Un lavoratore, dopo aver ottenuto dal giudice la reintegra nel suo posto di lavoro a Napoli a seguito di una cessione di ramo d'azienda dichiarata nulla, viene immediatamente trasferito dall'azienda a Milano. La società giustifica la decisione con motivazioni organizzative, come la digitalizzazione e la soppressione di alcune mansioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento del lavoratore dopo reintegra è illegittimo. L'azienda non ha fornito prove sufficienti a dimostrare le reali ed effettive ragioni tecniche, organizzative e produttive necessarie per legge. L'ordine di reintegra deve essere eseguito ripristinando la situazione lavorativa precedente, e ogni successiva modifica, come un trasferimento, deve essere rigorosamente giustificata.
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