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Clausola Risolutiva

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una clausola contrattuale che prevede la risoluzione automatica del contratto al verificarsi di un determinato inadempimento, senza necessità di una pronuncia del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rilascio immobile per inadempimento: persa la casa senza prezzo
Un proprietario concede il possesso anticipato di un appartamento a due promissori acquirenti tramite scrittura privata. Gli acquirenti omettono tuttavia di versare il prezzo pattuito. Il proprietario agisce in giudizio ottenendo la risoluzione del contratto e l'ordine di rilascio immobile per inadempimento. Gli occupanti ricorrono in Cassazione contestando la decadenza della propria domanda riconvenzionale e la valutazione delle prove. La Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso: il rinvio d'ufficio dell'udienza non riapre i termini decaduti per la domanda riconvenzionale e la valutazione delle prove spetta esclusivamente al giudice di merito. Gli occupanti devono restituire l'immobile e pagare le spese di giudizio.
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Affitto d’azienda venduta: la perdita di efficacia è automatica
Una società affittuaria di alcuni supermercati si è opposta alla cessazione del contratto dopo che la società proprietaria ha venduto l'intera azienda a un terzo. L'affittuaria sosteneva che la clausola contrattuale non prevedesse una risoluzione automatica. La Corte di Cassazione ha dato torto all'affittuaria, stabilendo che la vendita a terzi ha causato l'immediata perdita di efficacia del contratto di affitto. Secondo i giudici, l'interpretazione letterale della clausola era chiara e non lasciava spazio a dubbi: la vendita dell'azienda comportava la fine del rapporto di affitto. L'affittuaria ha quindi perso la causa.
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Clausola risolutiva: quando è valida la chiusura
Un gestore di un impianto di carburanti ha impugnato la decisione di una compagnia petrolifera di terminare il contratto in base a una clausola risolutiva che permetteva la chiusura dell'impianto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola non era una clausola risolutiva espressa (che richiede un inadempimento), bensì una valida condizione risolutiva legata a scelte imprenditoriali, e quindi legittima.
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Interpretazione contratto di lavoro e ricorso inammissibile
Una società impugna la decisione di merito che riconosceva il diritto di un lavoratore alla retribuzione piena a seguito della risoluzione di un accordo aziendale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per due motivi principali: la violazione del principio di autosufficienza, non avendo la ricorrente allegato né trascritto l'accordo contestato, e l'errata formulazione della censura, che si limitava a contrapporre una diversa interpretazione contratto di lavoro a quella del giudice, senza dimostrare una reale violazione di legge.
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Legge incostituzionale: nullità dei contratti di lavoro
La Cassazione conferma la nullità dei contratti di lavoro basati su una legge incostituzionale. Dei dipendenti pubblici, inquadrati come dirigenti grazie a una norma regionale poi annullata dalla Corte Costituzionale, hanno perso il ricorso. La sentenza stabilisce che la dichiarazione di incostituzionalità ha effetto retroattivo, invalidando i contratti ab origine, senza che i rapporti di lavoro possano considerarsi 'consolidati'.
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Responsabilità disciplinare notaio: usucapione non accertata
La Corte di Cassazione conferma la sanzione disciplinare a carico di un notaio per aver redatto atti di donazione basati su una usucapione autodichiarata dal donante. La clausola risolutiva inserita negli atti è stata giudicata ingannevole e insufficiente a informare adeguatamente i donatari dei rischi legati all'incertezza del titolo di provenienza, integrando così una violazione dei doveri professionali e la conseguente responsabilità disciplinare del notaio.
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Perizia di parte: non ha valore di prova autonoma
In una controversia su un contratto di leasing, la Corte di Cassazione ha stabilito che la perizia di parte, essendo una mera allegazione difensiva, è priva di autonomo valore probatorio. Il giudice non può fondare la propria decisione unicamente su di essa, soprattutto se contestata, senza fornire un'adeguata motivazione e ignorando la richiesta di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU).
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Clausola risolutiva: la guida completa
Una società di locazione ha citato in giudizio un'azienda cliente per il mancato pagamento dei canoni di un software. La società locatrice ha invocato la clausola risolutiva espressa presente nel contratto. Il Tribunale di Milano ha confermato la legittimità della risoluzione, condannando l'azienda cliente al pagamento di tutti i canoni residui, per un totale di €10.126,39, e alla restituzione del bene. La sentenza sottolinea come la clausola risolutiva bypassi la necessità per il giudice di valutare la gravità dell'inadempimento.
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