Due commercianti hanno impugnato il divieto temporaneo di esercitare il commercio di fiori e piante, applicato per aver venduto online derivati della canapa. La difesa sosteneva che la merce provenisse da sementi certificate a basso contenuto di THC, escludendo l'efficacia drogante della cannabis. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che la commercializzazione al pubblico di foglie, infiorescenze, olio e resina di canapa integra reato, a meno che i prodotti non siano totalmente privi di effetti psicotropi. Per stabilire la rilevanza penale, l'efficacia drogante della cannabis va valutata sul quantitativo totale del principio attivo sequestrato (nella specie oltre 9 grammi di THC, pari a centinaia di dosi), e non sulle singole confezioni. Di conseguenza, i commercianti hanno perso il ricorso e dovranno pagare le spese processuali.
Continua »