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Canone Demaniale

26 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Somma di denaro pagata allo Stato o a un ente pubblico per ottenere l'uso esclusivo di un bene pubblico, come una porzione di spiaggia, un'area portuale o, in questo caso, acque pubbliche per la produzione di energia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone Demaniale: Contenzioso Chiuso con Definizione Agevolata
Una Concessionaria di una pertinenza demaniale marittima, un albergo, ha contestato il calcolo del canone demaniale. La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Qui, l'Amministrazione Pubblica ha informato che la Concessionaria aveva aderito a una procedura di definizione agevolata della controversia, pagando le somme richieste. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, riconoscendo la validità della definizione agevolata del canone demaniale. Le spese legali sono state compensate tra le parti, chiudendo definitivamente la disputa.
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Riscossione canoni demaniali: Cassazione ribalta l’annullamento
L'Agenzia Demaniale ha richiesto a una società commerciale il pagamento di oltre ottantasettemila euro per l'utilizzo di un'area pubblica lacuale. L'ente pubblico ha emesso una cartella esattoriale per la riscossione canoni demaniali. La società concessionaria ha impugnato l'atto e i giudici di merito hanno annullato la pretesa, ritenendo illegittima la determinazione del debito e l'assenza di un previo titolo esecutivo giudiziale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici supremi hanno stabilito che la legge consente alla Pubblica Amministrazione di iscrivere a ruolo le somme dovute dopo due solleciti di pagamento notificati. Se il privato non contesta le richieste iniziali, il credito diventa esigibile. Inoltre, l'eventuale illegittimità degli aumenti del canone non cancella l'obbligo di versare l'importo base pattuito.
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Definizione agevolata canone demaniale: giù la tassa regionale
Una società che gestisce una concessione demaniale marittima ha aderito alla definizione agevolata canone demaniale per sanare i debiti pregressi, ottenendo una riduzione del canone al 30%. La Regione ha comunque preteso il pagamento dell'imposta regionale calcolata sul canone originario intero. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che l'imposta regionale deve essere calcolata sul canone effettivamente ridotto e versato. La riduzione del canone incide direttamente sulla base imponibile dell'imposta regionale, poiché esiste un necessario allineamento tra le due somme. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Imposta regionale sulle concessioni: si paga sul canone ridotto
Un Ente Pubblico ha emesso un avviso di accertamento contro una Società Concessionaria per il pagamento dell'imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio. La Società aveva precedentemente ridotto il canone di concessione aderendo alla definizione agevolata prevista dalla legge. L'Ente Pubblico pretendeva che l'imposta venisse calcolata sul canone originario e non su quello ridotto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Pubblico, stabilendo che l'imposta regionale sulle concessioni deve essere calcolata sul canone effettivamente versato, anche se ridotto grazie alla sanatoria. Di conseguenza, la Società Concessionaria vince la causa e l'Ente Pubblico viene condannato a pagare le spese legali.
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Canoni demaniali marittimi: decide il giudice, non lo Stato
Una società titolare di concessioni balneari ha contestato il calcolo dei canoni demaniali marittimi operato dal Comune, chiedendo l'applicazione della definizione agevolata della lite. La Corte d'appello ha rigettato la richiesta, ritenendo che la sanatoria dipendesse dal parere favorevole dell'Agenzia del Demanio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del concessionario. I giudici di legittimità hanno stabilito che spetta esclusivamente al giudice, e non alla Pubblica Amministrazione, interpretare la legge e verificare la sussistenza dei requisiti per chiudere la controversia. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello per una nuova decisione.
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Imposta regionale concessioni: tassa ridotta dopo il condono
Una società che gestisce un'attività su suolo demaniale aderisce a una definizione agevolata, pagando un canone ridotto allo Stato. La Regione, tuttavia, le notifica un avviso di accertamento per l'imposta regionale sulle concessioni demaniali, calcolandola sul canone originario e non su quello, inferiore, effettivamente versato. La Corte di Cassazione dà ragione alla società, stabilendo un principio fondamentale: la base imponibile dell'imposta deve essere commisurata al canone realmente pagato. Se il pagamento ridotto estingue il debito verso lo Stato, anche l'imposta collegata deve essere calcolata su quella cifra ridotta, annullando la pretesa della Regione.
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Paga prima della causa? Niente Condono canone demaniale
La Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di Condono canone demaniale. Un gestore di stabilimento balneare aveva pagato una parte del canone contestato prima di avviare la causa contro l'Agenzia del Demanio. Successivamente, una legge ha introdotto un condono per le liti pendenti. Il gestore ha chiesto di usare il pagamento già fatto per aderire al condono. La Corte ha negato questa possibilità. Un pagamento effettuato 'ante causam' (prima della causa) ha una sua finalità specifica, ovvero estinguere il debito originario, e non può essere 'riciclato' per aderire a una sanatoria successiva. Di conseguenza, la richiesta del gestore è stata respinta.
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Canoni Demaniali: spende per le opere ma la Corte nega lo scomputo
La Corte di Cassazione ha negato a una società di yachting il diritto allo scomputo costi da canoni demaniali. La società aveva realizzato opere idrauliche su un'area in concessione, chiedendo poi di detrarre le spese dai canoni dovuti alla Regione. I giudici hanno stabilito che la società non aveva seguito la procedura amministrativa specifica prevista per autorizzare tale scomputo. Inoltre, è stata respinta la richiesta di indennizzo per ingiustificato arricchimento, poiché le opere realizzate avevano portato un'utilità diretta alla stessa società, escludendo quindi un suo impoverimento. La decisione finale ha quindi dato ragione all'ente pubblico, condannando la società al pagamento dei canoni e delle spese legali.
