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Buona Fede

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487 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro Preventivo Terzo: Cassazione Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo proprietario contro il sequestro preventivo di un velivolo. La decisione si fonda sul fatto che l'appello ha contestato solo una delle due autonome motivazioni del provvedimento. Il sequestro era infatti basato sia su finalità impeditive, sia in vista della confisca. L'omessa contestazione della prima motivazione, di per sé sufficiente a sorreggere la misura, ha reso l'intero ricorso inammissibile.
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Erede apparente: acquisto salvo se in buona fede
La Corte di Cassazione conferma la validità di un acquisto immobiliare effettuato da un erede apparente, la cui nomina derivava da un testamento poi dichiarato falso. La sentenza ribadisce che per la tutela dell'acquirente sono decisivi la sua buona fede, l'onerosità dell'atto e l'anteriorità della trascrizione dell'acquisto rispetto alla trascrizione della domanda giudiziale dei veri eredi. Viene chiarito che la nozione di erede apparente include anche chi agisce sulla base di un titolo ereditario (come un testamento) che si rivela successivamente nullo.
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Crediti da lavoro e confisca: quando sono esclusi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23464/2024, ha confermato l'esclusione di alcuni crediti da lavoro dallo stato passivo di una società confiscata. I richiedenti, che erano sia dipendenti sia soci con legami di parentela con i proposti, sono stati ritenuti privi di buona fede, in quanto il loro rapporto di lavoro è stato considerato 'formale' e strumentale al recupero di beni vincolati.
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Buoni postali: la Cassazione sui tassi e i timbri
Un risparmiatore ha citato in giudizio l'istituto postale per il mancato riconoscimento dei tassi di interesse originari sui suoi buoni postali per l'ultimo decennio di validità. Sul retro dei titoli era apposto un timbro che modificava i tassi solo per i primi venti anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il suo orientamento consolidato: in caso di indicazioni incomplete o ambigue, non si applicano i tassi originari, ma si procede a un'integrazione del contratto sulla base dei decreti ministeriali vigenti per quella specifica serie di buoni. La Corte ha escluso la violazione del principio di buona fede e ha condannato il ricorrente per abuso del processo.
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Credito del terzo in buona fede: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro una decisione che riconosceva il credito di una società fiduciaria su beni confiscati. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale, secondo cui il credito del terzo in buona fede era sorto da un legittimo contratto di mandato precedente al sequestro e non era strumentale all'attività illecita. La decisione sottolinea l'importanza di provare l'estraneità del terzo alle condotte criminali per ottenere l'ammissione al passivo del proprio credito.
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Condotta antisindacale: proposta non trattabile è illegittima
La Corte di Cassazione ha confermato che la presentazione di una proposta contrattuale definita come 'non trattabile' da parte di un'azienda durante le negoziazioni sindacali costituisce condotta antisindacale. Sebbene non esista un obbligo generale di contrattare, un precedente accordo può imporre alle parti di negoziare secondo i principi di correttezza e buona fede. Chiudere ogni possibilità di dialogo viola questo dovere e lede le prerogative sindacali.
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Credito bancario e confisca: la buona fede va provata
Un istituto di credito ha concesso un mutuo ai familiari di un soggetto, poi sottoposto a misura di prevenzione, per l'acquisto di un immobile successivamente confiscato. La Cassazione ha annullato la decisione di merito che negava l'ammissione del credito al passivo, chiarendo che la mancanza di buona fede della banca non può essere presunta meccanicamente dalla sola pericolosità 'occulta' del soggetto al momento dell'erogazione del credito bancario e confisca. È necessaria una motivazione più approfondita su come la banca avrebbe potuto conoscere la strumentalità del finanziamento.
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Confisca quote societarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva l'acquisizione totale da parte dello Stato di beni societari. La decisione è scaturita da una errata valutazione sull'indivisibilità delle quote. A seguito della confisca di quote societarie del 40% appartenenti a un soggetto, i fratelli comproprietari del restante 60%, assolti da ogni accusa, si erano visti negare la restituzione. La Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale ha travisato la perizia tecnica, la quale non affermava l'indivisibilità delle quote, ma solo quella dei singoli beni immobili, proponendo di fatto una loro divisione per valore. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Eccezione di inadempimento: la Cassazione e la buona fede
Una società costruttrice si oppone a un decreto ingiuntivo per rate di mutuo non pagate, sollevando un'eccezione di inadempimento contro la banca per il mancato frazionamento dell'ipoteca. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che l'eccezione era stata sollevata in violazione del principio di buona fede. La Corte ha ritenuto prevalente l'inadempimento della società, in quanto questa non aveva mai collegato le sue difficoltà di pagamento al mancato frazionamento prima dell'azione legale.
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Buona fede contrattuale: l’appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'impresa che contestava il pagamento di un corrispettivo per lo smontaggio di un impianto. L'impresa lamentava la mancata copertura dei macchinari, ma la Corte ha stabilito che tale prestazione non era nel contratto e che il ricorso mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione riafferma i limiti del principio di buona fede contrattuale e l'onere della prova.
