LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Cessione In Blocco

122 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Operazione con cui una banca trasferisce un intero pacchetto di crediti a un altro soggetto in un'unica soluzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione Crediti in Blocco: Quando la Prova Titolarità Credito non Basta
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso cruciale sulla **prova titolarità credito** in contesti di cessione in blocco. Una Società in Fallimento ha contestato la pretesa di un Gestore Crediti, sostenendo che l'avviso in Gazzetta Ufficiale non bastasse a dimostrare che il suo debito specifico fosse incluso in una delle tre cessioni identiche avvenute lo stesso giorno. Il Tribunale aveva inizialmente accettato la prova generica. La Cassazione ha stabilito che, in presenza di cessioni multiple e identiche, il Gestore Crediti deve fornire prove più specifiche per identificare senza incertezza il credito. La sentenza ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Azione revocatoria: inefficace la casa venduta alla moglie
Un garante societario ha venduto alla moglie la propria quota del 50% della casa coniugale con accollo del mutuo residuo. L'operazione mirava a sottrarre l'immobile all'esecuzione forzata dopo l'insorgenza dei debiti aziendali. La società cessionaria del credito bancario ha promosso l'azione revocatoria per dichiarare l'atto inefficace. La Corte d'Appello ha accolto la domanda revocatoria accertando il prezzo irrisorio dell'immobile e la piena consapevolezza della moglie circa la situazione debitoria del marito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della moglie confermando la piena legittimazione della società cessionaria e la validità delle presunzioni familiari utilizzate per provare il pregiudizio ai danni del creditore.
Continua »
Confisca antimafia e buona fede del terzo creditore: stop ai crediti
Una società veicolo, istituita dall'autorità bancaria per gestire i crediti deteriorati, ha chiesto l'ammissione allo stato passivo di un'azienda confiscata alla criminalità organizzata per riscuotere canoni di leasing non pagati. Il giudice ha respinto la domanda a causa dell'assenza di incolpevolezza al momento della nascita del credito. La società cessionaria ha fatto ricorso sostenendo l'impossibilità di verificare la condotta della banca cedente. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il passaggio del credito non elimina il vizio genetico originale. La buona fede del terzo creditore deve sussistere al momento della stipula del contratto iniziale e non può essere sanata da un successivo trasferimento autoritativo del rapporto debitorio.
Continua »
Azione revocatoria: vendita beni e tutela creditori
Il Tribunale ha accolto l'azione revocatoria promossa da una società creditrice contro un garante che ha alienato la propria quota di un terreno alla moglie dopo la separazione. La sentenza conferma che la conversione di immobili in denaro facilita la dispersione del patrimonio, integrando il pregiudizio per il creditore bancario.
Continua »
Opposizione allo stato passivo: cessionario e limiti di difesa
Una banca ha chiesto l'ammissione al passivo di una società fallita per un credito derivante da mutuo ipotecario. Successivamente, la banca ha ceduto il credito in blocco a una società veicolo. A causa del trasferimento del credito, il giudice delegato ha escluso la banca dallo stato passivo per sopravvenuta carenza di titolarità. La società cessionaria ha quindi proposto opposizione allo stato passivo, sostenendo che il tribunale avrebbe dovuto comunque ammettere la banca cedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della cessionaria. I giudici hanno chiarito che il nuovo titolare del credito non può agire in giudizio per chiedere l'ammissione del vecchio creditore, poiché le posizioni e le legittimazioni processuali restano rigorosamente distinte e ciascuna parte deve tutelare unicamente il proprio diritto.
Continua »
Cessione del credito bancario: l’onere della prova
Il Tribunale ha accolto l'opposizione a un decreto ingiuntivo, revocandolo per difetto di legittimazione attiva della società creditrice. La decisione si fonda sull'incapacità della banca di dimostrare che lo specifico contratto di finanziamento fosse incluso nell'operazione di cessione del credito bancario in blocco. La semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è stata ritenuta sufficiente a causa della genericità dei criteri di eleggibilità e della mancanza di documentazione integrativa idonea.
Continua »
Cessione dei crediti in blocco: basta la Gazzetta Ufficiale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società utilizzatrice di beni in leasing che contestava la legittimazione di una società veicolo subentrata nel recupero del credito. La ricorrente lamentava la mancata prova della cessione dei crediti in blocco, ritenendo insufficiente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Suprema Corte ha chiarito che l'avviso in Gazzetta Ufficiale, se contiene indicazioni precise sulle caratteristiche dei crediti trasferiti (come la classificazione in sofferenza in un determinato arco temporale), costituisce prova idonea dell'inclusione dello specifico credito nella cessione, qualora l'esistenza del contratto non sia stata tempestivamente e specificamente contestata. Dichiarato inammissibile il secondo motivo sulla clausola risolutiva, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese.
