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Cassa Di Previdenza

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ente privato che gestisce i contributi e le pensioni di specifiche categorie di professionisti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Totalizzazione dei contributi e fondi integrativi: la decisione
Un ex promotore finanziario richiede la totalizzazione dei contributi versati alla cassa di categoria degli agenti di commercio per rideterminare il trattamento pensionistico di vecchiaia. La corte territoriale accoglie la richiesta, ma l'ente previdenziale presenta ricorso per cassazione, contestando la natura puramente integrativa del proprio regime contributivo rispetto all'assicurazione obbligatoria generale. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'ente: la natura integrativa dei versamenti esclude l'accesso al cumulo contributivo, poiché tale strumento presuppone la non coincidenza temporale dei periodi assicurativi. La decisione d'appello viene dunque cassata.
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Calcolo della pensione quota A: vietato il frazionamento
Un professionista ha chiesto alla Cassa di Previdenza la rideterminazione della quota A della propria pensione. I giudici di merito hanno accolto la domanda dividendo la quota in sub-quote e applicando diversi regolamenti succedutisi nel tempo. La Cassa di Previdenza ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che per il calcolo della pensione quota A si deve applicare un unico regime normativo: quello in vigore al momento in cui il lavoratore matura il diritto alla pensione. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo conforme a questo principio.
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Pensione tagliata: legittimo il coefficiente di neutralizzazione
La Cassa di Previdenza dei Ragionieri ha applicato un coefficiente di neutralizzazione per ridurre la quota retributiva della pensione di anzianità di una professionista. La Corte d'Appello aveva ritenuto illegittimo tale taglio, considerandolo contrario al principio del pro rata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Cassa, stabilendo che il coefficiente di neutralizzazione, volto a bilanciare la sostenibilità dell'ente e la possibilità per il pensionato di continuare a lavorare, è pienamente legittimo e non viola il principio del pro rata. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Coefficiente di neutralizzazione: sì ai tagli sulle pensioni
Un professionista ha chiesto la riliquidazione della propria pensione di anzianità, contestando l'applicazione di una riduzione operata dalla Cassa di Previdenza dei Ragionieri. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo che tale riduzione violasse il principio del pro rata. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che l'applicazione del coefficiente di neutralizzazione sulla quota di pensione maturata dopo la delibera del 2003 è del tutto legittima. Questo meccanismo non cancella i diritti già acquisiti, ma serve a garantire l'equilibrio finanziario della Cassa, disincentivando il pensionamento anticipato pur consentendo di continuare l'attività professionale. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso della Cassa di Previdenza, annullando la sentenza impugnata.
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Iscrizione albo e contributi previdenziali: paga chi non lavora
Un geometra ha impugnato la richiesta di pagamento dei contributi previdenziali per gli anni 2008-2009 da parte della Cassa Geometri, sostenendo di non aver esercitato con continuità e di aver chiesto la cancellazione dall'albo con restituzione del timbro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'iscrizione albo e contributi previdenziali sono strettamente connessi. Per le casse previdenziali privatizzate, la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente a far scattare l'obbligo contributivo minimo, indipendentemente dall'effettivo esercizio o dalla produzione di un reddito. La richiesta di cancellazione e la restituzione del timbro non escludono l'obbligo fino all'effettiva cancellazione formale. Il professionista è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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Incompatibilità del commercialista: addio a 17 anni di pensione
Un professionista si è visto cancellare dalla Cassa di previdenza diciassette anni di contributi a causa dell'incompatibilità del commercialista con la carica di amministratore unico, presidente del consiglio di amministrazione e socio di maggioranza di una società di spedizioni. La Corte d'Appello aveva ritenuto illegittimo il provvedimento della Cassa, valorizzando il fatto che il professionista svolgeva solo compiti amministrativi e che il suo reddito principale derivasse dall'attività professionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Cassa, stabilendo che le cariche di vertice e la qualità di socio di maggioranza integrano una violazione del divieto di esercizio dell'attività d'impresa. La prevalenza del reddito professionale è irrilevante per escludere il conflitto di interessi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Pensionati e Gestione Separata INPS: quando scatta l’obbligo
Un perito industriale in pensione dal 2001 continuava a svolgere attività libero-professionale nel 2006. L'INPS richiedeva il pagamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS per tali redditi. I giudici di merito avevano annullato la pretesa dell'ente, ritenendo il professionista esonerato in quanto iscritto alla propria cassa professionale (EPPI). La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS sussiste per tutti i lavoratori autonomi i cui contributi versati alla cassa professionale non siano idonei a generare una futura prestazione pensionistica diretta, ma abbiano solo natura solidaristica. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello di Roma.
