LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Clausola Compromissoria

Pagina 2 di 17

325 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Giurisdizione: TAR decide, Cassazione dichiara inammissibile il ricorso
Un Comune e una Società di servizi di igiene urbana si sono scontrati sulla revisione dei prezzi di un contratto. Dopo un lodo arbitrale che riconosceva il diritto alla revisione e diverse pronunce del TAR che annullavano atti comunali e affermavano la propria giurisdizione sulla materia, il Comune ha promosso un regolamento preventivo di giurisdizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha motivato che, avendo il TAR già deciso sulla propria competenza, non era più possibile sollevare la questione di giurisdizione in via preventiva. La decisione del giudice di merito sulla giurisdizione ha un effetto preclusivo.
Continua »
Responsabilità dell’amministratore: risarcimento e limiti arbitrali
Un co-amministratore di una società a responsabilità limitata ha costituito un'impresa concorrente e ha sottratto un appalto alla prima società, dichiarandone poi lo scioglimento unilaterale. La società danneggiata e l'altro amministratore hanno promosso un giudizio per ottenere il risarcimento dei danni da concorrenza sleale. La difesa dell'amministratore infedele ha eccepito la presenza nello statuto di una clausola arbitrale per le liti tra soci. La Corte di Cassazione ha confermato che la responsabilità dell'amministratore per condotte illecite non è bloccata dalla clausola compromissoria statutaria riferita ai soli soci. L'amministratore risponde dei danni causati dalla distrazione del contratto, mentre il giudizio torna in secondo grado unicamente per la corretta liquidazione delle spese legali.
Continua »
Clausola compromissoria nei servizi pubblici: quando è nulla
Un ente locale ha richiesto il pagamento di somme dovute da un'impresa concessionaria del servizio idrico in base a una convenzione stipulata nel 1993. La società privata si è opposta invocando una clausola compromissoria che devolveva la controversia ad arbitri privati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che nei contratti relativi a concessioni di pubblici servizi stipulati prima della riforma del 2000, la clausola compromissoria è nulla. La legge dell'epoca assegnava la materia in via esclusiva al giudice amministrativo senza possibilità di arbitrato. Le riforme successive non curano l'invalidità iniziale in mancanza di una legge retroattiva. Di conseguenza, la controversia torna davanti al giudice ordinario.
Continua »
Clausola compromissoria: quando una legge mai in vigore annulla l’arbitrato
Un Comune e un Automobile Club stipulano un accordo per la gestione dei parcheggi, includendo una clausola compromissoria per risolvere eventuali liti tramite arbitrato. Gli arbitri condannano il Comune al pagamento. Il Comune impugna il lodo, e la Corte d'Appello lo annulla, ritenendo la clausola compromissoria nulla per violazione di una norma che vietava tali patti alle pubbliche amministrazioni (Art. 3, comma 19, L. 244/2007). L'Automobile Club ricorre in Cassazione. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, accoglie il ricorso, affermando che la norma invocata dalla Corte d'Appello non era mai entrata in vigore. La sentenza viene cassata e rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Recesso socio cooperativa: il silenzio non blocca l’uscita del membro
Un socio di una cooperativa edilizia, dopo aver ottenuto l'alloggio e saldato i debiti, ha comunicato il suo **recesso socio cooperativa**. La cooperativa non ha mai risposto. La Corte d'Appello aveva negato il diritto di recesso, sostenendo la necessità di un'accettazione esplicita. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il recesso è un atto unilaterale recettizio. L'inerzia della cooperativa, che non ha risposto alla richiesta di **recesso socio cooperativa**, ha vanificato il diritto del socio. La Corte ha applicato il principio che una condizione si considera avverata se la parte interessata al suo mancato avveramento l'ha impedita. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Impugnazione del lodo arbitrale: confermato il rigetto al consorzio
Un consorzio ha richiesto a due società consorziate il pagamento di quote arretrate, mentre queste contestavano le delibere di approvazione dei bilanci e i criteri di ripartizione delle spese. Il collegio arbitrale ha rigettato le richieste economiche del consorzio per mancata prova dei criteri di calcolo e compensato le spese legali. Il consorzio ha promosso l'impugnazione del lodo arbitrale davanti alla Corte di Appello e successivamente in Cassazione, sostenendo l'esistenza di errori procedurali e violazioni normative. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: le contestazioni del consorzio miravano a ridiscutere il merito delle prove già valutate dagli arbitri e risultavano generiche. Il consorzio ha subito la condanna definitiva al pagamento delle spese legali del giudizio di legittimità.
