La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva l'acquisizione totale da parte dello Stato di beni societari. La decisione è scaturita da una errata valutazione sull'indivisibilità delle quote. A seguito della confisca di quote societarie del 40% appartenenti a un soggetto, i fratelli comproprietari del restante 60%, assolti da ogni accusa, si erano visti negare la restituzione. La Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale ha travisato la perizia tecnica, la quale non affermava l'indivisibilità delle quote, ma solo quella dei singoli beni immobili, proponendo di fatto una loro divisione per valore. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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