LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Clausola Compromissoria

Pagina 5 di 17

325 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compenso dell’arbitro: niente saldo d’oro se la ditta fallisce
Un professionista ha chiesto l'ammissione al passivo di una compagnia assicurativa in liquidazione coatta amministrativa per ottenere il proprio compenso dell'arbitro. L'arbitrato era iniziato prima del fallimento, ma l'arbitro si era insediato solo dopo l'avvio della procedura concorsuale, nonostante il disinteresse delle parti che avevano rinunciato alla clausola compromissoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che non spetta il compenso pieno né la prededucibilità se l'attività non è stata utile alla procedura concorsuale e l'insediamento è avvenuto senza presupposti. L'arbitro perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Clausola compromissoria e fallimento: arbitri contro giudici
Una società committente e una subappaltatrice stipulano un contratto di subappalto contenente una clausola compromissoria. A seguito di contestazioni sui pagamenti, la committente avvia un arbitrato. Durante la procedura, la subappaltatrice viene ammessa alla liquidazione coatta amministrativa. Gli arbitri, ignari dell'evento, emettono il lodo durante il periodo di sessanta giorni concesso al commissario liquidatore per decidere se subentrare nel contratto. La committente impugna il lodo, sostenendo che l'apertura della procedura concorsuale abbia sciolto il contratto e reso inefficace la clausola compromissoria. La Corte di Cassazione, rilevando una questione di massima di particolare importanza sulla sorte della clausola compromissoria durante lo spatium deliberandi del liquidatore, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione alle Sezioni Unite.
Continua »
Clausola compromissoria: il Tribunale batte gli arbitri
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'impresa creditrice, confermando la competenza del Tribunale ordinario rispetto a quella degli arbitri privati. La controversia riguardava il pagamento di lavori di appalto. Nonostante il contratto contenesse una clausola compromissoria per deferire le liti a un collegio arbitrale, un'altra clausola permetteva alla parte chiamata in giudizio di scegliere la giustizia ordinaria. La Cassazione ha stabilito che questa facoltà dimostra una chiara preferenza per il giudice statale. Di conseguenza, se la causa viene avviata direttamente davanti al Tribunale, questo è pienamente competente a decidere.
Continua »
Clausola compromissoria condominio: stop alle cause in tribunale
Un condomino ha impugnato la delibera dell'assemblea che ripartiva le spese di rifacimento della fogna in base alle singole unità abitative, anziché secondo i millesimi. Il Condominio ha eccepito la presenza di una clausola compromissoria condominio nel regolamento, che devolveva le liti a un collegio arbitrale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condomino, confermando che la clausola di arbitrato irrituale per l'interpretazione del regolamento copre anche le controversie sulle delibere assembleari riguardanti la ripartizione delle spese comuni. Di conseguenza, il condomino ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese legali.
Continua »
Multa penitenziale e recesso: la Cassazione condanna chi contesta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Società Subappaltante contro il Socio Successore della Società Subappatrice per il pagamento di somme dovute in base a due scritture private. La prima scrittura riguardava il saldo di un appalto eseguito, mentre la seconda prevedeva una somma di quarantamila euro a titolo di multa penitenziale per il recesso da un subappalto mai iniziato. La Corte ha chiarito che il riconoscimento di debito esonera il creditore dal provare il rapporto sottostante. Inoltre, ha escluso l'abusivo frazionamento del credito, poiché il creditore aveva un interesse oggettivo ad agire separatamente per la parte di credito certa e documentata da un assegno insoluto. Infine, la clausola arbitrale del contratto originario non si applica all'accordo di scioglimento successivo.
Continua »
Riassunzione del giudizio arbitrale: forma contro sostanza
Una committente ha impugnato il lodo arbitrale che regolava le restituzioni con l'impresa appaltatrice. La donna sosteneva che la riassunzione del giudizio arbitrale fosse tardiva e che la notifica dell'atto fosse inesistente perché effettuata dal presidente del collegio arbitrale anziché dalla controparte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il termine di tre mesi per la riassunzione decorre dalla comunicazione dell'ordinanza di Cassazione sulla competenza. Inoltre, la notifica eseguita dall'organismo arbitrale non è inesistente ma al più nulla, e tale nullità è stata sanata dalla regolare costituzione in giudizio della committente. Di conseguenza, la riassunzione del giudizio arbitrale è pienamente valida ed efficace.
Continua »
Clausola compromissoria: decide l’arbitro e non il giudice
Un medico legale assiste un paziente in una causa di malasanità, concordando un compenso basato su una percentuale del risarcimento. Il contratto contiene una clausola compromissoria che affida le controversie al Consiglio dell'Ordine dei Medici. Al termine dell'incarico sorge un contrasto sul pagamento dei compensi. Il paziente sostiene che la lite spetti all'Ordine, mentre il medico si rivolge al giudice ordinario. La Corte d'Appello dà ragione al medico, limitando la clausola ai soli casi di interruzione anticipata del rapporto. La Cassazione ribalta la decisione: la clausola compromissoria ha una portata generale e copre ogni lite sulle prestazioni svolte, anche se sorte dopo la fine del mandato. Di conseguenza, la competenza spetta al collegio arbitrale dell'Ordine dei Medici.