Continua »
Arbitrato Irrituale: Lodo Conteso, Accordo Inatteso in Cassazione
Una controversia tra due aziende, nata da un contratto preliminare di cessione di azienda, ha portato a un lodo arbitrale per determinare il prezzo. L'Azienda Cessionaria ha cercato di rendere esecutivo il lodo, ma l'Azienda Cedente ha contestato, ottenendo la revoca del decreto di esecutorietà. La Corte d'Appello ha qualificato l'arbitrato come 'arbitrato irrituale', rendendo inapplicabile la procedura di esecutorietà diretta. La Cassazione, chiamata a decidere sull'impugnazione, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, riconoscendo che le parti avevano raggiunto un accordo transattivo e necessitavano di tempo per formalizzarlo, sospendendo di fatto la decisione sul merito della questione dell'arbitrato irrituale.
Continua »
Impugnazione Lodo Arbitrale: Cassazione Rinvia per Connessione
Un Cliente ha contestato l'operato di una Banca riguardo a contratti finanziari, avviando un arbitrato. Dopo un lodo parziale e uno definitivo, entrambi sfavorevoli al Cliente e confermati in appello, il Cliente ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha rilevato l'esistenza di un altro ricorso pendente, sempre del Cliente contro la Banca, relativo al lodo parziale. A causa della stretta connessione tra i due procedimenti di impugnazione lodo arbitrale, la Cassazione ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa di una possibile riunione dei ricorsi. Questo mira a garantire una trattazione unitaria e coerente.
Continua »
Impugnazione del lodo arbitrale: la Cassazione blocca il ricorso
Un'azienda italiana ha acquistato un macchinario industriale da una società estera riscontrando gravi vizi di funzionamento. La disputa è approdata davanti a un arbitro internazionale in forza di una clausola sottoscritta nel 2005. L'arbitro ha accolto le richieste dell'acquirente, respingendo l'eccezione di prescrizione della venditrice. La Corte d'Appello ha successivamente annullato la decisione arbitrale per violazione delle norme sulla prescrizione. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto d'appello, affermando che la disciplina applicabile per l'impugnazione del lodo arbitrale resta quella vigente al momento della firma della clausola. Nel 2005 la legge vietava la contestazione per violazione di norme sostanziali se le parti non l'avevano espressamente prevista. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso dell'azienda acquirente.
Continua »
Responsabilità professionale dell’avvocato: colpa senza danno
Un condominio ha citato in giudizio il proprio legale per far valere la responsabilità professionale dell'avvocato. Il professionista aveva redatto l'atto di opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto da un'impresa edile, omettendo poi di notificarlo e rendendo il debito definitivo. Il condominio ha chiesto il risarcimento dei danni. I giudici di merito hanno respinto la richiesta risarcitoria per mancanza di prove sul probabile esito favorevole dell'opposizione omessa. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. Il cliente deve dimostrare il nesso causale tra l'errore del difensore e il danno subito secondo il criterio del più probabile che non. La semplice negligenza dell'avvocato non genera un risarcimento automatico se la causa originaria era comunque destinata all'insuccesso.
