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Caducazione Ex Tunc

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Significa 'annullamento con effetto retroattivo'. Un atto giuridico che subisce una caducazione ex tunc viene considerato come se non fosse mai esistito fin dall'inizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso accise energia elettrica: l’utente vince sul fornitore
Una società cliente ha citato in giudizio il proprio fornitore per ottenere il rimborso accise energia elettrica versate a titolo di addizionali provinciali, ritenute in contrasto con la normativa europea. Il fornitore si opponeva, sostenendo la validità del contratto e l'impossibilità di applicare le direttive europee tra privati. La Suprema Corte ha respinto il ricorso del fornitore. Alla luce della dichiarazione di incostituzionalità della norma interna, il pagamento risulta privo di causa. Pertanto, il consumatore finale ha pieno diritto alla restituzione delle somme indebitamente versate. La Corte ha inoltre stabilito che tale diritto si estende all'imposta sul valore aggiunto applicata sulle accise non dovute, poiché un'imposta non può gravare su un importo illegittimo.
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Rimborso accise energia elettrica: cliente vince sul fornitore
Una società consumatrice ha citato in giudizio il proprio fornitore per ottenere il rimborso accise energia elettrica, specificamente le addizionali provinciali versate negli anni passati, oltre all'IVA applicata su tali importi. La richiesta si basava sull'incompatibilità della normativa italiana con il diritto dell'Unione Europea. La Suprema Corte ha confermato il diritto dell'azienda cliente a ottenere la restituzione delle somme direttamente dal fornitore, il quale potrà poi rivalersi sullo Stato. I giudici hanno chiarito che, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma interna, il pagamento risulta privo di giustificazione. Inoltre, la restituzione deve includere anche l'IVA pagata sull'addizionale, poiché l'imposta non è dovuta su un'operazione non imponibile, indipendentemente dal fatto che l'azienda l'abbia già portata in detrazione.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
Una società cliente ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso del fornitore. È stato stabilito che il consumatore finale ha il diritto di chiedere la restituzione delle somme direttamente al fornitore di energia (azione di ripetizione dell'indebito), quando l'imposta è stata dichiarata illegittima per contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il fornitore potrà poi rivalersi sullo Stato. La parola chiave della decisione è il diritto al rimborso accise energia.
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Rimborso accisa energia: la Cassazione conferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'accisa, ritenuta illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto del cliente finale a richiedere la restituzione delle somme direttamente alla società erogatrice. La decisione si fonda sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che aveva introdotto il tributo, in quanto contraria al diritto dell'Unione Europea. Questo consolida il principio del diritto al rimborso accisa energia per i consumatori.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Cassazione ha ritenuto legittima la decisione di un giudice di disporre la compensazione spese legali in un caso in cui la pretesa creditoria, inizialmente fondata, è venuta meno solo in corso di causa per l'annullamento di una delibera societaria. La sopravvenienza di un fatto decisivo, che ha modificato il quadro giuridico, giustifica la valutazione di soccombenza reciproca e la conseguente compensazione.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
Una socia di una cooperativa vince un appello contro un decreto ingiuntivo, poiché la delibera su cui si fondava è stata annullata. Nonostante la vittoria, il giudice dispone la compensazione spese legali. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, ritenendo che la vittoria, basata su un fatto sopravvenuto (l'annullamento), giustifichi la decisione del giudice di non addebitare le spese alla parte soccombente, esercitando la propria discrezionalità.
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