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Carattere Reale

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Attributo di una sanzione (come la demolizione) che la lega direttamente al bene immobile e non alla persona che ha commesso l'illecito. Ciò significa che l'ordine di demolizione si trasferisce a tutti i successivi proprietari o detentori dell'immobile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordine di demolizione: il tempo non salva l’abuso
Alcuni privati hanno impugnato l'ordinanza esecutiva che respingeva la revoca dell'ordine di demolizione per un immobile abusivo, sostenendo che il provvedimento fosse prescritto con il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la piena efficacia della misura. I giudici hanno chiarito che l'ordine di demolizione costituisce una sanzione amministrativa ripristinatoria e non una pena afflittiva. Di conseguenza, l'obbligo di demolire ha natura reale e non si estingue per prescrizione, gravando sull'immobile a tutela del territorio a prescindere dagli anni trascorsi o da chi sia l'attuale possessore. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ordine di Demolizione: L’Abuso Non Prescrive, Anche per i Nuovi Proprietari
Un proprietario ha impugnato un **ordine di demolizione** per un immobile abusivo, sostenendo di non essere l'autore dell'abuso e che l'ordine fosse prescritto. L'immobile era stato donato al ricorrente dopo la condanna della precedente proprietaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'ordine di demolizione ha carattere reale, si trasmette ai successivi proprietari e non è soggetto a prescrizione. L'inerzia della Pubblica Amministrazione non crea diritti per il proprietario. La Corte ha confermato la validità dell'ordine di demolizione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Ordine di demolizione: perché il tempo non salva l’abuso
Alcuni soggetti condannati per reati edilizi hanno impugnato l'ordine di demolizione emesso dal Pubblico Ministero per un manufatto abusivo. I ricorrenti sostenevano che il provvedimento fosse nullo o estinto per prescrizione, invocando il decorso del tempo e le tutele della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'ordine di demolizione costituisce una sanzione amministrativa con finalità ripristinatoria e natura reale, gravando sul bene a tutela del territorio. Di conseguenza, tale misura non ha carattere punitivo e non si estingue mai per prescrizione, indipendentemente dagli anni trascorsi dalla condanna penale o dai passaggi di proprietà dell'immobile.
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Ordine di demolizione: stop ai rinvii, immobile da abbattere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da una proprietaria contro il rigetto della richiesta di revoca o sospensione di un ordine di demolizione. La vicenda riguarda un immobile abusivo completato nel tempo attraverso progressivi interventi edilizi, già oggetto di condanna definitiva. La difesa sosteneva l'incertezza sulla struttura del bene e la presenza di procedimenti distinti a carico dell'ex coniuge. I giudici hanno chiarito che l'ordine di demolizione colpisce l'edificio nella sua interezza, comprese le opere successive e le rifiniture. La sanzione ha natura reale e resta vincolante indipendentemente da passaggi di proprietà o concorso di terzi. Il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione condizionale della pena: il pignoramento non salva
Il Tribunale ha revocato la sospensione condizionale della pena a un cittadino per non aver demolito un immobile abusivo entro i termini stabiliti. Il proprietario ha fatto ricorso, sostenendo che il pignoramento immobiliare e la nomina di un custode terzo gli impedissero di demolire il bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il pignoramento non blocca l'ordine di demolizione, che ha natura reale e mira a ripristinare il territorio. Il debitore non custode ha comunque l'obbligo di attivarsi, chiedendo le necessarie autorizzazioni al custode e al giudice dell'esecuzione. La mancata attivazione rende del tutto legittima la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena.
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Ordine di demolizione: il nuovo proprietario può bloccarlo
Il Tribunale di Trapani aveva negato alla nuova proprietaria di un immobile la possibilità di chiedere la revoca di un ordine di demolizione, ritenendola estranea al procedimento penale originario avviato contro la madre. La proprietaria aveva però ottenuto un permesso di costruire in sanatoria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'ordine di demolizione ha natura reale e colpisce il bene in sé. Di conseguenza, chiunque acquisti l'immobile subisce gli effetti del provvedimento ed è pienamente legittimato a chiederne la revoca o la sospensione davanti al giudice dell'esecuzione, soprattutto in presenza di una sanatoria edilizia sopravvenuta.
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Demolizione manufatto abusivo: non cade in prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro l'ordine di demolizione manufatto abusivo, confermando che tale misura non è soggetta a prescrizione. La difesa sosteneva l'applicabilità dell'art. 173 c.p., ma i giudici hanno ribadito che la demolizione è una sanzione amministrativa con finalità ripristinatoria e non una pena in senso stretto. Di conseguenza, l'obbligo di abbattimento non decade mai col tempo, poiché mira alla tutela del territorio e non alla punizione personale del colpevole.
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Ordine di demolizione: è imprescrittibile e vale per tutti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un ordine di demolizione per opere abusive. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione non è una pena criminale, ma una sanzione amministrativa di tipo ripristinatorio. Di conseguenza, non è soggetto a prescrizione e ha un "carattere reale", ovvero si applica al bene immobile e non alla persona, estendendo i suoi effetti anche ai successivi proprietari, pur se estranei all'abuso.
