piante di cannabis e la detenzione di un quantitativo di marijuana sufficiente per oltre 7.000 dosi. La Corte ha stabilito che l'ingente quantità e la significativa organizzazione per la coltivazione cannabis sono elementi oggettivi che escludono la destinazione al solo uso personale e l'applicazione dell'ipotesi di reato di lieve entità, anche in presenza di una conclamata tossicodipendenza dell'imputato.
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