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Bunkeraggio

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine tecnico che indica l'operazione di rifornimento di carburante a una nave.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esenzione accise carburante: la miscelazione abusiva costa cara
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società petrolifera il recupero di accise per l'anno 2012 relativo a cinque operazioni di rifornimento navale. L'amministrazione ha riscontrato una miscelazione non autorizzata di gasolio e olio combustibile, che ha reso indistinguibili i prodotti originari e ha generato un ammanco di carburante, ipotizzando un contrabbando. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che la miscelazione abusiva fa venir meno l'esenzione accise carburante se impedisce il controllo sulle quantità effettive e sulla destinazione d'uso. La Corte ha chiarito che il titolare del deposito fiscale risponde oggettivamente del tributo evaso in caso di svincolo irregolare dal regime sospensivo, cassando la sentenza d'appello favorevole alla contribuente.
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Esenzione Accisa Carburanti: Uso Commerciale vs Bandiera Estera
Un'azienda di combustibili ha fornito carburante a un'imbarcazione, ritenendo applicabile l'esenzione accisa carburanti. L'Agenzia delle Dogane ha però contestato l'agevolazione, sostenendo che la nave, pur classificata come 'commerciale' e con bandiera delle Isole Cayman, fosse in realtà usata per diporto privato. L'azienda si è difesa affermando che l'uso effettivo e commerciale dell'imbarcazione dovesse prevalere sui requisiti formali. La Corte di Cassazione, data la complessità della materia, non ha emesso una decisione finale ma ha rinviato la causa a una nuova udienza per un esame più approfondito, lasciando la questione irrisolta.
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Bunkeraggio: esenzione IVA anche per gli intermediari
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini dell'esenzione IVA per le operazioni di bunkeraggio marittimo. Il caso riguardava un intermediario che acquistava carburante da grandi compagnie petrolifere per rivenderlo ad armatori stranieri, con consegna diretta a bordo nave tramite clausola FOB. L'Agenzia delle Entrate contestava l'applicazione dell'esenzione, ritenendo che il contribuente avesse superato il plafond disponibile. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'esenzione IVA spetta anche agli intermediari se il trasferimento della proprietà avviene nel momento in cui l'armatore è autorizzato a disporre del carburante come proprietario, rendendo l'operazione equiparabile a una cessione all'esportazione diretta.
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Bunkeraggio IVA: esenzione per intermediari
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante il recupero IVA su operazioni di bunkeraggio effettuate da un intermediario. Il nucleo della controversia riguardava l'applicabilità dell'esenzione IVA ex art. 8-bis d.P.R. 633/1972 per acquisti di carburante rivenduto ad armatori esteri. La Corte ha stabilito che l'esenzione spetta anche agli intermediari se la consegna avviene con clausola FOB, poiché il potere di disporre del bene passa direttamente all'armatore al momento del carico, rendendo l'operazione equiparabile a una cessione all'esportazione.
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Bunkeraggio: esenzione IVA e clausole FOB
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'esenzione IVA per le operazioni di bunkeraggio effettuate da un intermediario. Il caso riguardava un contribuente che acquistava carburante da compagnie petrolifere per rivenderlo ad armatori esteri con clausola FOB. L'Agenzia delle Entrate contestava l'uso del plafond, ritenendo l'operazione soggetta a imposta poiché l'intermediario non era l'esportatore finale. La Suprema Corte, allineandosi alla giurisprudenza europea, ha stabilito che l'esenzione si applica se il potere di disporre del carburante passa all'armatore al momento del carico, rendendo irrilevante la presenza di un anello intermedio nella catena distributiva.
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Definizione agevolata: estinzione liti tributarie
Una società operante nel settore del bunkeraggio ha impugnato diversi avvisi di pagamento relativi ad accise sul gasolio fornito a imbarcazioni. La controversia verteva sulla qualificazione delle navi come unità commerciali o da diporto ai fini dell'esenzione fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, documentando il pagamento integrale delle somme dovute. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Esenzione accise carburante: uso commerciale decisivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31987/2023, ha stabilito che l'esenzione dalle accise sul carburante per le unità da diporto dipende dal loro effettivo utilizzo commerciale. La controversia nasceva dal rifornimento di uno yacht che, secondo l'Amministrazione Finanziaria, non rispettava le condizioni per l'esenzione previste per il diporto privato (partenza entro 8 ore verso un porto extra-UE). La Corte ha rigettato il ricorso dell'amministrazione, confermando che la normativa restrittiva si applica solo al diporto puramente ricreativo e non a quello commerciale. È quindi l'uso concreto del mezzo, e non la sua qualifica formale, a determinare il diritto all'esenzione accise carburante, ponendo a carico del contribuente l'onere di provare tale utilizzo.