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Canone demaniale marittimo: aumento e legittimità
Un privato ha impugnato l'aumento del canone demaniale marittimo per una concessione relativa a una scaletta di accesso al mare, sostenendo di aver diritto alla tariffa ridotta di 500 euro. La Corte d'Appello di Genova ha rigettato il ricorso, confermando che il canone minimo di 2500 euro è applicabile alle concessioni che incrementano il valore di proprietà private, escludendo profili di incostituzionalità o violazioni di competenza regionale.
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Canone demaniale: stop aumenti su opere dei privati
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della rideterminazione del canone demaniale operata da un Comune nei confronti di una società di gestione di un porto turistico. La controversia riguardava l'applicazione degli aumenti basati sui valori di mercato introdotti dalla Legge Finanziaria 2007. La Corte ha stabilito che, per le concessioni infrastrutturali rilasciate prima del 2007, i nuovi criteri non possono applicarsi indiscriminatamente alle opere realizzate dal concessionario che non sono ancora state acquisite al patrimonio dello Stato. Il canone demaniale deve quindi essere parametrato esclusivamente ai beni originari o alle opere realizzate a spese dell'amministrazione.
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Errore di diritto canone demaniale: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'errore di diritto canone demaniale, derivante dall'ignoranza di norme imperative che fissano i corrispettivi, non consente l'annullamento del contratto. La decisione conferma che le clausole legali si sostituiscono automaticamente a quelle private.
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Canone demaniale marittimo: il rinvio in pubblica udienza
Una società di gestione portuale ha contestato l'aumento del canone demaniale marittimo per il 2007-2009, basato sulla L. 296/2006. La società sosteneva l'inapplicabilità dei nuovi canoni alle aree con opere non amovibili preesistenti. La Corte di Cassazione, vista la complessità della questione alla luce di precedenti pronunce, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita, senza risolvere il merito.
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Riduzione canone demaniale: la prova è essenziale
Un'associazione sportiva dilettantistica ha richiesto una riduzione del 50% del canone demaniale marittimo, sostenendo che il suo status e l'affiliazione a federazioni nazionali fossero sufficienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'associazione ha l'onere di dimostrare l'effettivo svolgimento di attività sportiva senza scopo di lucro sull'area in concessione. Senza tale prova, la riduzione del canone demaniale non è applicabile.
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Canone demaniale: estinzione giudizio per sanatoria
Una società che gestisce uno stabilimento balneare ha contestato l'aumento del canone demaniale imposto per gli anni 2007 e 2008. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo senza decidere nel merito, poiché nel frattempo la società ha aderito a una norma successiva che permetteva di definire la controversia pagando un importo ridotto, estinguendo così la materia del contendere.
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Canone demaniale marittimo: calcolo e pertinenze
Una società titolare di una concessione balneare ha contestato il calcolo del canone demaniale marittimo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il canone deve essere determinato distinguendo le diverse attività svolte (es. ristorazione e servizi di spiaggia), applicando a ciascuna i valori OMI specifici. Non è ammissibile un calcolo basato su un criterio di prevalenza di un'attività sull'altra. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
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Deducibilità canoni demaniali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la non deducibilità dei canoni demaniali dal reddito derivante dalla locazione di immobili costruiti su suolo pubblico. Con l'ordinanza n. 28202/2024, ha chiarito che tale canone rappresenta un'obbligazione personale e non un onere reale. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente contestare la deduzione attraverso un controllo meramente formale (ex art. 36-ter D.P.R. 600/73), senza necessità di un avviso di accertamento, data l'evidenza dell'errore.
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Condono canoni demaniali: la Cassazione chiarisce
Una società balneare si opponeva al calcolo del canone demaniale per il 2013. Dopo aver versato una parte della somma, aderiva al condono previsto dalla L. 147/2013. La Corte d'Appello aveva stabilito che il condono si dovesse calcolare solo sulla somma residua contestata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22006/2024, ha cassato tale decisione, affermando che per il perfezionamento del condono canoni demaniali si deve considerare il 30% delle 'somme dovute' totali richieste dall'amministrazione, tenendo conto anche dei pagamenti già effettuati.
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Canone demaniale marittimo: calcolo e opere
Una società di gestione portuale ha contestato l'aumento del canone demaniale marittimo imposto dalla Finanziaria 2007, sostenendo che il calcolo includeva erroneamente le aree con opere da essa realizzate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, poiché la società non ha fornito nel ricorso i documenti necessari a dimostrare l'errore di calcolo dell'amministrazione. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali formali nei ricorsi.
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Cessione gratuita energia: legittima per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'obbligo di cessione gratuita energia imposto da una regione ai concessionari di grandi derivazioni idroelettriche. Respinti i ricorsi di diverse società energetiche, la Corte ha stabilito che tale obbligo non costituisce un tributo, ma una forma di corrispettivo per l'uso di un bene pubblico (l'acqua). La misura è stata ritenuta proporzionata, non discriminatoria e non configurabile come aiuto di Stato, in quanto non altera la concorrenza a favore di altri operatori.
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Concessioni idroelettriche: la Regione può fissare un termine?
Una società energetica ha contestato la decisione di una Regione di prorogare la sua concessione idroelettrica scaduta solo fino a una data specifica, imponendo un canone aggiuntivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la Regione ha il potere discrezionale di fissare un termine per la gestione provvisoria delle concessioni idroelettriche e di richiedere un corrispettivo per tale periodo, in attesa delle nuove gare.
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