Il calcolo del canone demaniale marittimo minimo
L’adeguamento dei canoni per l’utilizzo dei beni dello Stato è un tema che tocca da vicino molti proprietari di immobili prospicienti il mare. Una recente sentenza della Corte d’Appello di Genova ha fatto chiarezza sulla corretta applicazione delle soglie minime per il canone demaniale marittimo, respingendo le contestazioni di chi richiedeva l’applicazione di tariffe agevolate per usi privati.
I fatti: la contestazione del canone demaniale marittimo
La vicenda trae origine dal ricorso di un cittadino, proprietario di un immobile situato sulla costa, titolare di una concessione demaniale marittima per una piccola area di circa 6 metri quadrati. Tale area era destinata alla realizzazione di una scaletta per l’accesso diretto allo specchio acqueo. Nel 2021, il canone annuo, precedentemente fissato in circa 322 euro, veniva aumentato dal Comune a 2.500 euro, in ottemperanza alle nuove disposizioni legislative.
Il concessionario agiva in giudizio sostenendo che l’aumento fosse illegittimo e che dovesse essere applicata la tariffa ridotta di 500 euro, prevista per le attività sportive e ricreative senza scopo di lucro. Inoltre, venivano sollevate eccezioni di incostituzionalità riguardo alla normativa nazionale, ipotizzando una violazione delle competenze regionali e dei principi di uguaglianza e ragionevolezza.
Il canone demaniale marittimo e le finalità ricreative
Uno dei punti centrali del contendere riguardava la natura della concessione. Il ricorrente sosteneva che la scaletta avesse una finalità ricreativa e che, pertanto, dovesse beneficiare dello sconto previsto per le attività sociali e di interesse pubblico. La Corte ha però chiarito che la dicitura “soglia minima” indicata dalla legge impedisce ai Comuni di applicare importi inferiori, ma non vieta di quantificare il canone in misura superiore a seconda della tipologia di utilizzo.
In particolare, è stato osservato che la concessione in esame garantisce un’attività ricreativa puramente privata, ovvero la balneazione riservata al proprietario dell’immobile, determinando un oggettivo incremento del valore patrimoniale del fabbricato stesso. Tale situazione è radicalmente diversa da quella di un’associazione sportiva o di una onlus che gestisce un’area per finalità sociali aperte alla collettività.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte d’Appello si fondano sulla piena legittimità dell’art. 100 del DL 104/2020. I giudici hanno rilevato che l’imposizione di un importo minimo di 2.500 euro non è irragionevole, in quanto finalizzata a compensare l’onere di gestione del rapporto concessorio e a modulare l’accesso ai beni pubblici secondo il grado di interesse coinvolto.
Inoltre, la Corte ha respinto le eccezioni sulla competenza legislativa, ricordando che la titolarità del bene demaniale rimane dello Stato, il quale conserva la potestà esclusiva di determinare i canoni, indipendentemente dalle funzioni amministrative delegate alle Regioni. Infine, la disparità di trattamento rispetto agli stabilimenti balneari è stata ritenuta inesistente, poiché questi ultimi sono soggetti a una disciplina specifica e non comparabile a quella delle concessioni ad uso esclusivo di privati.
Le conclusioni
Le conclusioni della sentenza confermano il rigetto integrale dell’appello. La Corte ha stabilito che il canone annuo di 2.500 euro richiesto dal Comune è adeguato alla situazione concreta, caratterizzata dall’utilizzo di un tratto di costa di pregio che accresce il valore dell’immobile privato collegato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di lite in favore delle amministrazioni costituite, calcolate secondo i parametri medi di legge per il valore della causa.
Qual è l’importo minimo previsto per il canone demaniale marittimo dal 2021?
L’importo annuo del canone dovuto per l’utilizzazione di aree e pertinenze demaniali marittime non può essere inferiore a 2.500 euro, secondo quanto stabilito dal DL 104/2020.
Quando è possibile applicare la tariffa ridotta di 500 euro?
La soglia minima ridotta si applica esclusivamente per attività sportive, ricreative e legate alle tradizioni locali, svolte senza scopo di lucro e per finalità di interesse pubblico deliberate dagli enti locali.
Una scala privata di accesso al mare può beneficiare di sconti sul canone?
No, se la concessione è destinata all’uso esclusivo di un privato e incrementa il valore del suo immobile, non rientra nelle finalità di interesse pubblico che giustificano la riduzione del canone.