La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31356/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo all'indennità di coordinamento nel settore sanitario. Il caso riguardava una dipendente di un'Azienda Sanitaria che chiedeva il riconoscimento dell'indennità per aver svolto mansioni di coordinamento. La Corte d'Appello le aveva dato ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato chiarito che, superata la fase iniziale di applicazione della normativa (cd. "prima applicazione"), per ottenere l'indennità è indispensabile un atto formale di conferimento dell'incarico, basato su procedure selettive. Il semplice svolgimento di fatto delle mansioni non è più sufficiente per fondare il diritto alla cosiddetta indennità di coordinamento.
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