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Cattivo Stato Di Conservazione

17 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Condizione di un alimento non conservato secondo le norme igieniche o le tecniche appropriate, che può renderlo non idoneo al consumo, anche senza che sia intrinsecamente avariato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cattivo stato di conservazione degli alimenti: pesce al caldo
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un commerciante per il reato di cattivo stato di conservazione degli alimenti. Le autorità avevano sorpreso l'uomo con un automezzo dai portelloni aperti contenente otto cassette di pesce, per un totale di trenta chilogrammi. Il prodotto ittico era esposto a temperatura ambiente, privo di ghiaccio e senza adeguate protezioni da contaminazioni. I giudici hanno respinto la richiesta di particolare tenuità del fatto a causa del concreto pericolo igienico. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata motivazione sui benefici della sospensione condizionale e della non menzione della condanna, rinviando gli atti al tribunale per una nuova valutazione esclusiva su questi punti.
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Cattivo stato di conservazione alimenti: verbale batte teste
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante, confermando la condanna penale per il reato di cattivo stato di conservazione alimenti. Durante un'ispezione dell'Azienda Sanitaria Provinciale, gli ispettori avevano riscontrato prodotti alimentari conservati in condizioni igieniche e ambientali non idonee. La difesa del commerciante si basava sulla testimonianza di un dipendente che dichiarava la correttezza delle procedure interne. I giudici di legittimità hanno stabilito che i rilievi oggettivi dei verbali ispettivi prevalgono sulle dichiarazioni testimoniali di parte. La Cassazione ha inoltre ribadito l'impossibilità di richiedere una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità, confermando la sanzione pecuniaria.
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Farina con insetti: condanna per cattivo stato di conservazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un panificatore condannato a 6.000 euro di ammenda. Durante un'ispezione dei Carabinieri del NAS, i militari hanno rinvenuto circa 150 kg di farina in cattivo stato di conservazione, sporca e invasa da insetti. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale del commerciante, escludendo la possibilità di riesaminare le prove in sede di legittimità. Inoltre, i giudici hanno negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia perché la difesa non l'aveva richiesta tempestivamente, sia per l'elevata quantità di merce deteriorata sequestrata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Cattivo stato di conservazione: acqua al sole, multa salata
Una commerciante è stata condannata a un'ammenda di 1.500 euro per aver tenuto all'aperto, esposte al sole e alle intemperie, oltre 1.500 bottiglie di acqua minerale destinate alla vendita. I giudici hanno ritenuto che tale condotta configuri il reato di cattivo stato di conservazione delle sostanze alimentari, poiché il calore e la luce solare diretta possono deteriorare la plastica e alterare l'acqua, creando un pericolo per la salute dei consumatori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, confermando la condanna e infliggendo un'ulteriore sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle Ammende. La decisione ribadisce che l'esposizione agli agenti atmosferici di prodotti alimentari integra il reato anche senza una prova di effettivo danno alla salute.
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Alimenti in cattivo stato di conservazione: confermata la multa
Il legale rappresentante di un ristorante è stato condannato a un'ammenda di cinquemila euro per il reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione destinati alla somministrazione. Le autorità avevano sequestrato ventiquattro chili di cibo ricoperti di ghiaccio e brina. L'imputata ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il deterioramento fosse dovuto a un improvviso guasto del congelatore e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. Tuttavia, prima della decisione, la difesa ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta rinuncia, confermando la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Cattivo stato di conservazione degli alimenti: blatte e arresto
Un esercente di una pasticceria è stato condannato a un mese di arresto per il reato di cattivo stato di conservazione degli alimenti, a causa della detenzione di 700 kg di prodotti dolciari in locali sporchi e infestati da blatte. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando l'inutilizzabilità delle prove raccolte durante l'ispezione igienica, eseguita senza preavviso e senza la notifica di prescrizioni per sanare la situazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che le norme europee sui controlli non prevedono l'inutilizzabilità delle prove nel processo penale e che l'omessa indicazione delle prescrizioni di regolarizzazione non rende improcedibile l'azione penale. Inoltre, le nuove procedure estintive introdotte dalla riforma Cartabia non si applicano retroattivamente ai procedimenti in cui l'azione penale era già stata avviata.
