LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Base Imponibile — Anno 2023

Pagina 2 di 9

178 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

Tassazione previdenza complementare: negato il rimborso IRPEF
Una contribuente, ex dipendente bancaria, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF trattenuta sulla liquidazione in capitale (cosiddetto zainetto) del proprio fondo pensionistico integrativo. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto, impugnato dalla donna. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha stabilito che la tassazione previdenza complementare si applica sull'intera somma erogata dal fondo, senza poter sottrarre i contributi versati volontariamente dal lavoratore, in quanto solo i contributi obbligatori per legge sono esenti da tasse. Inoltre, spetta al contribuente dimostrare l'esistenza di eventuali rendimenti finanziari tassabili con aliquota agevolata. Di conseguenza, il ricorso dell'ufficio fiscale è stato accolto e la richiesta di rimborso definitivamente respinta.
Continua »
Contributi in conto esercizio: esenti da IRES ma non da IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'esenzione fiscale di alcuni contributi ricevuti da una società di trasporti della Provincia di Bolzano. Per il fisco, tali somme costituivano ricavi imponibili ai fini delle imposte dirette e corrispettivi soggetti a IVA. La Corte di Cassazione ha chiarito che i contributi in conto esercizio erogati per il trasporto pubblico locale sono esenti dalle imposte dirette. Tuttavia, ai fini IVA, la Corte ha stabilito che tali somme sono imponibili se collegate direttamente al prezzo del servizio, consentendo agli utenti di pagare tariffe ridotte. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata con rinvio per verificare se i contributi abbiano effettivamente ridotto il costo del biglietto per i passeggeri, determinando così l'applicazione dell'IVA.
Continua »
Trattamento fiscale dei contributi: esenti IRES ma IVA in bilico
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il trattamento fiscale dei contributi ricevuti da una società di trasporto pubblico locale dalla Provincia Autonoma di Bolzano. L'ufficio riteneva tali somme imponibili sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini IVA. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per le imposte dirette, i contributi sono esenti in base al regime di neutralità fiscale, valido anche per le province autonome. Per quanto riguarda l'IVA, invece, la Corte ha accolto il ricorso erariale: il giudice d'appello deve verificare se il contributo pubblico sia direttamente connesso al prezzo del servizio, consentendo agli utenti di pagare una tariffa ridotta. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame su questo specifico punto.
Continua »
Trattamento IVA dei contributi pubblici: tra esenzione e fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro una Società di Trasporti e i suoi Soci, ritenendo che i contributi ricevuti dall'Ente Pubblico Locale per il trasporto pubblico fossero soggetti a IVA e IRES. I giudici di merito avevano annullato gli accertamenti, ritenendo i contributi esenti. La Cassazione ha chiarito il trattamento IVA dei contributi pubblici: ai fini delle imposte dirette, i contributi sono esenti. Tuttavia, ai fini IVA, essi sono imponibili se direttamente connessi al prezzo del servizio, permettendo di offrire tariffe ridotte agli utenti. Poiché il giudice d'appello non ha verificato questo nesso economico, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame. Inoltre, è stato confermato l'accertamento per l'uso di fatture per operazioni inesistenti da parte di uno dei soci.
Continua »
Imposta regionale sulle concessioni statali: porti non esenti
Un'impresa portuale ha contestato l'avviso di accertamento con cui la Regione richiedeva il pagamento dell'imposta regionale sulle concessioni statali per l'anno 2008, relativa all'uso di aree del demanio marittimo. La società sosteneva che il tributo non fosse dovuto poiché il canone era determinato discrezionalmente dall'Autorità Portuale e non per legge, violando il principio della riserva di legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imposta regionale sulle concessioni statali è pienamente legittima. La riserva di legge relativa (Art. 23 Cost.) è rispettata poiché la legge statale individua i soggetti passivi, il presupposto e l'aliquota massima, lasciando all'autorità amministrativa solo la quantificazione tecnica del canone. L'esenzione introdotta dalla Regione dal 2013 non ha effetto retroattivo per le annualità precedenti.
Continua »
Attribuzione della rendita catastale: stop alle stime del Comune
L'Ente Pubblico Regionale impugna gli avvisi di accertamento ICI emessi dal Comune per gli anni 2009-2011 su un complesso immobiliare. Il Comune aveva applicato una rendita catastale presunta, determinata autonomamente sulla base di una stima interna del 2006, ritenendo inerte l'Ente Pubblico e l'Agenzia del Territorio. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente Pubblico Regionale, stabilendo che l'attribuzione della rendita catastale spetta in via esclusiva all'Agenzia delle Entrate (ex Agenzia del Territorio). I Comuni hanno solo un potere di impulso e non possono determinare autonomamente rendite presunte o provvisorie, specialmente dopo l'abrogazione della norma che lo consentiva. La sentenza viene cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria.
