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Buona Fede

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487 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Assenza ingiustificata: quando il rifiuto è illegittimo
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il caso di un licenziamento per assenza ingiustificata. Il lavoratore sosteneva di essere in ferie e di aver sospeso il lavoro per inadempimento del datore. La Corte ha respinto l'appello, sottolineando che l'assenza era illegittima perché il rifiuto di lavorare era contrario a buona fede, data la pregressa e consolidata prassi di accordi informali tra le parti.
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Licenza scommesse: cumulo necessario con AWP
Una società che installa apparecchi da gioco (AWP) è stata sanzionata per averli collocati in un esercizio che, pur avendo una licenza generica (ex art. 86 TULPS), era privo della specifica licenza scommesse (ex art. 88 TULPS). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che in locali dove si raccolgono scommesse è necessario il cumulo di entrambe le autorizzazioni. La Corte ha inoltre escluso la buona fede dell'installatore, in quanto operatore qualificato con un preciso dovere di verifica.
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Cessione di quote: la responsabilità per vizi nascosti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19833/2024, ha stabilito che nella cessione di quote societarie, la mancata comunicazione di vincoli significativi sui beni aziendali, che ne riducono il valore di circa il 25%, costituisce un grave inadempimento. Tale omissione viola il principio di buona fede e giustifica la risoluzione del contratto preliminare. La Corte ha inoltre chiarito che la richiesta di recesso e del doppio della caparra, seppur subordinata, non è una domanda nuova in appello se già formulata nell'atto di citazione iniziale.
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Responsabilità per ritardata riconsegna: la Cassazione
Un ente pubblico affitta un immobile per due mesi ma lo restituisce dopo otto anni. La Cassazione analizza la responsabilità per ritardata riconsegna, confermando la nullità della clausola contrattuale di esonero per colpa grave dell'ente. Viene esclusa la corresponsabilità del proprietario, che non ha l'onere di sollecitare la restituzione.
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Esimente dazi doganali: buona fede e onere prova
La Cassazione cassa la sentenza di merito in un caso di dazi anti-dumping. L'importatore invocava l'esimente dazi doganali per errore dell'autorità filippina. La Corte ha stabilito che il giudice deve valutare cumulativamente le tre condizioni: errore attivo dell'autorità, buona fede dell'operatore e rispetto delle norme, non potendosi limitare a constatare la falsità del certificato d'origine.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 147 del 2026, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione finanziaria deve fornire indizi gravi, precisi e concordanti sulla fittizietà del fornitore e sulla consapevolezza (o conoscibilità) del cessionario. Successivamente, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver usato la massima diligenza per evitare di essere coinvolto nella frode, al fine di legittimare la detrazione dell'IVA.
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Buona fede importatore: quando è tutelata?
Una società di importazione contesta un accertamento fiscale per dazi antidumping. La questione centrale riguarda la possibilità di invocare la buona fede importatore per evitare il pagamento a seguito della scoperta di certificati di origine falsi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a constatare la falsità dei documenti, ma deve condurre un'analisi approfondita e cumulativa di tre condizioni specifiche: l'errore attivo delle autorità, la non rilevabilità dell'errore da parte di un operatore diligente e il rispetto di tutte le prescrizioni. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Adempimento parziale: quando il rifiuto è legittimo
Una società acquirente rifiutava il pagamento per una fornitura di biancheria, lamentando un adempimento parziale e non conforme. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le doglianze della società miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti già accertati in appello. La Corte ha chiarito che il contratto prevedeva la fornitura di pezzi coordinabili e non di set completi, e che l'interruzione della fornitura era dovuta al mancato pagamento da parte dell'acquirente, configurando quest'ultimo come l'unico inadempiente.
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Buona fede acquisto azioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di privatizzazione societaria. La sentenza analizza i requisiti per l'acquisto di azioni da un non proprietario, focalizzandosi sul concetto di buona fede. Viene chiarito che la controllata di una società non può invocare la buona fede se era a conoscenza dei vizi del contratto originario. Tuttavia, per un successivo acquirente, la mera notizia di un contenzioso pendente non basta a escludere la buona fede. Infine, la Corte stabilisce che i dividendi non sono frutti civili e la loro restituzione segue regole specifiche.
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Caparra confirmatoria: donazione e recesso dal preliminare
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una promittente venditrice a versare il doppio della caparra confirmatoria. Dopo aver ereditato una farmacia e stipulato un preliminare di vendita, la venditrice ha donato l'attività a una nipote, rendendo impossibile la vendita. La Corte ha ritenuto questo atto un grave inadempimento, legittimando il recesso della promissaria acquirente e il suo diritto a ricevere il doppio della caparra versata, respingendo tutti i motivi del ricorso.
