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Carreggiata

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La carreggiata, secondo la definizione riportata al n. 7 del comma 1 dell'art. 3 del nuovo codice della strada, è la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; è composta da una o più corsie di marcia e, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine ed era usata anche dagli antichi Romani. Oltre alla striscia bianca (o gialla se a carattere provvisorio) un elemento artificiale che può segnare il limite della carreggiata è il paracarro. Sulla carreggiata avviene lo scorrimento di tutti i veicoli, salvo che la segnaletica stradale ivi presente prescriva l'obbligo per determinate categorie di avvalersi di altri percorsi specializzati (ad esempio di piste ciclabili per le biciclette o corsie pedonali per i pedoni). A tutti i fini legali e assicurativi la carreggiata, proprio per la sua definizione di tratto di scorrimento, non può essere normalmente utilizzata come area di sosta o area di parcheggio e non dovrebbe neppure ospitare, se non in un'area esterna apposita, fermate di mezzi pubblici. In caso di necessità la parte di carreggiata destinata a quest'ultimo uso appare evidenziata da segnaletica orizzontale specifica di colore giallo. Un'altra indicazione fornita dal codice della strada prevede che solitamente la carreggiata possa essere attraversata dai pedoni solamente in presenza di appositi passaggi segnalati da strisce pedonali o da impianti semaforici. Collegato al concetto di carreggiata, utilizzato anche in campo autostradale e di strade ad alta frequentazione, vi è lo studio di particolari accorgimenti di sicurezza che aiutino l'inserimento e l'uscita dei veicoli dalla stessa, le corsie di accelerazione e decelerazione, nonché spesso, sul lato destro, di apposite corsie di emergenza delimitate sempre da segnaletica orizzontale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inversione in autostrada con lavori: la multa resta valida
La Corte di Cassazione ha confermato una pesante sanzione per un'automobilista che aveva effettuato un'inversione di marcia in autostrada. L'infrazione era avvenuta in un tratto interessato da lavori, dove una carreggiata era chiusa e l'altra adibita a doppio senso di marcia. L'automobilista sosteneva che, a causa di questa situazione temporanea, la strada non avesse più le caratteristiche di un'autostrada e la manovra fosse meno pericolosa. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: un'autostrada resta tale anche in presenza di cantieri. L'inversione di marcia in autostrada è sempre vietata e gravemente sanzionata, data la sua intrinseca pericolosità, a prescindere dalle condizioni temporanee del traffico.
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Multa nulla: la doppia linea non crea una strada urbana di scorrimento
Una multa per eccesso di velocità è stata annullata perché la strada era stata erroneamente classificata dal Comune come 'strada urbana di scorrimento'. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: una semplice doppia linea continua non è sufficiente per separare le carreggiate. Per tale classificazione, che legittima l'uso di autovelox fissi, è necessario uno spartitraffico fisico. Mancando questo requisito, l'apparecchio di rilevamento era illegittimo e, di conseguenza, la sanzione è stata cancellata. L'automobilista ha quindi vinto la causa contro il Comune.
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Banchina stradale: quando la multa autovelox è nulla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente comunale confermando l'annullamento di tre verbali per eccesso di velocità. Il cuore della controversia riguarda la banchina stradale: la rilevazione automatica tramite autovelox, senza contestazione immediata, è legittima solo se il tratto stradale possiede i requisiti strutturali previsti dalla legge. Nel caso di specie, lo spazio adiacente alla carreggiata era troppo stretto per consentire la sosta di emergenza e includeva elementi non computabili come fossati e scarpate. La mancanza di una banchina stradale idonea rende dunque illegittima la sanzione elevata a distanza.
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Autovelox: banchina stretta annulla la multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro l'annullamento di una multa per eccesso di velocità. Il cuore della controversia riguarda l'installazione di un Autovelox su una strada priva dei requisiti minimi per essere definita urbana di scorrimento. In particolare, la banchina laterale è risultata troppo stretta per consentire la sosta di emergenza o il transito pedonale. La decisione conferma che, senza una banchina idonea, il rilevamento automatico della velocità a distanza è illegittimo.
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Divieto di sosta e incidenti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione nei confronti di un motociclista che, parcheggiando in divieto di sosta, aveva creato un ostacolo. A causa di tale ostacolo, una ciclista era stata costretta a spostarsi, venendo poi urtata da un altro veicolo. La Corte ha stabilito che la violazione del divieto di sosta può integrare una colpa specifica se la norma violata mirava a prevenire proprio il tipo di rischio che ha causato l'incidente, ordinando un nuovo processo per valutare la finalità concreta del divieto in quella strada.
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