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Contributi previdenziali dei professionisti: geometra vince
Un geometra iscritto all'albo ma operante come mediatore immobiliare ha impugnato la richiesta della Cassa Geometri di pagare i contributi previdenziali sui redditi derivanti dalla mediazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che i contributi previdenziali dei professionisti sono dovuti esclusivamente sui redditi strettamente legati all'esercizio della professione di geometra. Poiché l'attività di mediazione immobiliare è autonoma e distinta, i relativi guadagni non sono soggetti alla contribuzione della Cassa Geometri, anche se il soggetto rimane iscritto all'albo professionale. Vince il professionista, che non deve pagare le somme pretese dall'ente.
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Incompatibilità cassa previdenza: l’ente decide senza l’Ordine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti ha il potere di verificare autonomamente se un iscritto si trovi in una situazione di incompatibilità cassa previdenza. Nel caso specifico, un professionista si era opposto all'annullamento di alcuni anni di contribuzione previdenziale deciso dalla Cassa. I giudici di merito avevano dato ragione al professionista, sostenendo che solo l'Ordine professionale potesse accertare l'incompatibilità. La Cassazione ha invece ribaltato la decisione, affermando che l'ente previdenziale può compiere questo controllo in autonomia, sia al momento dell'iscrizione sia prima di erogare la pensione, indipendentemente dalle verifiche dell'Ordine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Iscrizione obbligatoria cassa geometri: si paga senza reddito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Cassa di Previdenza dei Geometri contro un professionista che si opponeva al pagamento dei contributi previdenziali. Il professionista sosteneva di non dover pagare in quanto svolgeva l'attività in modo occasionale e senza produrre reddito. I giudici hanno invece stabilito che l'iscrizione all'albo professionale è l'unico requisito sufficiente a far scattare l'iscrizione obbligatoria cassa geometri e il conseguente obbligo di versare la contribuzione minima di solidarietà. Di conseguenza, la sentenza d'appello favorevole al lavoratore è stata annullata e la causa è stata rinviata per una nuova decisione che applichi questo principio di diritto.
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Iscrizione obbligatoria Cassa Geometri: paga anche il dipendente
Un geometra, dipendente bancario e amministratore di società immobiliari, contestava l'obbligo di iscriversi alla Cassa Geometri (CIPAG), ritenendo che la sua iscrizione all'INPS e l'esercizio occasionale della professione escludessero tale dovere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente a far scattare l'iscrizione obbligatoria Cassa Geometri e il pagamento dei contributi minimi. L'esercizio occasionale dell'attività e l'assenza di reddito professionale non escludono l'obbligo previdenziale, e la contemporanea iscrizione ad un'altra gestione previdenziale (come l'INPS) non rileva, salvo il rispetto di specifiche procedure di esenzione previste dai regolamenti interni della Cassa, non applicabili in questo caso.
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Indennità di maternità al padre: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un padre libero professionista a percepire l'indennità di maternità in alternativa alla madre, consolidando il principio di parità genitoriale. Tuttavia, ha stabilito che le casse di previdenza professionali, pur essendo enti privati, svolgono una funzione pubblica e sono quindi soggette al divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria sulle prestazioni dovute. La sentenza di merito è stata cassata su questo punto specifico con rinvio alla Corte d'Appello.
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Obbligo contributivo: iscrizione all’albo è sufficiente
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione a un albo professionale è condizione sufficiente per far sorgere l'obbligo contributivo verso la relativa cassa di previdenza. Nel caso esaminato, un professionista era stato esentato in appello dal pagamento dei contributi minimi a causa dell'occasionalità della sua attività. La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, affermando che la natura dell'esercizio professionale e la mancata produzione di reddito sono irrilevanti ai fini del versamento della contribuzione minima obbligatoria, consolidando un principio giurisprudenziale ormai stabile.
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Contribuzione minima: obbligatoria con l’iscrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo per un professionista di versare la contribuzione minima alla propria cassa di previdenza deriva dalla sola iscrizione all'albo professionale. L'ordinanza chiarisce che la natura sporadica o occasionale dell'attività e l'assenza di reddito sono irrilevanti. La Corte ha così riformato la decisione di merito che aveva esonerato un geometra dal pagamento, basandosi sulla sua limitatissima attività professionale.
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