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Cedolare Secca

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Regime fiscale facoltativo che prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali per i redditi derivanti dalla locazione di immobili abitativi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento danni da infiltrazioni: persa la causa senza prove
Il proprietario di un appartamento subisce danni dovuti a perdite d'acqua dal bagno del vicino del piano superiore. L'uomo richiede in tribunale il risarcimento danni da infiltrazioni per oltre trentamila euro, comprensivi di mancato affitto e spese tecniche. I giudici di merito gli riconoscono solo un risarcimento parziale di circa settemila euro. Il proprietario danneggiato propone ricorso in Cassazione per ottenere una somma maggiore. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La richiesta sulla tassazione agevolata è generica e tardiva. La valutazione delle spese e dei documenti è corretta. Il danneggiato perde la causa e deve pagare le spese legali oltre a una sanzione fiscale.
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Avviso di accertamento: affitti in nero e ricorso respinto
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato al Contribuente un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2011, riscontrando un maggior reddito da fabbricati derivante da contratti di locazione non dichiarati o dichiarati per importi inferiori rispetto a quelli contrattuali. Il Contribuente ha impugnato l'atto eccependo, tra l'altro, la violazione del divieto di doppia imposizione e l'omessa pronuncia sull'applicazione della cedolare secca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che i motivi di ricorso erano generici e privi del requisito di autosufficienza, non specificando per quali immobili fosse stata applicata la cedolare secca. Inoltre, la morte del difensore e l'irreperibilità del ricorrente non impediscono la trattazione del giudizio di legittimità, dominato dall'impulso d'ufficio. Il Contribuente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Cedolare secca canone concordato: i requisiti
Due contribuenti richiedono il rimborso per aver applicato l'aliquota ordinaria della cedolare secca invece di quella agevolata per il canone concordato. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i contratti non presentavano i requisiti formali e sostanziali (durata, recesso) previsti dalla legge per beneficiare dell'agevolazione. Il semplice canone inferiore al mercato non basta.
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Regime fiscale immobili storici: l’agevolazione è automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1932/2026, ha stabilito un principio fondamentale per il regime fiscale degli immobili storici. Anche in caso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati, l'amministrazione finanziaria deve applicare d'ufficio il regime agevolativo previsto per i beni di interesse storico-artistico. La Corte ha chiarito che tale beneficio non è subordinato a una specifica richiesta del contribuente, trattandosi del regime ordinario di determinazione del reddito per questa categoria di immobili. Il ricorso della contribuente è stato quindi accolto su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando per una nuova valutazione.
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Cedolare secca: sì anche con inquilino-impresa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12395/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di locazioni abitative. Un locatore, persona fisica, può legittimamente optare per il regime fiscale della cedolare secca anche qualora il conduttore sia una società che utilizza l'immobile per finalità abitative di un proprio dipendente o rappresentante. La Corte ha chiarito che la norma di esclusione si riferisce unicamente all'ipotesi in cui sia il locatore ad agire nell'esercizio di un'attività d'impresa, arte o professione, rendendo irrilevante la natura imprenditoriale del conduttore.
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Cedolare secca uso foresteria: il caso alle Sezioni Unite
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'imposta di registro per un contratto di locazione a uso foresteria, sostenendo l'applicabilità della cedolare secca. La Commissione Tributaria Regionale ha negato tale possibilità, ritenendo l'uso dell'immobile legato all'attività d'impresa del conduttore. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo il giudizio e rinviando la causa a nuovo ruolo. La decisione è motivata dalla contemporanea rimessione della medesima questione sulla cedolare secca uso foresteria alle Sezioni Unite, la cui futura pronuncia risolverà il contrasto interpretativo.
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Cedolare secca: si applica se l’inquilino è una Srl?
Due persone fisiche concedono in locazione un immobile abitativo a una società per l'uso di un suo dipendente, optando per il regime della cedolare secca. L'Agenzia delle Entrate contesta l'opzione, ritenendola non applicabile. La controversia giunge in Cassazione, la quale, data la rilevanza della questione, non decide nel merito ma emette un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sullo specifico tema.
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Cedolare secca: la Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato l'applicazione del regime della cedolare secca a un contratto di locazione. Dopo due gradi di giudizio favorevoli ai contribuenti, la Corte di Cassazione, vista la complessità della questione sull'applicabilità del regime ai contratti di foresteria, ha deciso di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa di una decisione delle Sezioni Unite sullo stesso tema.
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Cedolare Secca Foresteria: la Cassazione rinvia
L'Agenzia delle Entrate contestava l'applicazione della cedolare secca foresteria a un immobile locato a una società per i suoi dipendenti. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione, rimettendo la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo sull'applicabilità di questo regime fiscale agevolato.
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Cedolare secca uso foresteria: la Cassazione dubita
Una recente ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha messo in discussione l'applicabilità del regime fiscale della cedolare secca uso foresteria. Il caso riguarda una locatrice, persona fisica, che aveva affittato un immobile ad uso abitativo a un ente universitario per alloggiare il proprio personale. A fronte di precedenti sentenze favorevoli, la Sezione Tributaria ha sollevato dubbi interpretativi sulla natura del contratto e sulla possibilità di estendere il beneficio fiscale quando l'inquilino agisce nell'esercizio della propria attività d'impresa. La questione, data la sua rilevanza, è stata rimessa alla decisione delle Sezioni Unite.
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Cedolare secca e società: quando è applicabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un locatore può usufruire del regime della cedolare secca anche se l'inquilino è una società che affitta l'immobile per le esigenze abitative di un proprio amministratore o dipendente. L'esclusione dal beneficio fiscale si applica solo quando è il locatore stesso ad agire nell'esercizio di un'attività d'impresa o professionale, indipendentemente dalla natura del conduttore. La sentenza chiarisce quindi che il requisito soggettivo ostativo riguarda unicamente il proprietario dell'immobile.
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Cedolare secca: sì anche se l’inquilino è un’impresa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12076/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cedolare secca. Il regime fiscale agevolato è applicabile anche quando l'immobile ad uso abitativo è locato a un'impresa, un professionista o un ente non commerciale, come una fondazione. La Corte ha chiarito che la norma di esclusione si riferisce solo al locatore che agisce nell'esercizio di un'attività d'impresa, e non allo status dell'inquilino. Pertanto, un proprietario privato può sempre optare per la cedolare secca, a condizione che l'uso dell'immobile rimanga abitativo.
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Abuso del diritto: appello infondato e sanzioni
La Corte di Appello di Firenze ha rigettato l'appello di alcuni inquilini morosi, condannandoli per lite temeraria. La sentenza evidenzia come il loro comportamento ostruzionistico durante la mediazione obbligatoria costituisca un chiaro abuso del diritto, finalizzato unicamente a ritardare il processo. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto di locazione per grave inadempimento, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e quelle relative all'aumento del canone, dimostrando che l'abuso del diritto non trova tutela nell'ordinamento.
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