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Base Imponibile — Anno 2026

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132 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

Deducibilità contributi INAIL IRAP: il Comune vince contro il Fisco
Un Ente Locale ha chiesto il rimborso dell'IRAP versata in eccesso, poiché non aveva dedotto i contributi INAIL obbligatori. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso, sostenendo che il metodo di calcolo usato dall'Ente (retributivo) non lo consentisse. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Locale. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: la deducibilità contributi INAIL IRAP è un diritto che spetta a tutti i soggetti passivi, indipendentemente dal metodo di calcolo della base imponibile. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a restituire le somme e a pagare le spese legali.
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Edificabilità di Fatto: Terreno Agricolo, Tasse da Area Edificabile
Un contribuente vende un terreno, formalmente agricolo, a un prezzo molto superiore al valore di mercato per quel tipo di suolo. Poco dopo, l'acquirente ottiene i permessi per costruirvi un impianto commerciale. L'Agenzia delle Entrate contesta la plusvalenza, sostenendo la sussistenza di una 'edificabilità di fatto'. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo che per la tassazione non conta solo la classificazione catastale, ma anche e soprattutto la reale vocazione edificatoria del terreno, dimostrata da indizi concreti come il prezzo elevato e il rapido sviluppo successivo alla vendita. La plusvalenza è quindi tassabile.
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Esenzione IMU terreni agricoli: IAP non basta, serve la prova
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU terreni agricoli a delle comproprietarie, nonostante una di loro avesse la qualifica di Imprenditrice Agricola Professionale (IAP). Il Comune aveva emesso un avviso di accertamento per un terreno diventato edificabile. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la sola qualifica IAP non è sufficiente per ottenere l'esenzione. Il contribuente deve fornire la prova concreta e puntuale dell'effettivo svolgimento dell'attività agricola sul terreno in questione. In assenza di tale dimostrazione, l'imposta è dovuta. La sentenza sottolinea quindi che il diritto all'agevolazione fiscale non è automatico ma dipende dalla situazione di fatto.
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Divieto di Reformatio in Peius: Appello Fiscale non può Peggiorare
Un contribuente aveva ottenuto una riduzione del 50% del valore di alcuni terreni ai fini ICI. Non soddisfatto, ha presentato appello per ottenere uno sconto maggiore. Il giudice di secondo grado, pur accogliendo formalmente l'appello, ha peggiorato la sua situazione, riducendo lo sconto al 25%. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ribadendo il fondamentale **divieto di reformatio in peius**: in assenza di un appello da parte del Comune, il giudice non può peggiorare la posizione di chi ha fatto ricorso. La sentenza ha quindi dato ragione al contribuente su questo principio cruciale.
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Valore venale aree fabbricabili: il prezzo d’acquisto batte la stima
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio sul calcolo del valore venale aree fabbricabili ai fini ICI. Un'azienda aveva acquistato un terreno in un'area industriale a un prezzo calmierato e con forti vincoli (divieto di rivendita a prezzo superiore, uso industriale obbligato). Il Comune, ignorando il prezzo di acquisto, aveva richiesto un'imposta maggiore basata su un valore di mercato teorico. La Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo che, se esiste un prezzo di acquisto recente che riflette fedelmente i vincoli reali del bene, questo deve essere usato come base per il calcolo dell'imposta. Il prezzo di acquisto, in questo caso, rappresenta il parametro più oggettivo e corretto, prevalendo sui criteri di stima generali.
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Immobile Abusivo: Niente IMU dopo l’Acquisizione al Patrimonio Comunale
Una società si oppone a un avviso di accertamento IMU sostenendo di non essere più proprietaria degli immobili. Anni prima, infatti, il Comune ne aveva ordinato la demolizione per abusivismo. La mancata demolizione entro 90 giorni aveva causato, per legge, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio chiaro: quando scatta l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune, il precedente proprietario perde il possesso, che è il presupposto per il pagamento dell'IMU. Di conseguenza, l'imposta non è più dovuta per i periodi successivi a tale acquisizione automatica.
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Valore venale area industriale: vince il prezzo d’acquisto sul Fisco
Un Comune ha richiesto a un'Azienda il pagamento di una maggiore ICI, valutando un terreno a 34,79 €/mq. L'Azienda si è opposta, sostenendo che il valore corretto fosse il prezzo di acquisto di 14,70 €/mq, imposto da un consorzio industriale con forti vincoli (divieto di rivendita a prezzo superiore, uso vincolato). La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Azienda. Ha stabilito che, in presenza di tali limiti che sottraggono il bene al libero mercato, il prezzo di acquisto rappresenta il corretto valore venale area industriale ai fini fiscali. Di conseguenza, l'accertamento del Comune è stato annullato.
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Base imponibile contributiva: esclusi redditi capitale
La Corte di Cassazione ha confermato che la base imponibile contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Inps deve includere esclusivamente i redditi d'impresa derivanti dall'effettivo svolgimento di attività lavorativa. Nel caso esaminato, l'ente previdenziale aveva richiesto contributi aggiuntivi includendo nella base imponibile contributiva anche gli utili derivanti dalla partecipazione di una contribuente in una società di capitali. Poiché è stato accertato che la donna non prestava alcuna attività lavorativa nella suddetta società, limitandosi a esserne socia di capitale, tali redditi sono stati qualificati come redditi di capitale e, pertanto, esclusi dal calcolo dei contributi previdenziali obbligatori.
