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Cassazione — Anno 2023

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112 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Valutazione comparativa espulsione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione. Il motivo è la mancata effettuazione di una valutazione comparativa espulsione tra il diritto alla vita privata e familiare del cittadino straniero e l'interesse pubblico alla sicurezza. La Corte ha ribadito che non può esserci automatismo nell'espulsione, ma è sempre necessario un giudizio concreto sulla pericolosità sociale del soggetto, ponderando tutti gli elementi in gioco.
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Ricorso inammissibile: l’errore che lo rende nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il motivo della decisione risiede nella formulazione dell'atto: il ricorrente ha mescolato in modo confuso e non specifico diverse censure (violazione di legge, difetto di motivazione, errore di giudizio), rendendo il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito di non avere il compito di decifrare o riordinare le lamentele del ricorrente, che devono essere presentate in modo chiaro e distinto.
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Espulsione e legami familiari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero, stabilendo un principio fondamentale in materia di espulsione e legami familiari. La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'individuo, anche in assenza di una formale richiesta di ricongiungimento. La decisione del Giudice di Pace è stata cassata perché si era limitata a constatare la mancanza di un titolo di soggiorno, omettendo completamente l'analisi dei rapporti familiari, come invece imposto dalla normativa vigente.
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Notifica ordinanza prefettizia: cartella illegittima
Una cittadina si opponeva a una cartella esattoriale per una multa stradale, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica dell'ordinanza prefettizia che respingeva il suo ricorso iniziale. La Corte di Cassazione ha accolto la sua tesi, annullando la sentenza precedente perché il giudice di merito non aveva verificato l'effettiva notifica dell'ordinanza prefettizia, atto fondamentale per poter procedere alla riscossione forzata.
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Aiuti di Stato de minimis: il dovere di verifica
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'impresa che chiedeva un rimborso fiscale come aiuto per i danni subiti da un sisma. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può limitarsi a negare il beneficio per mancata prova da parte del contribuente, ma ha il dovere di verificare attivamente se l'importo rientra nella soglia degli aiuti di Stato de minimis, come previsto dalla normativa europea. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Sanzioni NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema delle sanzioni NCC ZTL, annullando una sentenza che aveva confermato delle multe a una cooperativa. Il caso riguardava l'accesso a zone a traffico limitato e corsie preferenziali nel 2015. La Corte ha chiarito che la normativa specifica che imponeva una comunicazione preventiva (art. 5-bis L. 21/1992) era sospesa in quel periodo. Tuttavia, ha specificato che ciò non garantiva un accesso illimitato, poiché restava in vigore la normativa precedente che permette ai Comuni di regolamentare tali accessi. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Trattamento economico dottorato: spetta l’indennità?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trattamento economico per il dottorato di ricerca di un dipendente pubblico include anche le voci retributive accessorie, a meno che non siano aleatorie e strettamente legate alla prestazione effettiva. Nel caso esaminato, una funzionaria in aspettativa per dottorato si è vista riconoscere il diritto a percepire un'indennità che i giudici di merito le avevano negato, ritenendola connessa al servizio attivo. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la legge garantisce la conservazione del trattamento economico complessivo goduto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società creditrice aveva impugnato la decisione di ammettere solo parzialmente il proprio credito nel passivo di un fallimento. L'appello verteva su questioni di accollo IVA, finanziamenti soci e pagamenti a terzi. Tuttavia, prima della decisione della Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società creditrice ha presentato una rinuncia al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: la Cassazione estingue il giudizio
Una società creditrice si opponeva all'esclusione dal passivo fallimentare a causa di un presunto deposito telematico tardivo dei documenti. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, la società ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Compenso fase istruttoria: quando è sempre dovuto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso fase istruttoria per un avvocato in regime di patrocinio a spese dello Stato è dovuto anche se ha partecipato a una sola udienza. La Corte ha chiarito che questa fase include anche attività preliminari alla raccolta prove, riformando la decisione di un tribunale che aveva negato tale compenso, ritenendolo assorbito nella fase di studio. Il caso è stato rinviato per una nuova liquidazione.
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Minimi tariffari avvocato: la Cassazione decide
Un cittadino vince una causa per sanzioni stradali, ma il giudice liquida le spese legali in un importo inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza e stabilendo un principio fondamentale: a seguito delle riforme (D.M. 37/2018), i minimi tariffari avvocato sono inderogabili e il giudice non può scendere al di sotto di tali soglie. La decisione rafforza la tutela del decoro professionale e la prevedibilità dei costi legali.
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IVA agevolata fotovoltaico: i requisiti oggettivi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'applicazione dell'IVA agevolata sulla vendita di componenti per impianti fotovoltaici a una società rivenditrice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'IVA agevolata fotovoltaico non è sufficiente l'idoneità teorica dei beni, ma è necessaria la prova del loro concreto utilizzo nella costruzione di un impianto. La qualità dell'acquirente è irrilevante, ma la destinazione finale oggettiva è cruciale.
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