Continua »
Classificazione doganale e IVA: scontro su scooter per disabili
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società l'applicazione dell'IVA agevolata al 4% sull'importazione di scooter elettrici per la mobilità, pretendendo l'aliquota ordinaria al 20% e maggiori dazi. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, ritenendo che i mezzi fossero destinati a persone con problemi di deambulazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che la classificazione doganale deve basarsi esclusivamente sulle caratteristiche oggettive del prodotto al momento dell'importazione e non sulla sua futura destinazione d'uso o su un utilizzo meramente possibile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Tassazione dei contributi pubblici: esenti IRES ma non da IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda di trasporti la mancata tassazione dei contributi ricevuti da una Provincia autonoma per il servizio di trasporto pubblico locale. I giudici di merito avevano dato ragione all'azienda. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla tassazione dei contributi pubblici. Per le imposte dirette, i contributi a copertura delle perdite delle aziende di trasporto sono esenti per legge. Per l'IVA, invece, la tassazione dipende dalla funzione del contributo: se il finanziamento pubblico serve a ridurre direttamente il prezzo del biglietto pagato dai passeggeri, allora quella somma fa parte della base imponibile e va tassata ai fini IVA. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, ordinando un nuovo esame per verificare questo specifico collegamento economico.
Continua »
Tassazione contributi trasporto pubblico: esenti IRES ma con IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'esclusione fiscale dei contributi erogati dalla Provincia Autonoma di Bolzano a un'azienda di autotrasporto locale. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla tassazione contributi trasporto pubblico. Per le imposte dirette, i contributi destinati a coprire le perdite strutturali delle aziende di trasporto non sono tassabili come ricavi. Per l'IVA, invece, la tassazione dipende dalla funzione del contributo. Se il denaro pubblico serve a ridurre direttamente il prezzo del biglietto per i passeggeri, la somma deve essere assoggettata a IVA. Poiché i giudici d'appello non hanno verificato questo collegamento diretto tra il contributo e la riduzione delle tariffe, la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente all'IVA, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Tassazione dei contributi pubblici: IRES esente, dubbio su IVA
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda di trasporto pubblico locale la mancata tassazione dei contributi ricevuti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, richiedendo il pagamento di IRES e IVA. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla tassazione dei contributi pubblici. Per le imposte dirette (IRES), i contributi erogati a copertura dei disavanzi di esercizio non costituiscono reddito e sono esenti. Per l'IVA, invece, la tassazione dipende dalla funzione del contributo: è necessario verificare se il sussidio pubblico sia direttamente collegato al prezzo del servizio, consentendo agli utenti di pagare una tariffa ridotta. Poiché i giudici di secondo grado non hanno svolto questa verifica sull'IVA, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa per un nuovo esame su questo specifico aspetto.
Continua »
Tassabilità dei contributi pubblici: scontro tra IVA e IRES
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la mancata tassazione, ai fini IRES e IVA, dei contributi erogati dalla Provincia Autonoma a un'Impresa di Trasporti per il servizio pubblico locale. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti sulla tassabilità dei contributi pubblici. Per le imposte dirette (IRES), i contributi a copertura dei disavanzi d'esercizio delle imprese di trasporto non sono tassabili. Per l'IVA, invece, la tassabilità dipende dalla funzione del contributo: se questo è direttamente connesso al prezzo del servizio, consentendo agli utenti di pagare una tariffa ridotta, deve essere incluso nella base imponibile. La Suprema Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso del Fisco, annullando la decisione precedente limitatamente all'IVA e rinviando la causa al giudice di merito per verificare se esista questo legame diretto tra il contributo e la riduzione del prezzo per i viaggiatori.
Continua »
Tassazione dei terreni edificabili: il piano batte l’agricoltura
Il Comune ha emesso un avviso di accertamento ICI nei confronti del Contribuente, ritenendo un suo terreno edificabile poiché inserito in una variante del Piano Regolatore Generale. Il Contribuente ha impugnato l'atto, vincendo in primo grado. Tuttavia, il Giudice d'Appello ha ribaltato la decisione, confermando la legittimità della tassazione. Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che l'edificabilità fosse solo potenziale e che il terreno fosse destinato a uso agricolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, ai fini della tassazione dei terreni edificabili, rileva l'adozione della variante urbanistica da parte del Comune, anche senza approvazione regionale. Inoltre, poiché il Contribuente era rimasto contumace in appello e non aveva riproposto le sue eccezioni sulla destinazione agricola, queste si considerano rinunciate.
Continua »
Gestione commercianti: si pagano i contributi anche sugli affitti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una socia di una società di persone contro l'avviso di addebito dell'INPS. L'ente previdenziale richiedeva il pagamento dei contributi per la Gestione commercianti sui redditi eccedenti il minimale. La ricorrente sosteneva che i redditi societari derivassero solo da locazioni immobiliari e non da attività d'impresa. I giudici hanno chiarito che, per gli iscritti alla Gestione commercianti, la base imponibile previdenziale comprende tutti i redditi d'impresa dichiarati ai fini fiscali, inclusi quelli da partecipazione in società di persone che si limitano a riscuotere canoni di affitto, senza che sia necessario lo svolgimento di attività lavorativa diretta nella società. Di conseguenza, la contribuente perde la causa e le spese di giudizio vengono compensate.