Continua »
Compensazione delle spese di lite: la vittoria non si paga
Una società appaltatrice e un'impresa di costruzioni si scontrano sull'efficacia di una clausola compromissoria per lavori ferroviari. Gli arbitri si dichiarano incompetenti ma condannano l'impresa a pagare due terzi delle spese. La Corte d'appello riforma parzialmente la decisione disponendo la compensazione integrale delle spese. La Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale dell'impresa, stabilisce che la compensazione delle spese di lite, in assenza di soccombenza reciproca, richiede una motivazione esplicita su gravi ed eccezionali ragioni. Non basta un generico richiamo agli atti di causa. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova decisione sulle spese.
Continua »
Clausola compromissoria: il Tribunale batte l’arbitrato privato
I Committenti hanno citato in giudizio l'Impresa Appaltatrice e il Direttore dei Lavori per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da gravi vizi dell'opera edile. Il Tribunale si era dichiarato incompetente a causa di una clausola compromissoria inserita nel contratto di appalto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei Committenti, stabilendo che la clausola compromissoria binaria, valida solo tra committente e appaltatore, non può applicarsi quando nel processo è coinvolto un terzo, come il Direttore dei Lavori, che rappresenta un centro di interessi autonomo e contrapposto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale ordinario.
Continua »
Clausola compromissoria: ko la società pubblica di trasporti
Una società di trasporti ha chiesto al tribunale di annullare alcuni contratti di assistenza legale stipulati con un professionista, sostenendo la violazione delle regole sugli appalti pubblici. I contratti contenevano una clausola compromissoria che affidava le liti a un collegio arbitrale. Il tribunale ha dichiarato la propria incompetenza a favore degli arbitri. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, respingendo il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che la società opera come un soggetto privato sul mercato e che i servizi legali complessi non erano direttamente strumentali all'attività di trasporto. Di conseguenza, non si applicavano le norme pubbliche e la clausola compromissoria per arbitrato rituale inserita nei contratti rimane pienamente valida ed efficace, escludendo la competenza del giudice ordinario.
Continua »
Clausola compromissoria: Comune perde contro società del gas
Un Comune e una società di gestione del gas si scontrano sulla proprietà e sul valore degli impianti realizzati tra il 1970 e il 1995. La società avvia un arbitrato chiedendo il pagamento del valore industriale della rete, basandosi su una convenzione del 1995 che contiene una clausola compromissoria. Il Comune contesta la competenza degli arbitri e l'interpretazione del contratto. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Comune. I giudici confermano che sulla validità della clausola compromissoria si era già formato un giudicato definitivo e che non è possibile chiedere alla Cassazione di riesaminare i fatti o di reinterpretare il contratto se la motivazione dei giudici d'appello è logica e corretta. Vince la società di gestione.
Continua »
Clausola compromissoria valida: l’azienda perde e paga
Una società concessionaria ha impugnato il lodo arbitrale che aveva risolto il contratto di concessione in esclusiva per suo inadempimento, condannandola a risarcire i danni alla concedente. La concessionaria sosteneva che la clausola compromissoria non coprisse la risoluzione del contratto, ma solo lo scioglimento generico, e lamentava la mancata partecipazione del produttore dei macchinari al giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il termine scioglimento include la risoluzione per inadempimento e che il produttore era un soggetto terzo estraneo al contratto. La clausola compromissoria è stata quindi ritenuta pienamente operativa, confermando la condanna della concessionaria.
Continua »
Clausola compromissoria: quando il contratto supera lo statuto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del lodo arbitrale che condannava la Società di Produzione a restituire al Consorzio di Tutela oltre 128.000 euro per acconti ricevuti in eccedenza. La Suprema Corte ha chiarito che la controversia rientrava pienamente nella clausola compromissoria prevista dal contratto di mandato, respingendo la tesi secondo cui si applicasse lo Statuto consortile. Inoltre, i giudici hanno stabilito che l'eccezione di incompetenza degli arbitri deve essere sollevata obbligatoriamente durante il procedimento arbitrale e non può essere proposta per la prima volta in sede di impugnazione. Infine, l'azione di restituzione degli acconti contrattuali in eccesso mantiene natura contrattuale e non di semplice indebito oggettivo. Il ricorso della Società di Produzione è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Clausola compromissoria: Comune perde contro gestore idrico
Una società di gestione ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un Comune per il pagamento di crediti derivanti da un accordo di risoluzione contrattuale del 2008. Il Comune ha proposto opposizione, eccependo l'improcedibilità della domanda in forza di una clausola compromissoria contenuta nel precedente contratto originario del 2001. Il Tribunale ha rigettato l'eccezione, rilevando che il debito derivava dal nuovo accordo del 2008, privo di tale clausola. Il Comune ha quindi proposto regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la controversia riguarda il nuovo accordo e che il rifiuto di applicare la clausola compromissoria non costituisce una decisione sulla competenza, ma sull'improcedibilità, impugnabile solo con i mezzi ordinari. Il Comune perde la causa e viene condannato alle spese.