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Credito e confisca: quando il creditore non ha ragione
La Cassazione rigetta il ricorso degli eredi di un creditore che chiedevano l'ammissione del loro credito verso una società i cui beni sono stati oggetto di confisca. Nonostante un precedente decreto ingiuntivo, la Corte ha confermato la decisione del Tribunale, ritenendo il credito strumentale all'attività illecita e assente la buona fede del creditore. La tematica del credito e confisca è centrale.
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Rifiuto assegnazione provvisoria: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento di una docente che aveva effettuato un rifiuto di assegnazione provvisoria. La Corte ha stabilito che il rifiuto della lavoratrice deve essere valutato alla luce del precedente e persistente inadempimento dell'amministrazione scolastica a un ordine giudiziale di trasferimento. La legittimità del rifiuto va quindi considerata secondo i principi di buona fede e proporzionalità, non potendo l'amministrazione pretendere l'adempimento se è essa stessa inadempiente.
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Continuità delle trascrizioni: ipoteca a rischio
Un istituto di credito iscriveva un'ipoteca su immobili di una società debitrice. Tuttavia, l'acquisto di tali immobili da parte della debitrice veniva dichiarato nullo. La Cassazione ha confermato l'inefficacia dell'ipoteca, sottolineando la violazione del principio di continuità delle trascrizioni. Poiché dai registri immobiliari emergeva chiaramente l'interruzione della catena dei passaggi di proprietà, la banca non poteva essere considerata in buona fede, non avendo esercitato la dovuta diligenza nel verificare la titolarità del bene.
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Clausola risolutiva e buona fede: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di locazione commerciale in cui il locatore ha attivato la clausola risolutiva espressa per il mancato pagamento di due mensilità di canone e oneri condominiali pregressi. Nonostante il conduttore avesse pagato subito dopo la comunicazione, la Corte ha confermato la risoluzione del contratto, ritenendo che il comportamento del conduttore, caratterizzato da inadempimenti ripetuti, rendesse legittimo e non contrario a buona fede l'esercizio del diritto da parte del locatore.
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Sequestro preventivo: quando la buona fede lo annulla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'annullamento di un sequestro preventivo per truffa aggravata. Il Tribunale del Riesame aveva ritenuto che l'imprenditrice agricola avesse agito in buona fede nel richiedere fondi comunitari per terreni di cui non aveva un titolo formale, ma che possedeva da tempo, escludendo così l'elemento soggettivo del reato. La Cassazione ha ribadito che il ricorso avverso un sequestro preventivo è limitato alla violazione di legge e non può contestare la logicità della motivazione del giudice di merito.
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Confisca bene terzo: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca di un'autovettura, evidenziando un vizio di motivazione nella valutazione della buona fede del proprietario. Il caso riguarda la confisca del bene di un terzo, estraneo al reato, e la Corte ha sottolineato che la valutazione della buona fede non può basarsi su elementi generici, come precedenti penali, ma deve accertare la realtà della transazione di acquisto e l'assenza di negligenza in relazione al reato commesso.
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Indebito previdenziale: la buona fede blocca la Cassa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che chiedeva la restituzione di somme pensionistiche a un professionista. La decisione si fonda sulla valutazione di fatto, insindacabile in sede di legittimità, della buona fede del pensionato al momento della percezione delle somme, ritenute un indebito previdenziale dalla cassa. La Corte ha confermato che l'accertamento della buona fede, operato dalla Corte d'Appello, non può essere rimesso in discussione in Cassazione.
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Contributi Gestione Separata e buona fede del professionista
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista che aveva omesso il versamento dei contributi alla Gestione Separata per redditi percepiti durante il praticantato. A causa di un'incertezza giurisprudenziale sull'obbligo di iscrizione, la Corte d'Appello aveva riconosciuto la sua buona fede, applicando sanzioni ridotte. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale contro questa decisione, confermando di fatto la valutazione dei giudici di merito sulla buona fede della contribuente.
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Responsabilità precontrattuale: quando è esclusa?
Una società agricola ha citato in giudizio una società di leasing per responsabilità precontrattuale, lamentando ritardi nelle trattative per un impianto eolico che hanno causato la perdita di tariffe agevolate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in assenza di specifici impegni sui tempi e data la complessità del progetto, non sussiste una violazione del dovere di buona fede. La decisione chiarisce i limiti della responsabilità precontrattuale.
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Eccezione di inadempimento: quando è in mala fede
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni committenti che avevano sollevato un'eccezione di inadempimento contro un professionista. La Corte ha ritenuto l'eccezione pretestuosa e sollevata in mala fede, dato che l'opera progettata era stata effettivamente realizzata. Il caso chiarisce i limiti di tale strumento di difesa e le conseguenze di un suo uso strumentale, confermando la condanna al pagamento del compenso professionale e sanzionando gli appellanti per abuso del processo.
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