Continua »
Cessione dei crediti in blocco: ko la banca senza prove certe
Una società di gestione crediti ha agito per il recupero di un saldo passivo di conto corrente, sostenendo di averlo acquistato tramite una cessione dei crediti in blocco da una banca. La debitrice ha contestato la titolarità del credito in capo alla società. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società finanziaria. I giudici hanno chiarito che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della cessione dei crediti in blocco è sufficiente solo se il credito specifico rientra chiaramente nelle categorie cedute. Nel caso specifico, il debito derivava da un conto corrente non affidato, mentre la cessione riguardava solo finanziamenti ipotecari o chirografari. Di conseguenza, la società non ha dimostrato di essere la reale proprietaria del credito. La società finanziaria è stata condannata anche al pagamento di una sanzione per lite temeraria.
Continua »
Cessione dei crediti in blocco: il trust non salva il debitore
Un istituto bancario ha promosso un'azione revocatoria contro Il Debitore, che aveva trasferito i propri immobili in un trust dopo aver prestato una fideiussione. Nel giudizio è intervenuta L'Azienda Cessionaria, che ha acquistato il credito tramite una cessione dei crediti in blocco. Il Debitore ha contestato la titolarità del credito in capo alla cessionaria, sostenendo la mancata prova dell'inclusione del suo debito specifico nel pacchetto ceduto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Debitore, confermando che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'avviso di cessione per categorie, unita alla mancata contestazione specifica del debitore sulla sua classificazione a sofferenza, è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito. Il Debitore perde la causa e viene condannato alle spese e a sanzioni per lite temeraria.
Continua »
Cessione dei crediti in blocco: no a decisioni a sorpresa
Una banca ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società debitrice e i suoi fideiussori. Successivamente, una società veicolo è intervenuta nel giudizio affermando di aver acquistato il credito tramite una cessione dei crediti in blocco. La Corte d'Appello ha negato la legittimazione della cessionaria, ritenendo non provata l'inclusione dello specifico credito nella cessione, accogliendo un'eccezione sollevata dai debitori solo nella comparsa conclusionale. La Cassazione ha annullato la sentenza: sebbene il giudice possa rilevare d'ufficio il difetto di legittimazione, trattandosi di una questione mista di fatto e di diritto, avrebbe dovuto obbligatoriamente sottoporre la questione al contraddittorio delle parti, concedendo termini per difendersi. La cessionaria vince il ricorso e la causa torna in appello.
Continua »
Ammortamento alla francese: debitori ko contro il recupero crediti
I debitori si opponevano al precetto notificato dalla Cessionaria del Credito per il mancato pagamento di due mutui. Tra i vari motivi, i debitori contestavano la legittimità del piano di ammortamento alla francese, ritenendo che producesse anatocismo e interessi usurari, e la prova della titolarità del credito ceduto in blocco. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei debitori. I giudici hanno chiarito che l'ammortamento alla francese a tasso variabile non comporta alcuna capitalizzazione composta degli interessi, poiché la quota interessi di ogni rata si calcola sul solo capitale residuo. Inoltre, la Cassazione ha accolto il ricorso incidentale della Cessionaria: la contestazione sulla titolarità del credito era preclusa dal giudicato interno, non essendo stata impugnata in appello. I debitori perdono la causa e devono pagare il debito e le spese legali.
Continua »
Clausola anatocistica valida anche con tassi sproporzionati
Un'azienda e il suo garante si oppongono al decreto ingiuntivo di una banca per debiti su conti correnti e finanziamenti. La Corte d'Appello riduce il debito ma conferma la validità dei contratti. I debitori ricorrono in Cassazione contestando, tra l'altro, la validità della clausola anatocistica per via della sproporzione tra tassi attivi (0,25%) e passivi. La Suprema Corte respinge il ricorso, confermando che la clausola anatocistica è valida se rispetta la stessa periodicità di capitalizzazione per interessi attivi e passivi, a prescindere dal divario economico tra i tassi. Viene inoltre dichiarata estinta la causa per un secondo garante che ha transatto la lite.