Continua »
Gestione commercianti: contributi dovuti anche sui soli affitti
Un socio accomandante ha impugnato l'avviso di addebito con cui l'INPS richiedeva il pagamento di contributi alla Gestione commercianti. I contributi erano calcolati anche sui redditi derivanti dalla sua partecipazione in una società di persone che si limitava a locare immobili, senza che il socio vi svolgesse attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che la base imponibile per la Gestione commercianti deve includere tutti i redditi d'impresa percepiti nell'anno. Poiché i redditi delle società di persone sono considerati fiscalmente redditi d'impresa a prescindere dall'attività svolta, essi rilevano anche ai fini previdenziali, indipendentemente dall'effettivo svolgimento di attività lavorativa da parte del socio. L'INPS ha quindi legittimamente preteso il pagamento dei contributi.
Continua »
Vincolo idrogeologico e ICI: terreno edificabile ma valore ridotto
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sugli immobili emesso dal Comune, sostenendo che il terreno fosse inedificabile a causa di un vincolo idrogeologico e che la notifica fosse inesistente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica è valida per il raggiungimento dello scopo, poiché il destinatario si è difeso in giudizio. Riguardo al tributo, la Corte ha chiarito che il vincolo idrogeologico e ICI non esclude la natura edificabile del terreno se prevista dal piano regolatore. Tuttavia, tale limitazione incide pesantemente sul valore venale del bene e, di conseguenza, sulla base imponibile. Poiché i giudici d'appello non hanno valutato questa riduzione di valore, la Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, annullando la decisione precedente e disponendo un nuovo esame del caso.
Continua »
Contributi Gestione Commercianti: si pagano anche senza lavorare
Un lavoratore autonomo, già iscritto alla gestione previdenziale come titolare di un'impresa individuale, ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare i **Contributi Gestione Commercianti** anche sugli utili derivanti dalla sua partecipazione in due società di persone (società in accomandita semplice). Il lavoratore sosteneva che tali utili non dovessero essere tassati a fini previdenziali poiché egli non svolgeva alcuna attività lavorativa in quelle società, le quali si limitavano a locare immobili. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. I giudici hanno stabilito che, per il principio della trasparenza fiscale, i redditi derivanti da società di persone costituiscono sempre reddito d'impresa. Di conseguenza, essi devono essere interamente inclusi nella base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti, a prescindere dall'effettivo svolgimento di attività lavorativa da parte del socio.
Continua »
Base imponibile contributiva: ditta familiare contro affitti
La titolare di un'impresa artigiana ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare contributi previdenziali aggiuntivi per il marito, collaboratore familiare. L'INPS ha calcolato i contributi includendo anche i redditi che l'uomo percepiva come socio accomandatario di una società di persone che si occupava solo di affittare immobili. La titolare sosteneva che tali redditi non dovessero rientrare nel calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la base imponibile contributiva per gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti comprende la totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF. Poiché i redditi derivanti da società di persone sono considerati fiscalmente redditi d'impresa, essi vanno obbligatoriamente inclusi nel calcolo dei contributi previdenziali dovuti, anche se il collaboratore non lavora attivamente in quella specifica società.
Continua »
Tassazione previdenza complementare: fisco battuto sul rimborso
Un ex dipendente di un consorzio portuale, andato in pensione nel 1992, ha richiesto il rimborso delle maggiori imposte trattenute sulla sua pensione integrativa tra il 1997 e il 2007. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso, sostenendo che tali somme dovessero essere tassate interamente e non con l'aliquota agevolata dell'87,50%. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Pensionato. I giudici hanno chiarito che, trattandosi di un vecchio iscritto a un vecchio fondo di previdenza complementare, e avendo maturato tutti i rendimenti prima del 31 dicembre 2006, si applica il regime fiscale di favore. Di conseguenza, la tassazione previdenza complementare deve avvenire solo sull'87,50% dell'importo erogato. L'amministrazione finanziaria è stata condannata a rimborsare le somme e a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Omessa dichiarazione dei redditi: condanna per l’amministratore
Il Legale Rappresentante di una società è stato condannato per il reato di omessa dichiarazione dei redditi e dell'IVA per l'anno d'imposta 2012. L'imposta evasa superava ampiamente la soglia di punibilità di 50.000 euro. La difesa ha contestato il calcolo dell'evasione, sostenendo che i giudici avessero ignorato i costi sostenuti dall'azienda e si fossero basati solo su presunzioni induttive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in tema di IVA, si possono considerare solo i costi effettivamente documentati. Per le imposte dirette, i costi non registrati rilevano solo se vi è la certezza della loro esistenza, elemento non dimostrato dall'imputato, che non ha presentato i registri contabili.
Continua »
Socio fondatore ma non lavora: no alla Gestione Commercianti INPS
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che i redditi derivanti dalla mera partecipazione come socio fondatore a una società di capitali, senza lo svolgimento di alcuna attività lavorativa, non rilevano ai fini della determinazione della base imponibile per la Gestione Commercianti INPS. La distinzione fiscale che qualifica tali utili come reddito da lavoro autonomo costituisce una finzione giuridica valida solo a fini fiscali e non previdenziali.
Continua »