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Cattivo stato di conservazione degli alimenti: pena da rivedere
Il Venditore è stato condannato per il reato di cattivo stato di conservazione degli alimenti poiché trasportava 34 chili di pane in un veicolo non coibentato e in ceste non idonee. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del Venditore, dichiarando inammissibile la richiesta di particolare tenuità del fatto perché non proposta nei precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso limitatamente alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna. Il Tribunale di primo grado aveva infatti omesso di motivare il rifiuto di tali benefici. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione unicamente su questi specifici punti.
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Cattivo stato di conservazione: serve prova certa
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un venditore ambulante accusato di aver posto in vendita prodotti ittici in cattivo stato di conservazione. Il tribunale di merito aveva basato la colpevolezza esclusivamente sulla mancanza di licenza commerciale e su un esame visivo dei sanitari, senza approfondire le ragioni tecniche dell'inidoneità della merce. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza di autorizzazioni amministrative non prova automaticamente il reato alimentare, richiedendo una motivazione solida e non basata su semplici presunzioni.
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Cattivo stato di conservazione: rischi per le mense
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del legale rappresentante di una residenza per anziani per il reato di cattivo stato di conservazione di sostanze alimentari. Il caso riguardava la detenzione di carne congelata in modo inappropriato, ovvero senza l'ausilio di abbattitori di temperatura. La difesa ha contestato la responsabilità diretta del titolare e l'assenza di patogeni negli alimenti, ma i giudici hanno ribadito che la violazione delle procedure di conservazione integra il reato indipendentemente dal danno effettivo alla salute. La sentenza è stata annullata con rinvio solo per la mancata motivazione sulla concessione del beneficio della non menzione della condanna.
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Cattivo stato di conservazione: la condanna è valida
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un esercente condannato per il reato di cattivo stato di conservazione di alimenti. La condanna del Tribunale, basata su prove documentali e testimoniali come assenza di tracciabilità e date di scadenza superate, è stata confermata. La Corte ha ribadito che per configurare il reato non sono necessarie analisi di laboratorio, essendo sufficiente la violazione delle normali regole di conservazione.
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Cattivo stato di conservazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante condannato per la vendita di prodotti caseari in cattivo stato di conservazione. Il ricorso è stato respinto perché basato su contestazioni di fatto, non su vizi di legittimità della sentenza. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale sulla presenza di muffe anomale sui formaggi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Cattivo stato di conservazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un venditore condannato per aver messo in vendita alici in cattivo stato di conservazione. La Suprema Corte ribadisce che per accertare tale reato non è necessaria una perizia tecnica, essendo sufficiente l'esame delle caratteristiche visive e olfattive del prodotto (esposizione al sole, cattivo odore), basato su massime di comune esperienza.
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Cattivo stato di conservazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per il reato di cattivo stato di conservazione di alimenti. La sentenza chiarisce che la sporcizia e l'inosservanza delle norme igieniche sono sufficienti a configurare il reato, senza necessità di analisi di laboratorio. Inoltre, il ricorso è stato respinto per la genericità dei motivi, poiché l'imputato non ha fornito elementi specifici a sostegno delle sue richieste, come l'applicazione della particolare tenuità del fatto o il beneficio della non menzione. La Corte ha sottolineato che il diniego di tali benefici può essere motivato anche implicitamente.
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Cattivo stato di conservazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di cattivo stato di conservazione di alimenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Cattivo stato di conservazione: condanna senza analisi
Il titolare di un ristorante è stato condannato per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione, tra cui prodotti congelati in proprio e poi ricongelati. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che per questo reato non sono necessarie analisi di laboratorio che provino il deperimento del cibo. Il reato, infatti, è di pericolo e punisce la scorretta modalità di conservazione a prescindere dal verificarsi di un danno effettivo alla salute dei consumatori.
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Cattivo stato di conservazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un titolare di una macelleria, condannato per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione. La Corte ha ribadito che il ricorso non può trasformarsi in un nuovo esame dei fatti e che il reato si configura come reato di pericolo, per cui è sufficiente la potenziale dannosità dell'alimento, senza necessità di un danno effettivo alla salute. La condanna e la sanzione sono state confermate.
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Cattivo stato conservazione: no 131-bis per 15kg carne
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due gestori di una casa di riposo per aver detenuto circa 15 kg di carne in cattivo stato di conservazione. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo infondata la tesi difensiva secondo cui gli alimenti fossero destinati allo smaltimento. È stata inoltre confermata l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), data la notevole quantità del cibo e il potenziale pericolo per la salute degli ospiti.
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