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Cessione In Blocco

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122 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessione crediti in blocco: l’onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito i principi sull'onere della prova nella cessione crediti in blocco. Nel caso esaminato, alcuni garanti si erano opposti a un decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo alla società cessionaria, se il debitore contesta tale titolarità. Spetta al cessionario fornire la prova documentale che lo specifico credito è stato incluso nell'operazione di cessione. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Titolarità del credito: non basta la Gazzetta Ufficiale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34868/2024, ha stabilito che nella cessione di crediti in blocco, la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito da parte del cessionario. Tale pubblicazione ha solo un valore indiziario, e spetta sempre al cessionario l'onere di provare, con ulteriori elementi, che lo specifico credito contestato era effettivamente incluso nell'operazione di cessione. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva esonerato la società cessionaria da tale prova.
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Cessione in blocco: prova e oneri del cessionario
Un garante ha presentato ricorso alla Suprema Corte, contestando la validità di una cessione in blocco di crediti utilizzata per legittimare il nuovo creditore. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prova di una cessione in blocco può essere stabilita attraverso una combinazione di elementi, inclusa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la condotta processuale del creditore originario, senza richiedere necessariamente il deposito del contratto di cessione stesso.
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Reclamo contro omologa: la Cassazione decide
Una coppia di debitori ottiene l'approvazione (omologa) di un accordo di composizione della crisi. Tuttavia, alcuni creditori, tra cui un ente comunale e diverse società finanziarie, presentano reclamo sostenendo l'irregolarità della procedura e la non convenienza dell'accordo. Il Tribunale accoglie i reclami e annulla l'omologa. La coppia ricorre in Cassazione, ma la Suprema Corte rigetta il ricorso. La sentenza chiarisce punti fondamentali sul reclamo contro omologa: i termini per l'impugnazione per i creditori non notificati, il potere del giudice di valutare la convenienza dell'accordo rispetto all'alternativa liquidatoria e l'onere della prova per i cessionari di crediti in blocco. La Corte conferma che la procedura di sovraindebitamento deve garantire un'equa soddisfazione per tutti i creditori, non solo per quelli aderenti.
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Cessione in blocco: limiti all’esclusione crediti
Una società contesta la titolarità di un credito trasferito tramite cessione in blocco, sostenendo che fosse escluso da una clausola contrattuale per via di una lite in corso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce che l'interpretazione di una clausola, se motivata logicamente, non può essere riesaminata in sede di legittimità, e che un'opposizione a decreto ingiuntivo non rientra automaticamente tra le 'azioni promosse dal debitore' che determinano l'esclusione dalla cessione.
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Cessione crediti in blocco: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una cessione crediti in blocco, la società acquirente (cessionaria) ha l'onere di provare l'effettiva inclusione del singolo credito conteso all'interno dell'operazione. La sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a soddisfare tale onere probatorio, specialmente se la controparte contesta la titolarità del credito. Nel caso di specie, una società di recupero crediti aveva proposto appello senza riuscire a dimostrare la catena di cessioni che la collegava al creditore originario. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che chi agisce come successore deve fornire la prova documentale della propria legittimazione.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: onere della prova
Un debitore propone opposizione a decreto ingiuntivo, lamentando la mancata prova del credito e della sua cessione. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che nell'opposizione a decreto ingiuntivo il creditore è attore sostanziale, ma il debitore non può limitarsi a contestazioni generiche. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è ritenuta prova sufficiente della cessione in blocco.
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Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Cessione in blocco: la Cassazione sulla prova
Un debitore ha impugnato una sentenza relativa a due mutui, contestando la titolarità del credito in capo alla società cessionaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in una cessione in blocco, la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la legittimazione del cessionario, soprattutto se il debitore non ha contestato tale qualità nei precedenti gradi di giudizio.
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Cessione in blocco: onere della prova del cessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23852/2025, ha rigettato il ricorso di una società di gestione crediti, confermando che in una cessione in blocco, l'onere della prova sull'inclusione di un credito specifico nel perimetro della cessione grava sul cessionario. La mera pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la titolarità del diritto, specialmente se il debitore contesta l'esistenza del contratto o l'appartenenza del credito all'operazione. La Corte ha ribadito che spetta a chi agisce in giudizio, affermandosi successore a titolo particolare, fornire la prova documentale della propria legittimazione sostanziale.