Continua »
Ricorso per revocazione: fallimento batte cessione d’azienda
Una società ha proposto un ricorso per revocazione contro una precedente decisione della Cassazione. La società sosteneva che la Corte avesse commesso un errore di fatto, ignorando che gli organi di un fallimento avessero esercitato la facoltà di mantenere in vita una concessione pubblica, poi trasferita alla società stessa tramite cessione di ramo d'azienda. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'errore revocatorio deve consistere in una svista materiale evidente e incontestabile dai documenti di causa. Nel caso specifico, la società non ha dimostrato l'esistenza di tale svista, né ha indicato i documenti precisi che provassero il fatto ignorato. Di conseguenza, resta confermato lo scioglimento automatico della concessione a causa del fallimento originario.
Continua »
Clausola compromissoria: l’arbitrato annulla la causa civile
Un Promissario Acquirente e un Promittente Venditore firmano un preliminare di compravendita immobiliare contenente una clausola compromissoria per devolvere le liti ad arbitri. A causa del mancato rogito, l'Acquirente cita il Venditore in tribunale chiedendo la risoluzione del contratto. Il Venditore eccepisce la presenza della clausola arbitrale e propone una domanda riconvenzionale di risarcimento. I giudici di merito accolgono la domanda dell'Acquirente, ritenendo la clausola inapplicabile e implicitamente rinunciata. La Cassazione ribalta la decisione: la clausola compromissoria copre anche le liti sull'esecuzione del contratto e la domanda riconvenzionale non costituisce rinuncia all'arbitrato. La Suprema Corte cassa senza rinvio la sentenza, stabilendo che la causa non poteva essere proposta davanti al giudice ordinario.
Continua »
Clausola compromissoria: il debito passa ma l’arbitrato no
Una società di manutenzione ha richiesto un decreto ingiuntivo contro un'azienda di trasporti per il pagamento di servizi di manutenzione di autobus, originariamente pattuiti con il Comune. L'azienda di trasporti si è opposta invocando la clausola compromissoria contenuta nel contratto originario. La Corte d'appello ha accolto l'eccezione, ritenendo che l'azienda fosse subentrata nel debito tramite espromissione. La Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la clausola compromissoria è un accordo autonomo rispetto al contratto principale. Di conseguenza, l'assunzione del debito da parte del terzo non comporta l'automatico trasferimento della clausola arbitrale, per la quale è sempre necessario un accordo scritto specifico tra il creditore e il terzo. La società di manutenzione ha quindi vinto il ricorso.
Continua »
Clausola compromissoria valida: i privati perdono contro la PA
Alcuni proprietari terrieri hanno contestato l'inerzia di una Provincia e di due Comuni nell'attuare un accordo preliminare per la realizzazione di un centro termale. Il Consiglio di Stato ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a causa della presenza di una clausola compromissoria nell'accordo. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso dei privati. La Suprema Corte ha stabilito che le attività contestate (deposito, pubblicazione e convocazione) hanno natura meramente esecutiva e strumentale, non implicando l'esercizio di poteri autoritativi pubblici. Di conseguenza, le posizioni giuridiche dei privati consistono in diritti soggettivi disponibili, rendendo pienamente valida ed efficace la clausola compromissoria per deferire la controversia ad arbitri privati.
Continua »
Lodo arbitrale: la lingua russa non blocca il pagamento italiano
L'Azienda Italiana ha impugnato il riconoscimento del lodo arbitrale straniero emesso a Mosca, che la condannava a pagare oltre 1,3 milioni di euro alla Società Estera. L'Azienda Italiana lamentava la violazione del diritto di difesa poiché le notifiche del procedimento erano in lingua russa e caratteri cirillici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, avendo le parti scelto un arbitrato amministrato, hanno implicitamente accettato il regolamento della camera arbitrale che prevede l'uso del russo. Inoltre, ignorare comunicazioni commerciali con intestazioni chiare in inglese costituisce grave negligenza e non una violazione del contraddittorio.
Continua »
Clausola compromissoria: i patti iniziali vincono sui nuovi atti
Una Società Concessionaria ha chiesto al Tribunale un decreto ingiuntivo contro un Comune per ottenere il pagamento di oltre 1,4 milioni di euro per servizi cimiteriali. Il Comune si è opposto, eccependo la presenza nel contratto originario di una clausola compromissoria che devolveva le controversie a un collegio arbitrale. La Società sosteneva che la clausola non si applicasse all'atto aggiuntivo successivo e che mancasse il previo tentativo di conciliazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Società, stabilendo che l'atto aggiuntivo costituisce un'integrazione dell'unico contratto originario e che la clausola compromissoria si applica pienamente. Di conseguenza, la competenza spetta agli arbitri privati e non al giudice ordinario.
Continua »