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Cessione Del Contratto Preliminare

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione del contratto preliminare: banca sconfitta
Una banca creditrice, titolare di ipoteca iscritta nel 2014 su un immobile, contestava la priorità di riparto assegnata a una società cessionaria. Quest'ultima era subentrata nel 2014 in un contratto preliminare originariamente stipulato e trascritto nel 2012 da un altro soggetto. La banca sosteneva che la cessione del contratto preliminare costituisse un nuovo accordo, facendo perdere gli effetti della prima trascrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, stabilendo che la cessione del contratto preliminare non comporta novazione ma una semplice successione nel rapporto, conservando gli effetti prenotativi della trascrizione del 2012. Inoltre, la Corte ha chiarito che le contestazioni sulla collocazione privilegiata del credito dovevano essere sollevate in sede di ammissione al passivo e non durante il riparto dell'attivo.
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Cessione Contratto Preliminare: Senza Consenso Scritto è Invalida
Un promissario acquirente firma un contratto preliminare per un box auto e versa una caparra. La società venditrice conferisce l'immobile in un fondo di investimento gestito da una nuova società. L'acquirente, non essendo stato stipulato il rogito, chiede la restituzione del doppio della caparra alla nuova società. La Cassazione stabilisce che la semplice operazione finanziaria non comporta un trasferimento automatico degli obblighi. La cessione del contratto preliminare immobiliare, infatti, richiede il consenso scritto del promissario acquirente. In assenza di tale consenso, la nuova società non ha alcuna responsabilità e l'acquirente perde la causa contro di essa.
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Cessione del contratto preliminare: la guida completa
Una società di sviluppo immobiliare aveva ceduto a un fondo di investimento una serie di contratti preliminari di compravendita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale sulla cessione del contratto preliminare: la stipula del contratto definitivo tra il promissario acquirente (contraente ceduto) e il nuovo soggetto (cessionario) costituisce una prova valida e sufficiente dell'accettazione della cessione. Essendo il contratto definitivo redatto per iscritto, esso soddisfa il requisito di forma richiesto, assorbendo la necessità di un'accettazione scritta separata. Di conseguenza, la Corte ha respinto il ricorso della società cedente che chiedeva la restituzione delle caparre relative ai contratti per cui era stato stipulato l'atto definitivo.
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Cessione contratto preliminare: quando è valida?
Un soggetto subentra come venditore in un preliminare di compravendita immobiliare e si rifiuta di stipulare il definitivo. La Cassazione, con l'ordinanza 18911/2024, conferma il trasferimento coattivo del bene, chiarendo che la cessione del contratto preliminare è valida anche se il promissario acquirente ha già saldato il prezzo. L'obbligo principale che persiste, infatti, è quello di prestare il consenso al rogito definitivo.
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Cessione del contratto preliminare: chi agisce in giudizio?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla cessione del contratto preliminare avvenuta durante una causa. Con la sentenza in esame, i giudici hanno stabilito che, anche se il promissario acquirente cede i suoi diritti a un terzo, mantiene la legittimazione a proseguire l'azione legale per l'adempimento del contratto (ex art. 2932 c.c.). La Corte ha rigettato il ricorso dei promittenti venditori, confermando che la successione nel diritto controverso non estingue la posizione processuale della parte originaria, secondo quanto previsto dall'art. 111 c.p.c.
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