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Prova titolarità credito: onere del cessionario
Una società di cartolarizzazione non ha fornito un'adeguata prova della titolarità del credito dopo una cessione in blocco. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova grava interamente sul cessionario, specialmente quando il credito specifico è contestato e non chiaramente identificabile negli avvisi pubblici della cessione. Il semplice possesso dei documenti del prestito è stato ritenuto insufficiente.
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Prova cessione crediti: la Cassazione chiarisce
Una società cessionaria di crediti ha agito contro un fallimento per l'ammissione al passivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non costituisce prova della cessione dei crediti. Se il debitore contesta l'esistenza del contratto, il cessionario deve fornire la prova documentale dell'atto di cessione stesso per dimostrare la propria titolarità.
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Cessione crediti: Gazzetta Ufficiale non basta
Una società cessionaria di crediti in blocco ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione sulla Gazzetta Ufficiale non è una prova sufficiente per dimostrare la titolarità di uno specifico credito quando questa viene contestata dalla curatela. È necessario fornire la prova documentale, come il contratto di cessione, che attesti l'inclusione del singolo credito nell'operazione. La Corte ha inoltre parzialmente accolto un ricorso incidentale del fallimento riguardante la liquidazione delle spese legali.
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Prova cessione in blocco: i limiti della Gazzetta
Una società creditrice, divenuta tale a seguito di una cessione in blocco, si è vista escludere il proprio credito dal passivo di un fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la decisione del tribunale. La ragione risiede nella tardiva produzione di documenti e nell'insufficienza della sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a fornire la prova della cessione in blocco, specialmente quando la stessa esistenza del trasferimento del credito è contestata.
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Prova della cessione: onere e limiti in Cassazione
Una società cessionaria di crediti in blocco si è vista rigettare la domanda di ammissione al passivo di un fallimento. Il Tribunale ha ritenuto insufficiente la prova della cessione dello specifico credito vantato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la valutazione del materiale probatorio è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, se non per vizi gravissimi di motivazione, qui non riscontrati.
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Prova cessione crediti: la Gazzetta Ufficiale non basta
Una società veicolo non è riuscita a fornire la prova della cessione di crediti in una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha confermato che la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale ha valore indiziario e non è sufficiente quando viene contestata l'esistenza stessa del contratto di cessione, dichiarando inammissibile il ricorso.
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Cessione in blocco: prova e legittimazione del creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si pronuncia sulla prova richiesta al creditore in caso di cessione in blocco per dimostrare la propria legittimazione ad agire. Viene chiarito che, sebbene la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non sia sufficiente a provare l'esistenza del contratto di cessione qualora contestata, il trasferimento del credito può essere dimostrato tramite un complesso di elementi indiziari, come dichiarazioni della banca cedente e notifiche al debitore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del debitore, confermando che la valutazione delle prove è di competenza del giudice di merito.
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Prova cessione crediti: la Cassazione chiarisce
Un garante si opponeva a una richiesta di pagamento da parte di una società cessionaria. La Corte d'Appello aveva negato la legittimità della società, richiedendo il contratto di cessione come unica prova. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo le regole sulla prova cessione crediti: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale può essere sufficiente se contiene criteri specifici per identificare il credito e se l'esistenza del contratto di cessione non è contestata. La Cassazione ha inoltre accolto il ricorso del garante per omissione di pronuncia, rinviando il caso per un nuovo esame completo.
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Credito ipotecario e confisca: la buona fede si eredita
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la tutela a un credito ipotecario vantato da una banca su un immobile confiscato. Il credito era stato acquisito dalla banca dopo la trascrizione del sequestro. La Corte ha stabilito che il requisito fondamentale è l'anteriorità della costituzione del credito e la buona fede del creditore originario, non il momento della cessione. La buona fede del primo creditore si trasferisce al cessionario, anche in caso di cessione in blocco, il quale può farla valere per tutelare le proprie ragioni creditorie.
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Cessione in blocco: prova e legittimazione passiva
Il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione a un atto di precetto, stabilendo che la prova di una cessione in blocco può essere fornita tramite la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e un'attestazione della banca cedente. La sentenza chiarisce inoltre che il socio unico di una società cancellata dal registro delle imprese succede nei debiti sociali, confermando la sua legittimazione passiva nell'azione esecutiva.
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