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Buona fede pendenza condizione: obblighi tra avvocati
Un avvocato collaborava con una collega su diverse pratiche, pattuendo una divisione dei compensi al 50% subordinata all'effettivo incasso delle somme dai clienti. Non ricevendo alcun pagamento, il legale agiva in giudizio. La Corte di Cassazione, focalizzandosi sul principio di buona fede pendenza condizione, ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non valutare se la condotta omissiva della collega avesse impedito, in violazione della correttezza, l'avveramento della condizione. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione di tali comportamenti.
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Appello inammissibile: la Cassazione conferma
Una società utilizzatrice in un contratto di leasing ha impugnato una decisione che la condannava al pagamento di canoni insoluti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile non per ragioni di merito, ma per un vizio procedurale. La società ricorrente, infatti, non aveva specificamente contestato le motivazioni della sentenza di secondo grado, concentrandosi su argomenti che la Corte ha ritenuto irrilevanti rispetto alla ragione fondamentale della decisione impugnata (la 'ratio decidendi').
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Credito e confisca: la tutela della banca in buona fede
Un istituto di credito si è opposto alla confisca dei beni di un proprio cliente, a garanzia di un finanziamento concesso prima del sequestro. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito che negava la tutela alla banca. La Suprema Corte ha stabilito che, per escludere i diritti del creditore, non basta una mera coincidenza temporale tra il prestito e il reato, ma serve una prova concreta del nesso di strumentalità. Inoltre, la valutazione della buona fede della banca non può basarsi su generiche affermazioni sulla notorietà del debitore alle forze dell'ordine, ma deve fondarsi su un'analisi rigorosa degli elementi a disposizione dell'istituto al momento dell'erogazione del credito e confisca.
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Simulazione vendita: la procura pubblica prevale
Un proprietario impugna la vendita del suo immobile, effettuata dal suo inquilino tramite procura, sostenendo una simulazione vendita per frodarlo. La Cassazione respinge il ricorso, affermando la prevalenza della procura notarile sulla scrittura privata non registrata per tutelare la buona fede del terzo acquirente, escludendo sia la simulazione che il conflitto di interessi.
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Reato di evasione: autorizzazione e buona fede
Un soggetto agli arresti domiciliari, condannato per il reato di evasione, ha sostenuto di aver agito in buona fede allontanandosi per un progetto lavorativo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Secondo i giudici, l'imputato, già responsabile di precedenti evasioni, era pienamente consapevole di dover richiedere una specifica autorizzazione per qualsiasi uscita non prevista, rendendo la sua difesa infondata e il ricorso inammissibile.
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Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
Una società di produzione si è vista negare la detrazione IVA per fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, annullando la decisione di merito. Il motivo è che il giudice non aveva esaminato un fatto decisivo: la reale esistenza di una delle società fornitrici al momento dell'emissione delle fatture, un elemento cruciale per valutare la buona fede del contribuente e la correttezza dell'accertamento fiscale.
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Leasing e inadempimento: responsabilità del concedente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9577/2024, ha stabilito che la società di leasing non può pretendere i canoni dall'utilizzatore se ha pagato il fornitore pur sapendo che il bene (un'auto estera) era inutilizzabile per la mancanza dei documenti di immatricolazione. Questo caso di leasing e inadempimento del fornitore evidenzia la responsabilità condivisa e l'obbligo di buona fede che lega concedente e utilizzatore.
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Assicurazione auto: multa valida in area privata
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di assicurazione auto sussiste anche se il veicolo è parcheggiato in un'area privata. Con la sentenza in esame, è stato chiarito che il criterio determinante non è la natura pubblica o privata del luogo di sosta, ma l'idoneità del veicolo alla circolazione. Un'automobile immatricolata e non ritirata dalla circolazione deve essere sempre coperta da assicurazione, poiché rappresenta un potenziale pericolo. La Corte ha quindi annullato la decisione di un tribunale che aveva escluso la violazione per un veicolo in sosta in un parcheggio privato di un ristorante, ritenendo irrilevante la presunta buona fede del proprietario.
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Buona fede importatore: la Cassazione sui dazi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9088/2024, ha chiarito i limiti della buona fede importatore nel contesto dei dazi doganali. Il caso riguardava una società che importava tonno dalla Colombia beneficiando di tariffe preferenziali, successivamente contestate dall'Agenzia delle Dogane per non conformità delle merci alle regole di origine. La Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'appartenenza a un gruppo che controlla l'intera filiera produttiva e la disponibilità di tutta la documentazione escludono la possibilità di invocare la buona fede. La sentenza ribadisce che la diligenza richiesta a un operatore professionale è qualificata e impone un dovere di verifica attiva, non potendo l'esenzione dai dazi basarsi su un errore dell'esportatore ma solo su un errore attivo delle autorità doganali.
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Confisca e terzi: la buona fede non si eredita
Una società ha impugnato il rigetto della sua istanza volta a far dichiarare inefficace una confisca nei suoi confronti, sostenendo di essere un creditore in buona fede. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, statuendo un principio fondamentale in materia di confisca e terzi: la buona fede, requisito essenziale per la tutela del creditore, deve essere valutata con riferimento al titolare attuale del diritto e non si trasferisce automaticamente con la cessione del credito. A causa degli stretti legami con le parti coinvolte nel reato, la società ricorrente non è stata ritenuta in buona fede.
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