Continua »
Cessione di crediti in blocco: sì alla Gazzetta, no a elenchi
Una società creditrice ha chiesto il fallimento di una società debitrice per un debito derivante da uno scoperto di conto corrente. La creditrice aveva acquistato questo credito tramite un'operazione di cessione di crediti in blocco da una banca. La Corte d'Appello aveva revocato il fallimento, ritenendo che la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non provasse il trasferimento dello specifico credito. La Cassazione ha invece accolto il ricorso della creditrice e della curatela fallimentare. La Corte ha stabilito che, in caso di cessione di crediti in blocco, l'avviso in Gazzetta Ufficiale che indica le categorie dei crediti ceduti è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito. Spetta al giudice verificare se il singolo credito rientri in tali categorie, senza pretendere la produzione del contratto scritto o di un elenco dettagliato.
Continua »
Cessione del credito: la banca pignora ma non è più proprietaria
Una società debitrice si è opposta a tre pignoramenti immobiliari avviati da una banca nel 2002. La debitrice sosteneva che la banca non avesse il potere di agire, poiché i debiti erano stati oggetto di una cessione del credito in blocco a favore di un altro soggetto già nel 1999. La Corte d'Appello aveva ritenuto valido l'avvio delle esecuzioni, ipotizzando un mandato implicito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della debitrice. I giudici hanno stabilito che, dopo la cessione del credito, la banca originaria non può avviare un pignoramento in nome proprio senza dimostrare una procura scritta e senza dichiarare espressamente di agire per conto del nuovo creditore. La sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Simulazione della compravendita: finta vendita tra parenti nulla
Una banca ha contestato la vendita di un immobile tra madre e figlia, ritenendola una donazione fittizia per sottrarre il bene ai creditori. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dichiarato la nullità dell'atto per vizio di forma, ritenendo provata la simulazione della compravendita tramite indizi come il prezzo irrisorio e la mancanza di prove sul pagamento. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso delle parti. La Corte ha chiarito che, di fronte a indizi precisi forniti dal creditore, spetta all'acquirente dimostrare l'effettivo versamento del prezzo. Inoltre, le dichiarazioni di avvenuto pagamento inserite nel rogito notarile non hanno valore vincolante per i terzi creditori estranei all'atto.
Continua »
Cessione dei crediti in blocco: il link web non basta
Una debitrice ha ceduto i propri immobili in cambio di un vitalizio di mantenimento. Una banca e i successivi acquirenti del credito hanno promosso un'azione revocatoria per rendere inefficace la cessione. La debitrice ha contestato la legittimazione delle società cessionarie, sostenendo che non vi fosse prova del trasferimento del suo specifico debito. La Corte d'Appello ha ritenuto sufficiente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale contenente un link ipertestuale. La Cassazione ha accolto il ricorso della debitrice, stabilendo che la cessione dei crediti in blocco richiede la prova certa dell'inclusione del singolo credito. Un semplice link a codici identificativi non basta, poiché richiede uno sforzo inesigibile per il debitore. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Decadenza della fideiussione: la banca inerte perde il credito
Il Fideiussore ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dalla Società di Cartolarizzazione per il pagamento di un finanziamento non rimborsato dal debitore principale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del garante, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non prova da sola la cessione del singolo credito se contestata. Inoltre, la Corte ha chiarito che la clausola di deroga all'articolo 1957 del codice civile ha carattere abusivo nei contratti con i consumatori, determinando la decadenza della fideiussione se il creditore rimane inerte per anni. Non basta inviare una diffida stragiudiziale; il creditore deve coltivare l'azione con costante diligenza per non gravare ingiustamente sul garante. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Ricorso per revocazione: quando la svista non è un errore
I Fideiussori di una società debitrice hanno proposto un ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. I ricorrenti lamentavano che la Corte avesse commesso un errore di fatto nel ritenere provata la cessione del credito bancario e il relativo contratto di gestione (servicing). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errore revocatorio deve consistere in una pura svista materiale immediatamente rilevabile dagli atti, e non in una contestazione sulla valutazione delle prove effettuata dal giudice. Di conseguenza, la decisione precedente è stata confermata e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Cessione del credito in blocco: prova e legittimazione
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato la validità di una cessione del credito in blocco all'interno di una controversia bancaria. La sentenza chiarisce che la notifica al debitore non influisce sulla titolarità del credito ma solo sull'efficacia liberatoria dei pagamenti, e ribadisce l'onere probatorio a carico del mutuatario per dimostrare l'estinzione del debito.
Continua »
Fideiussione leasing: calcolo penale e validità
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di fideiussione leasing in cui un garante contestava la validità della garanzia per presunte violazioni antitrust (schema ABI) e l'importo del debito richiesto. La Corte ha confermato la validità della garanzia, ma ha drasticamente ridotto l'importo della penale per la risoluzione del contratto, applicando per analogia l'art. 1526 c.c. anziché la legge del 2017, non ritenuta retroattiva.
Continua »