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Cessazione Della Materia Del Contendere

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2463 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Società a ristretta base sociale: utili neri presunti ai soci
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di gestione di apparecchi da gioco ricavi non dichiarati per oltre mezzo milione di euro. L'Ufficio ha esteso l'accertamento ai quattro soci, applicando la presunzione di distribuzione degli utili non registrati. La verifica fiscale si basava sui dati telematici ufficiali trasmessi dai Monopoli di Stato, i quali superavano i compensi formalmente certificati. Due soci hanno definito la propria posizione tramite sanatoria fiscale, estinguendo la vertenza. La società e gli altri soci hanno contestato l'uso delle presunzioni e la mancata considerazione degli accordi privati con gli esercenti dei locali. I giudici hanno confermato la legittimità della pretesa erariale, ribadendo che in presenza di una società a ristretta base sociale i maggiori utili si presumono ripartiti tra i soci.
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Definizione agevolata delle liti: stop al debito e processo chiuso
La vicenda nasce dalla contestazione dell'Agenzia delle Entrate contro La Contribuente per la decadenza dai benefici fiscali prima casa, con richiesta di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. Dopo la vittoria dell'amministrazione nel giudizio di appello, la cittadina ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando integralmente le somme previste dalla legge e depositando la ricevuta di pagamento. A fronte dell'avvenuto saldo del debito concordato, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre confermato che le spese processuali restano a carico di chi le ha sostenute e hanno escluso la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della controversia: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente un maggior reddito di partecipazione societario per l'anno d'imposta 2003. Dopo le pronunce favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della controversia. L'ufficio tributario non ha respinto la richiesta nei termini e nessuna delle parti ha depositato l'istanza per proseguire la causa. La Suprema Corte ha verificato il rispetto di tutti i requisiti di legge e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese legali del processo sono rimaste a carico della parte che le aveva già anticipate.
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Definizione agevolata: lite fiscale chiusa e debito estinto
Un contribuente impugna una cartella di pagamento IRPEF derivante da un precedente giudizio estinto. I giudici tributari respingono il ricorso sia in primo sia in secondo grado. L'interessato propone quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente aderisce alla definizione agevolata dei carichi pendenti e versa per intero le somme dovute. Successivamente deposita la prova dei pagamenti e chiede di dichiarare conclusa la controversia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere per via dell'integrale pagamento del debito rottamato. Ciascuna parte sopporta le spese sostenute e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Lite col Fisco: la definizione agevolata della lite chiude la causa
Una contribuente e l'ente di riscossione hanno intrapreso una complessa controversia tributaria giunta fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto di accedere alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge. Entrambe le parti hanno depositato memorie scritte confermando l'accordo e chiedendo la chiusura del contenzioso. I giudici hanno preso atto della concorde volontà e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento giudiziario, disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza di secondo grado favorevole a una contribuente, relativa a un atto impositivo per maggior reddito di partecipazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della normativa fiscale vigente. L'amministrazione finanziaria non ha respinto l'istanza nei termini di legge e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione della causa. La Suprema Corte ha accertato la regolarità della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese giudiziali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza favorevole ottenuta da una contribuente in merito a plurimi avvisi di liquidazione. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di sanatoria pagando gli importi previsti dalla legge. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme dovute e ha chiesto ai giudici di chiudere la causa. La Corte di Cassazione ha accertato il perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata della lite comporta la compensazione delle spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della lite tributaria: estinto il ricorso
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società e a un ente territoriale una complessa operazione societaria, riqualificando il conferimento di ramo d'azienda e la successiva cessione di quote come un'unica cessione d'azienda soggetta a imposta di registro proporzionale. Dopo la vittoria dei contribuenti nei gradi di merito per incompetenza territoriale dell'ufficio impositore, l'ente finanziario ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, un coobbligato presentava regolare domanda di definizione agevolata della lite tributaria versando la prima rata dovuta. In assenza di istanze di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Compensazione spese di lite e assegno sociale INPS
Una cittadina richiede l'assegno sociale all'ente previdenziale. L'ente nega inizialmente il beneficio per verificare il soggiorno decennale tramite la questura. La cittadina avvia una causa e, durante il giudizio, l'ente eroga la prestazione. Il tribunale dichiara cessata la contesa e stabilisce la compensazione spese di lite. La cittadina impugna la decisione chiedendo il rimborso dei costi legali secondo il principio di soccombenza virtuale. La ricorrente sostiene il ritardo ingiustificato dell'ente, ma omette di depositare in appello i documenti che provano la data esatta della richiesta amministrativa. La Corte di Cassazione respinge l'impugnazione, confermando che la mancanza di prove impedisce di addebitare le spese all'istituto previdenziale.
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Definizione agevolata e fine della lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza che annullava due avvisi di accertamento sintetico Irpef emessi contro una contribuente. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata versando le somme previste dalla legge. Anche l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della domanda e il perfezionamento della procedura di sanatoria della lite. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la formale estinzione del processo per avvenuta definizione della lite pendente, stabilendo che le spese legali restano definitivamente a carico della parte che le ha anticipate.
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Cessazione della materia del contendere dopo il pagamento
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza tributaria riguardante una cartella di pagamento emessa contro una società per rate omesse relative a una definizione agevolata. Nel corso del giudizio di legittimità, la società contribuente ha dimostrato l'integrale pagamento delle somme richieste tramite la cartella impugnata, chiedendo la dichiarazione di estinzione del processo. L'ente impositore sosteneva la persistenza del proprio interesse a proseguire la lite a causa di uno sgravio solo parziale. La Corte di Cassazione ha accolto la tesi del contribuente e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Il completo soddisfacimento del debito erariale elimina ogni contesa sulla cartella, determinando l'annullamento della decisione senza rinvio e la totale compensazione delle spese di lite.