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Ordine di demolizione: vale per il nuovo proprietario?
Una società che ha acquistato un immobile in buona fede ha contestato un preesistente ordine di demolizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa con carattere "reale". Questo significa che segue l'immobile e si applica a tutti i proprietari successivi, indipendentemente dalla loro buona fede o dal loro coinvolgimento nell'abuso edilizio originario. La tutela dell'acquirente consiste nel diritto di rivalsa verso il venditore.
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Ordine di demolizione eredi: cosa succede alla morte?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17840/2024, ha stabilito che l'obbligo di demolire un'opera abusiva non si estingue con la morte del responsabile, ma si trasferisce ai suoi successori. Il caso riguarda un'erede che ha impugnato un'ordinanza di demolizione per un immobile ricevuto in eredità, sostenendo l'impossibilità tecnica dell'intervento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordine di demolizione eredi ha natura reale, cioè segue il bene e vincola chiunque ne abbia la disponibilità, a prescindere dal fatto che sia l'autore materiale dell'illecito.
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Ordine di demolizione: valido anche dopo la vendita?
Una persona, condannata per un abuso edilizio, ha venduto l'immobile prima che le fosse notificato l'ordine di demolizione. Anni dopo, ha chiesto di essere esclusa dalla procedura, sostenendo di non essere più proprietaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue il bene e non si estingue con la vendita. Pertanto, l'obbligo di ripristino rimane efficace sia verso il nuovo proprietario sia, a diversi fini, verso l'autore dell'abuso.
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Ordine di demolizione eredi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un immobile abusivo si estende agli eredi del responsabile dell'abuso. La sentenza chiarisce che, nonostante la nullità degli atti di trasferimento tra vivi, l'immobile abusivo rientra nell'asse ereditario e viene trasmesso per successione. Di conseguenza, gli eredi, in qualità di nuovi proprietari o possessori, sono tenuti a eseguire l'ordine, a prescindere dalla loro personale responsabilità nella commissione dell'illecito edilizio. L'appello degli eredi, che sostenevano di essere estranei alla vicenda e che l'immobile non fosse ereditabile, è stato dichiarato inammissibile.
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Ordine di demolizione: sanzione penale o no? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma che l'ordine di demolizione per abusi edilizi ha natura di sanzione amministrativa e non penale. Pertanto, non è soggetto alla prescrizione prevista per le pene detentive o pecuniarie. La sua finalità è ripristinare il territorio e non punire il reo, rendendolo un'obbligazione reale che non si estingue nel tempo.
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Abuso edilizio: no fiscalizzazione per difformità totale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che bloccava lo sgombero di un intero immobile oggetto di abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la procedura di "fiscalizzazione" (sanzione pecuniaria al posto della demolizione) non è applicabile in caso di difformità totale rispetto al permesso di costruire. Inoltre, ha ribadito che l'impossibilità tecnica di demolire, se causata dallo stesso responsabile dell'abuso, non è un valido motivo per evitarla. Infine, ha confermato che l'ordine di demolizione ha natura reale, ovvero segue l'immobile e si applica anche ai successivi proprietari.
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Ordine di demolizione: quando si estende al nuovo proprietario
Un soggetto impugna un'ordinanza che dichiara inammissibile la sua opposizione a un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Egli sostiene di essere il vero proprietario e di non aver partecipato al processo contro il precedente titolare. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordine di demolizione ha carattere reale, segue l'immobile e si applica al proprietario attuale, anche se estraneo all'abuso edilizio.
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Ordine di demolizione: a chi spetta eseguirlo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che contestava un ordine di demolizione, sostenendo di non essere il possessore dell'immobile abusivo. La Corte ha ribadito che l'ordine di demolizione ha 'carattere reale', ovvero segue l'immobile e non la persona che ha commesso l'illecito. Pertanto, l'obbligo di demolire grava su chiunque abbia la disponibilità attuale del bene, indipendentemente dai passaggi di proprietà o possesso successivi alla costruzione.
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Ordine di demolizione: l’acquirente in buona fede paga
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo, successivamente frazionato e venduto a terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile e non la persona, ed è quindi esecutivo anche nei confronti dell'acquirente in buona fede. Inoltre, ha ritenuto illegittimo il condono edilizio ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, sottolineando il dovere del giudice dell'esecuzione di verificare la legittimità sostanziale del titolo sanante.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: vale per il nuovo proprietario
I nuovi proprietari di un immobile costruito abusivamente hanno impugnato un ordine di demolizione emesso anni prima del loro acquisto. Sostenevano di non essere responsabili e di aver ottenuto successivi permessi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'ordine di demolizione è una sanzione reale che grava sull'immobile, non sulla persona. Di conseguenza, l'obbligo di demolire si trasferisce al nuovo proprietario, soprattutto se l'edificio si trova in un'area a vincolo paesaggistico dove il condono è escluso per legge.
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