Continua »
Giurisdizione arbitrale estera: la Cassazione ribalta la decisione
Un'Azienda italiana ha venduto un impianto a un'Azienda algerina, fornendo una garanzia bancaria. Dopo presunti difetti, l'Azienda algerina ha escusso la garanzia. L'Azienda italiana ha citato in giudizio l'Azienda algerina e la Banca italiana per contestare l'escussione e ottenere risarcimento. I giudici di merito avevano negato la giurisdizione italiana, ritenendo applicabile una clausola compromissoria per arbitrato estero. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **giurisdizione arbitrale estera** non può essere rilevata d'ufficio dal giudice se la parte interessata (l'Azienda algerina) è contumace. La decisione di ricorrere all'arbitrato deve sempre partire da una richiesta esplicita della parte.
Continua »
Lodo Arbitrale e Delibere Societarie: Quando l’Equità Cede al Diritto
Un socio e una società hanno impugnato un lodo arbitrale che aveva annullato una delibera del consiglio di amministrazione. La Corte d'Appello aveva ritenuto che gli arbitri avessero deciso secondo equità, escludendo la possibilità di sindacare errori di diritto. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso, stabilendo che l'impugnazione del lodo arbitrale per violazione di legge è sempre ammessa quando la controversia riguarda la validità di delibere societarie, anche se gli arbitri erano autorizzati a decidere secondo equità. Questo principio deriva dall'Art. 36 d.lgs. n. 5/2003, norma speciale che prevale su altre disposizioni. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Clausola compromissoria e ricorso al giudice: decide l’Italia
Una società proprietaria di un immobile e un aspirante acquirente avviano trattative stipulando un accordo di riservatezza regolato dalla legge italiana. L'acquirente inserisce a mano nel testo una clausola compromissoria per affidare le controversie a una camera arbitrale estera. Interrotte le trattative, l'acquirente chiede la restituzione del deposito cauzionale azionando un decreto ingiuntivo dinanzi al Tribunale italiano. La società venditrice si oppone e invoca la clausola compromissoria solo in fase di opposizione, eccependo il difetto di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabiliscono che il ricorso al giudice ordinario da parte dell'acquirente ha revocato tacitamente la proposta di arbitrato. Di conseguenza, la tardiva accettazione della società non produce effetti e la giurisdizione spetta al giudice italiano.
Continua »
Clausola compromissoria e titolo esecutivo nel rogito
Un venditore cede le proprie quote societarie mediante rogito notarile. La società acquirente omette il pagamento del prezzo pattuito. Il venditore notifica un atto di precetto per procedere all'esecuzione forzata direttamente sulla base dell'atto pubblico. L'acquirente propone opposizione sostenendo che la clausola arbitrale impedisca l'uso del rogito come titolo esecutivo, imponendo il previo giudizio arbitrale. La Corte di Cassazione risolve il contrasto tra clausola compromissoria e titolo esecutivo accogliendo il ricorso del venditore. La Suprema Corte stabilisce che l'accordo arbitrale non priva automaticamente l'atto notarile della sua efficacia esecutiva e non costituisce una rinuncia all'azione forzata. Il creditore può legittimamente avviare il pignoramento senza attendere la pronuncia di un lodo arbitrale.
Continua »
Regolamento preventivo di giurisdizione: Socio vs Cooperativa Edilizia
Un ex socio di una cooperativa edilizia ha avviato una causa civile per ottenere la liquidazione della sua quota e la restituzione delle somme versate, chiedendo anche la nullità di alcune convenzioni urbanistiche. Per risolvere il dubbio sulla competenza del giudice, ha proposto un **regolamento preventivo di giurisdizione** alla Corte di Cassazione. La Corte ha chiarito che il regolamento è ammissibile anche se la giurisdizione non è contestata, purché esista un dubbio oggettivo. Ha stabilito che la controversia riguarda diritti patrimoniali derivanti dal rapporto societario, e la questione delle convenzioni urbanistiche è solo incidentale. La giurisdizione spetta al giudice ordinario.