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Rateizzazione del debito tributario senza resa sulla lite
Una società impugna un atto esattoriale ma, nelle more dell'appello, richiede un piano a rate per evitare pignoramenti imminenti. I giudici tributari regionali dichiarano estinto il processo per cessazione della lite, considerando la richiesta come una rinuncia implicita all'azione giudiziaria. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e chiarisce che la rateizzazione del debito tributario non cancella l'interesse a contestare le somme. Il pagamento frazionato, se privo di un'esplicita rinuncia formale, rappresenta soltanto un rimedio cautelare per arginare l'esecuzione forzata. I Supremi Giudici accolgono il ricorso dell'azienda e ordinano un nuovo processo d'appello per esaminare il merito della vertenza fiscale.
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Violazione distanze legali: dalla lite all’accordo
Alcuni proprietari hanno avviato un'azione giudiziaria lamentando la violazione delle distanze legali per un fabbricato in costruzione sul confine. L'opera impediva luce e veduta, spingendo i vicini a chiedere la demolizione e il risarcimento dei danni. In secondo grado, i giudici hanno ordinato l'arretramento dell'immobile a cinque metri dal confine oltre al pagamento degli indennizzi. I costruttori hanno quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno stipulato un atto pubblico notarile transattivo con reciproche concessioni e costituzione di servitù, rinunciando a ogni pretesa. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, azzerando le spese processuali.
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Cartella pagata e lite chiusa: cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione favorevole a un contribuente relativa a una cartella di pagamento emessa a carico di una società. L'amministrazione finanziaria sosteneva di voler proseguire il contenzioso per recuperare eventuali sanzioni residue, nonostante avesse disposto lo sgravio. Il contribuente ha dimostrato, tramite estratto di ruolo, il saldo integrale del debito tributario originario. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del cittadino, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il pagamento totale della pretesa erariale elimina ogni interesse alla lite, rendendo superfluo proseguire la causa dinanzi ai giudici di legittimità.
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Fisco e debiti pagati: cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza tributaria favorevole a una società fallita, contestando recuperi fiscali per fatture inesistenti e costi indeducibili. Durante il giudizio di legittimità, la società ha dimostrato l'avvenuto pagamento integrale dei crediti tributari mediante un concordato fallimentare omologato. Il Fisco ha confermato l'estinzione del debito. I giudici hanno quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere per il venir meno dell'interesse alla lite, disponendo la compensazione totale delle spese di giudizio.
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Cessazione della materia del contendere e accordo sulle vendite
I promissari acquirenti avevano promosso un giudizio per ottenere il trasferimento forzato di alcune porzioni immobiliari. I giudici di merito avevano confermato il passaggio dei beni, ma le parti avevano presentato ricorso e controricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, i contendenti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale: l'intero immobile è stato alienato di comune intesa a soggetti terzi estranei mediante rogiti notarili. I difensori hanno quindi depositato istanza congiunta per chiedere l'estinzione della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. L'intesa raggiunta cancella retroattivamente le sentenze dei gradi precedenti, dispone l'integrale compensazione delle spese di giudizio ed esclude il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Lite con il Fisco: cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente maggiori redditi IRPEF derivanti da quote in una società estera ritenuta residente in Italia. Dopo una decisione d'appello sfavorevole, la socia ha proposto ricorso in Cassazione denunciando difetti di notifica, carenze istruttorie ed errata valutazione probatoria. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire bonariamente la controversia. La contribuente ha depositato rinunzia formale al giudizio con l'assenso dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per intervenuta intesa negoziale, sancendo la caducazione della sentenza impugnata.
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Cartella e definizione agevolata della lite: Fisco battuto
L'Agenzia delle Entrate disconosce un credito d'imposta milionario a una società a seguito di controllo automatizzato, emettendo direttamente una cartella di pagamento con tributi e sanzioni. La società impugna l'atto e vince nei gradi di merito. Durante il giudizio di legittimità, l'ente formula domanda per la definizione agevolata della lite, ma il Fisco oppone diniego qualificando la cartella come mero atto di riscossione non condonabile. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del contribuente, chiarendo che la cartella notificata senza previo avviso di accertamento ha natura di atto impositivo sostanziale ed è pienamente definibile.
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Fermo fiscale e definizione agevolata dei carichi: stop alla lite
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo emesso dall'Agente della Riscossione, contestando la notifica delle cartelle di pagamento presupposte. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha documentato l'adesione alla definizione agevolata dei carichi per una delle cartelle e lo stralcio ope legis (per effetto automatico di legge) per i debiti inferiori a mille euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. L'adesione alla sanatoria fiscale e il pagamento delle rate previste manifestano infatti una rinuncia implicita al ricorso e determinano la perdita di interesse alla causa, comportando la compensazione integrale delle spese tra le parti.
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Sgravio della cartella di pagamento: lite chiusa in Cassazione
Due contribuenti impugnano alcune cartelle esattoriali scaturite da un avviso di accertamento per presunta elusione fiscale. I ricorrenti contestano la legittimità della riscossione provvisoria avviata prima della sentenza di primo grado. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate adotta un provvedimento di autotutela parziale. I debitori pagano integralmente l'importo ricalcolato, definendo la pendenza. Di conseguenza, l'ente fiscale esegue il totale sgravio della cartella di pagamento originaria. Le parti chiedono la chiusura anticipata della causa. La Suprema Corte accerta il sopravvenuto difetto di interesse e dichiara inammissibile il ricorso, compensando interamente le spese di lite ed escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
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