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Cedolare Secca Foresteria: la Cassazione rinvia

L’Agenzia delle Entrate contestava l’applicazione della cedolare secca foresteria a un immobile locato a una società per i suoi dipendenti. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione, rimettendo la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo sull’applicabilità di questo regime fiscale agevolato.

Riferimento:
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 30907 Anno 2025
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Pubblicato il 3 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Cedolare Secca Foresteria: la Cassazione Rimette la Questione alle Sezioni Unite

L’applicabilità del regime della cedolare secca foresteria è da tempo un tema dibattuto che crea incertezza tra i proprietari di immobili e gli operatori del settore. Con una recente ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione ha scelto di non decidere un caso specifico, ma di passare la palla alle Sezioni Unite, il suo consesso più autorevole, per ottenere una parola definitiva. Vediamo insieme i dettagli di questa importante vicenda.

I Fatti di Causa

Una contribuente aveva concesso in locazione un immobile a una società, che lo destinava all’alloggio dei propri dipendenti (il cosiddetto uso foresteria). Per la tassazione dei canoni di locazione, la proprietaria aveva optato per il regime agevolato della cedolare secca. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, non riteneva applicabile tale regime a questa tipologia di contratto. Di conseguenza, l’Amministrazione finanziaria emetteva tre avvisi di liquidazione per recuperare l’imposta di registro non versata per gli anni 2014, 2015 e 2016, oltre a sanzioni e interessi.

La contribuente impugnava gli avvisi e otteneva ragione sia in primo grado, presso la Commissione Tributaria Provinciale, sia in secondo grado, davanti alla Commissione Tributaria Regionale. Entrambi i giudici di merito confermavano la legittimità dell’applicazione della cedolare secca. Insoddisfatta, l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione sul regime della cedolare secca foresteria

La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla questione, ha emesso un’ordinanza interlocutoria. Invece di accogliere o rigettare il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo. Questa scelta non risolve il caso specifico ma segna un momento cruciale per l’interpretazione della norma.

La Corte ha ritenuto necessario attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite, alle quali era stata rimessa in pari data la medesima questione giuridica. Tale rinvio è finalizzato a ottenere un principio di diritto chiaro e univoco sull’applicabilità dell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011 ai contratti di locazione per uso foresteria.

Le Motivazioni

La motivazione dietro questa decisione è di natura eminentemente prudenziale e funzionale a garantire la certezza del diritto. La questione se la cedolare secca foresteria sia legittima o meno è complessa e ha generato nel tempo orientamenti giurisprudenziali non sempre uniformi. L’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, che istituisce la cedolare secca, si rivolge a contratti di locazione di immobili abitativi stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa.

Il dubbio interpretativo sorge quando il conduttore è una società che, pur non utilizzando l’immobile per la propria attività commerciale, lo destina a finalità abitative per i propri dipendenti. È proprio per dirimere questo contrasto e fornire una guida stabile per tutti i futuri casi simili che la Sezione semplice ha ritenuto indispensabile l’intervento delle Sezioni Unite.

Le Conclusioni

L’ordinanza interlocutoria lascia di fatto la situazione in uno stato di sospensione. I contribuenti e i professionisti che si confrontano con contratti di locazione ad uso foresteria dovranno attendere la decisione delle Sezioni Unite della Cassazione per avere un punto fermo. Questa futura sentenza avrà un impatto significativo, poiché stabilirà una volta per tutte se il regime fiscale agevolato della cedolare secca possa essere esteso anche a questa particolare tipologia contrattuale. Fino ad allora, l’incertezza regna sovrana e la prudenza rimane la scelta consigliata nella gestione fiscale di tali rapporti di locazione.

Qual è la principale questione giuridica affrontata nel provvedimento?
La questione centrale riguarda la possibilità di applicare il regime fiscale della ‘cedolare secca’, previsto dall’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, ai contratti di locazione di immobili abitativi stipulati con una società che li destina all’alloggio dei propri dipendenti (uso foresteria).

La Corte di Cassazione ha stabilito se la cedolare secca si applica ai contratti di foresteria?
No, la Corte non ha preso una decisione nel merito. Ha emesso un’ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la causa, sospendendo il giudizio in attesa di una pronuncia risolutiva da parte delle Sezioni Unite della stessa Corte.

Per quale motivo la Corte ha deciso di rinviare la causa?
La Corte ha rinviato la causa perché ha ritenuto la questione di particolare importanza e oggetto di possibili contrasti interpretativi. L’intervento delle Sezioni Unite è stato ritenuto necessario per garantire la certezza del diritto e fornire un principio univoco e vincolante per tutti i futuri casi simili.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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