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Base imponibile contributiva: redditi esclusi
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della base imponibile contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione INPS. Il caso riguardava un contribuente che percepiva redditi sia come socio lavoratore in una società di persone, sia come socio investitore in una società di capitali. La Suprema Corte ha stabilito che i contributi previdenziali devono essere calcolati esclusivamente sui redditi derivanti da attività lavorativa effettiva, escludendo i redditi di capitale percepiti per la sola partecipazione societaria senza prestazione d'opera.
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Contributi previdenziali: esclusi i redditi da S.r.l.
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a una professionista, includendo nella base imponibile anche gli utili derivanti dalla sua partecipazione in una società di capitali. La contribuente, già iscritta alla gestione commercianti per un'altra attività, ha contestato la pretesa sostenendo che tali utili fossero meri redditi di capitale, non legati ad alcuna attività lavorativa nella società. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento dell'avviso di addebito, stabilendo che i redditi da mera partecipazione in società di capitali non devono essere conteggiati per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi.
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Rimborso IRAP: la guida sui contributi FUS
Una Fondazione Lirica ha richiesto il rimborso IRAP sostenendo che i contributi ricevuti dal Fondo Unico dello Spettacolo tra il 2015 e il 2018 fossero parzialmente esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che il nuovo quadro normativo introdotto nel 2014 non prevede più una correlazione specifica tra contributi e costi del personale indeducibili. Senza tale nesso esplicito previsto dalla legge istitutiva, il contributo concorre interamente alla formazione della base imponibile, rendendo legittimo il diniego dell'Amministrazione Finanziaria.
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Contributi INPS utili non distribuiti: cosa sapere
L'ordinanza esamina l'obbligo di versare i contributi INPS utili non distribuiti per i soci lavoratori di società di capitali. La Corte d'Appello aveva escluso tale obbligo basandosi sul principio di cassa, ma la Cassazione ha ravvisato la necessità di un approfondimento in pubblica udienza a causa della rilevanza sistematica della questione e del potenziale rischio di condotte elusive.
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Base imponibile contributiva S.r.l.: il caso degli utili
L'ordinanza affronta il tema della base imponibile contributiva S.r.l. per i soci lavoratori, analizzando se gli utili prodotti dalla società ma non effettivamente distribuiti debbano essere conteggiati per il calcolo dei contributi previdenziali. Il caso nasce dall'opposizione di un socio a un avviso di addebito emesso dall'ente previdenziale. La Corte ha ritenuto la questione di massima importanza, rinviandola a una pubblica udienza per definire l'interpretazione corretta della convergenza tra disciplina fiscale e previdenziale.
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Imponibilità IVA OGSE: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imponibilità IVA OGSE è corretta poiché gli oneri generali di sistema non hanno natura tributaria ma costituiscono parte del corrispettivo del servizio. Il caso nasce dal ricorso di un ente religioso che chiedeva il rimborso dell'IVA versata sulle bollette elettriche, sostenendo l'illegittimità del prelievo su tali oneri.
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Esenzione IMU abitazione principale: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'esenzione IMU abitazione principale non spetta per immobili in ristrutturazione, anche se inagibili. Per beneficiare dell'agevolazione, è necessario che il proprietario risieda anagraficamente e dimori abitualmente nell'immobile. Nel caso esaminato, lo stato di cantiere permette solo una riduzione del 50% dell'imposta, non l'esonero totale.
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Rimborso IVA procedure concorsuali: la guida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4900/2026, ha confermato il diritto di un professionista a ottenere il rimborso IVA procedure concorsuali per crediti non riscossi da società in amministrazione straordinaria. La decisione stabilisce che, se una procedura dura oltre dieci anni o se l'impossibilità di recupero del credito è certificata, il contribuente può emettere la nota di variazione senza attendere la chiusura formale del fallimento, in linea con i principi dell'Unione Europea.
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Imposta di registro assegnazione crediti: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordinanza di assegnazione dei crediti in sede di espropriazione forzata è soggetta all'imposta di registro assegnazione crediti in misura proporzionale (0,50%). La decisione chiarisce che tale atto ha un effetto traslativo, spostando il diritto di credito dal debitore al creditore, e non può quindi essere tassato in misura fissa. Per i crediti futuri, come i canoni di locazione, la base imponibile va calcolata sul valore effettivamente acquisito.
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Contributi INPS utili non distribuiti: nuovi dubbi
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che escludeva il calcolo dei contributi INPS utili non distribuiti dalla base imponibile di una socia di S.r.l. La questione riguarda se i redditi societari non ancora percepiti debbano essere soggetti a contribuzione. Data la rilevanza e la natura seriale del contenzioso, la causa è stata rinviata alla pubblica udienza per un chiarimento definitivo sulle norme vigenti.
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Contributi INPS utili non distribuiti: base imponibile
L'ordinanza esamina se i contributi INPS utili non distribuiti di una società di capitali debbano concorrere alla formazione della base imponibile per i soci iscritti alla gestione artigiani. La Corte di Cassazione, rilevando la natura seriale della questione e la complessità dell'interpretazione normativa, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per definire se tali somme costituiscano reddito d'impresa o semplice capitale investito.
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Imposta di registro conferimento: guida alla deduzione
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti alla deducibilità delle passività nell'ambito dell'imposta di registro conferimento. Il caso riguarda una società che ha tentato di sottrarre l'importo di un mutuo ipotecario dal valore reale di un terreno conferito dai soci. La Corte ha stabilito che la semplice esistenza di un'ipoteca non garantisce la deduzione: è necessario dimostrare l'inerenza del debito all'oggetto del conferimento e che il finanziamento non sia di natura personale per i soci conferenti.
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