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Collocamento Obbligatorio

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È l'insieme di norme che obbliga i datori di lavoro, pubblici e privati, ad assumere una certa percentuale di lavoratori appartenenti a categorie protette (es. orfani di vittime del dovere, disabili).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Chiamata diretta nominativa: fratelli esclusi nelle Pubbliche Amministrazioni
Un parente di una vittima di criminalità organizzata ha richiesto un'assunzione per chiamata diretta nominativa presso un Comune, invocando le norme di favore per i familiari delle vittime. Il Comune ha negato, richiedendo un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla chiamata diretta nominativa per le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, nelle amministrazioni pubbliche diverse dai Ministeri, spetta solo a coniugi e figli, non ai fratelli. Il ricorso del parente è stato quindi respinto.
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Collocamento obbligatorio: sanzione valida anche con esuberi altrove
Una società è stata sanzionata dall'Amministrazione Pubblica per non aver rispettato le quote di assunzione previste dal collocamento obbligatorio per i lavoratori disabili negli anni dal 2006 al 2008. La società ha impugnato la sanzione sostenendo di poter compensare le scoperture con le eccedenze di altre sedi e che il diritto alla riscossione fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la compensazione automatica è stata introdotta solo nel 2011 e non si applica retroattivamente. Inoltre, la notifica del verbale di accertamento interrompe la prescrizione quinquennale, agendo come formale costituzione in mora. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare la sanzione e le spese legali.
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Assunzione vittime criminalità: Diritto vince sulla quota di riserva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di assunzione obbligatoria vittime criminalità. Il figlio di una vittima della criminalità organizzata si era visto negare il diritto al collocamento obbligatorio da parte di due enti pubblici. La motivazione era il superamento della quota di riserva dell'1% prevista per legge. La Corte ha ribaltato questa visione, affermando che per questa specifica categoria protetta la quota di riserva non si applica. Il diritto all'assunzione può quindi essere esercitato anche in superamento di tale soglia, incontrando come unico limite quello generale delle assunzioni consentite all'ente per l'anno di riferimento. Vince quindi il ricorrente, il cui diritto all'assunzione deve essere nuovamente valutato.
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Collocamento obbligatorio vittime terrorismo: le regole
Il fratello di una vittima di terrorismo richiede il beneficio del collocamento obbligatorio. La Corte di Cassazione nega il diritto, stabilendo che per il collocamento obbligatorio vittime terrorismo sono necessari requisiti rigorosi. Il superstite deve fornire prova formale, tramite certificazioni, sia della convivenza che della dipendenza economica dalla vittima al momento dell'evento, escludendo valutazioni basate su situazioni di fatto o presunzioni.
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Assunzione società in house: no a chiamata diretta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assunzione presso una società in house, anche per le categorie protette come gli orfani di caduti sul lavoro, non può avvenire tramite chiamata diretta nominativa. Tale procedura è riservata esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni. Le società a partecipazione pubblica, pur essendo tenute al rispetto del collocamento obbligatorio, devono seguire le procedure di reclutamento che garantiscano trasparenza e selezione, come previsto da normative specifiche. La richiesta di assunzione diretta è stata quindi respinta.
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