Continua »
Silenzio contrattuale: La Cassazione conferma il riconoscimento lodo arbitrale straniero
Una società venditrice ha ottenuto un lodo arbitrale inglese contro una società acquirente per inadempimento contrattuale relativo a una fornitura di granoturco. L'acquirente negava l'esistenza del contratto e della clausola compromissoria, sostenendo che il silenzio non valesse come accettazione e che il lodo fosse contrario all'ordine pubblico italiano. La Corte di Cassazione ha confermato il **riconoscimento lodo arbitrale straniero**, ribadendo che il controllo giudiziale si limita alla parte dispositiva dell'atto e non al merito. Ha stabilito che la validità della clausola arbitrale, anche se firmata da un mediatore, va valutata secondo la legge scelta dalle parti (inglese), e che tale principio non viola l'ordine pubblico italiano.
Continua »
Clausola compromissoria: esclusione socio valida, ricorso inammissibile
Un socio è stato escluso da una società e ha impugnato la delibera. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improponibile a causa di una clausola compromissoria nello statuto, che prevedeva l'arbitrato per le controversie sociali. La Corte d'Appello ha confermato. Il Socio Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicazione della clausola compromissoria e l'esclusione socio. La Cassazione ha chiarito che la delibera di esclusione rientra nell'attività sociale e non è automaticamente devoluta agli arbitri, ma ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso del socio per vizi procedurali, rigettando le sue pretese e condannandolo alle spese.
Continua »
Clausola compromissoria cooperativa edilizia: decide il giudice
Un socio recede da una cooperativa edilizia e richiede la restituzione degli acconti versati per la costruzione del futuro alloggio. Il Tribunale annulla il decreto ingiuntivo del socio, ritenendo competente il collegio arbitrale in base allo statuto. Il socio propone ricorso per regolamento di competenza in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e stabilisce che la clausola compromissoria cooperativa edilizia presente nello statuto si applica soltanto alle liti sul rapporto associativo. La richiesta di rimborso degli acconti riguarda invece un distinto rapporto di scambio. Di conseguenza, la competenza spetta al giudice ordinario e non agli arbitri. La Cassazione cassa la sentenza e rinvia la causa al Tribunale civile per il prosieguo del giudizio.
Continua »
Accertamento del passivo fallimentare batte le pretese arbitrali
Una società controllante e la sua controllata avevano adottato il regime del consolidato fiscale. La controllata vantava un credito di rimborso IRES dall'Agenzia delle Entrate, formalmente gestito dalla controllante. Successivamente, la società controllante è stata dichiarata fallita. La controllata ha avviato un arbitrato privato per ottenere la condanna della curatela al versamento diretto delle somme rimborsate. Gli arbitri hanno accolto la domanda, ma la Corte d'Appello ha annullato il lodo. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento. Qualsiasi richiesta di credito o di condanna economica nei confronti di un soggetto insolvente rientra nell'esclusivo accertamento del passivo fallimentare dinanzi al giudice delegato, paralizzando le pretese in sede arbitrale.
Continua »
Riconoscimento della sentenza straniera e diritto di difesa leso
Una società estera ha richiesto in Italia il riconoscimento della sentenza straniera emessa in Bielorussia con cui una società italiana era stata condannata al pagamento di 500.000 euro. Durante il processo estero, il giudice straniero ha svolto l'udienza preliminare e, novanta minuti dopo, ha tenuto l'udienza decisiva di merito senza notificare l'avviso alla società italiana assente, la quale aveva inviato soltanto difese scritte per eccepire un difetto di giurisdizione. La comunicazione della nuova udienza e la sentenza sono giunte alla società italiana solo cinque giorni dopo la decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società estera, negando il riconoscimento della sentenza straniera in Italia. La trattazione immediata del merito in assenza della parte esclude la possibilità di difendersi e viola l'ordine pubblico processuale.
Continua »