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Rimborso IVA non residenti: le operazioni attive
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una corte tributaria che aveva concesso un rimborso IVA a una società estera. Il punto cruciale è che il giudice di merito non ha verificato se la società avesse svolto 'operazioni attive' in Italia. Tale verifica è un presupposto essenziale per accedere alla procedura di rimborso IVA non residenti, poiché la presenza di tali operazioni potrebbe obbligare la società a identificarsi ai fini IVA in Italia, escludendola dal beneficio.
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Responsabilità solidale accise: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24201/2024, ha stabilito che il titolare di un deposito fiscale è solidalmente responsabile per il pagamento delle accise in caso di ammanco di carburante durante il rifornimento a una nave. La discrepanza tra la quantità erogata e quella ricevuta, attestata dal comandante della nave, costituisce una presunzione di 'immissione in consumo' che fa scattare l'obbligo fiscale. La Corte ha chiarito che spetta al fornitore l'onere di provare la correttezza della fornitura, non potendo la dichiarazione del comandante essere svalutata sulla base di una mera supposizione di malfunzionamento degli strumenti di misura della nave. Questo principio rafforza la responsabilità solidale accise per gli operatori del settore.
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Responsabilità solidale accise: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce la responsabilità solidale accise per il depositario autorizzato in caso di ammanco di carburante durante il rifornimento. La dichiarazione del comandante della nave è sufficiente a provare lo svincolo irregolare, rendendo esigibile l'imposta a carico del fornitore.
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Esenzione accisa yacht: l’uso effettivo è decisivo
Una società e gli utilizzatori di uno yacht hanno impugnato un avviso di pagamento per accise non versate sul carburante, sostenendo di aver diritto all'esenzione accisa yacht in quanto l'imbarcazione era usata per attività di noleggio commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il beneficio fiscale non dipende dalla mera esistenza di un contratto di noleggio, ma dall'uso effettivo e concreto dell'imbarcazione per scopi commerciali da parte dell'utilizzatore finale. Poiché nel caso di specie l'uso era risultato puramente ricreativo, l'esenzione è stata negata. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, chiarendo che la notifica di avvisi a più soggetti solidalmente responsabili non costituisce una illegittima doppia imposizione.
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Esenzione accise carburanti: l’uso effettivo vince
Una società fornitrice di carburanti ha contestato un avviso di pagamento che negava l'esenzione dalle accise per un rifornimento a uno yacht battente bandiera extra-UE. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente, stabilendo che il criterio per l'esenzione accise carburanti non è la bandiera o la registrazione formale, ma l'effettivo uso commerciale dell'imbarcazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame dei fatti, con l'onere della prova a carico di chi richiede il beneficio.
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Esenzione IVA imbarcazioni: la prova dell’uso commerciale
Una società fornitrice di carburante ha ottenuto l'annullamento di un avviso di accertamento per IVA non versata su un rifornimento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la prova dell'uso commerciale dell'imbarcazione, necessaria per l'esenzione IVA imbarcazioni, era stata adeguatamente fornita tramite contratti di noleggio e bonifici. Il ricorso dell'Agenzia Fiscale, volto a una rivalutazione delle prove, è stato ritenuto inammissibile.
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Esenzione accisa carburante: no se la sosta è finale
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della esenzione accisa carburante a una società di navigazione. Le sue navi erano ferme in porto non in attesa di nuove commesse, ma per essere preparate alla restituzione al proprietario. La Corte ha stabilito che l'esenzione richiede la prova di un uso commerciale effettivo e concreto del mezzo, prova che in questo caso mancava poiché la sosta era finalizzata alla cessazione dell'attività.
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