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Base Imponibile — Anno 2022

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188 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

Base imponibile IRAP: tassati i contributi ai trasporti
Una società di trasporti ha contestato un avviso di accertamento del Fisco. L'ufficio pretendeva il pagamento delle imposte su oltre un milione di euro ricevuto dalla Regione Lombardia come contributo di esercizio. La società sosteneva che tali somme fossero escluse dalla base imponibile IRAP perché calcolate sui costi del personale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che i contributi regionali per coprire i disavanzi delle imprese di trasporto pubblico rientrano nella base imponibile IRAP. L'esclusione spetta solo se la legge regionale prevede espressamente che il contributo sia destinato a coprire specifici costi non deducibili. La legge della Lombardia non contiene questa previsione esplicita. La società perde la causa e deve pagare tasse, sanzioni e spese legali.
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Edificabilità ai fini ICI: basta il piano generale
Il Comune ha emesso un avviso di accertamento ICI per l'anno 2010 nei confronti di una Società proprietaria di un terreno. Il Comune considerava l'area edificabile in base all'adozione del Piano Strutturale Comunale (PSC). La Società sosteneva invece che il terreno non fosse edificabile fino all'adozione del successivo Piano Operativo Comunale (POC). I giudici di merito hanno dato ragione alla Società. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'edificabilità ai fini ICI sussiste dal momento dell'inserimento del terreno nello strumento urbanistico generale (PSC), indipendentemente dall'adozione di piani attuativi (POC). La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Area fabbricabile ai fini fiscali: tasse su terreni bloccati
Un ente religioso ha contestato l'assoggettamento a imposta di un proprio terreno come area fabbricabile ai fini fiscali, sostenendo che la mancata firma di una convenzione con il Comune ne impedisse l'effettiva edificazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un terreno è considerato area fabbricabile ai fini fiscali non appena viene inserito nel piano regolatore generale del Comune. L'assenza di accordi attuativi o di autorizzazioni regionali non cancella la natura edificabile del suolo, ma può solo influenzarne il valore di mercato e quindi ridurre la base imponibile. Di conseguenza, il terreno deve essere tassato come edificabile, ma con una riduzione del valore calcolata in base alle concrete difficoltà di costruzione.
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Imposta di registro su conferimento immobiliare: limiti ai debiti
Due soci hanno costituito una società conferendo un terreno su cui gravava un mutuo ipotecario stipulato pochi giorni prima. I soci hanno calcolato l'imposta di registro su conferimento immobiliare deducendo il valore del mutuo dal valore del terreno. L'Agenzia delle Entrate ha negato la deduzione, ritenendo l'operazione elusiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente. La Corte ha stabilito che, sebbene il Fisco non possa riqualificare l'atto unendo contratti diversi, le passività possono essere dedotte solo se sono strettamente inerenti all'acquisizione del bene da parte della società o collegate al suo oggetto sociale. Poiché il mutuo era stato stipulato dai soci per scopi personali prima del conferimento, il suo valore non poteva essere sottratto.
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Imposta di registro concordato fallimentare: no a sconti fiscali
Un contribuente ha acquistato immobili residenziali tramite un concordato fallimentare e ha chiesto il rimborso dell'imposta di registro versata in eccedenza. Il contribuente pretendeva di calcolare la tassa applicando un abbattimento del 43% sul valore catastale degli immobili. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, sostenendo che la base imponibile dovesse essere l'intero valore catastale senza riduzioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio tributario, stabilendo che per le cessioni in sede di concordato fallimentare si applica la disciplina del prezzo-valore. Di conseguenza, l'imposta di registro concordato fallimentare deve essere calcolata sul valore catastale pieno dell'immobile, senza alcuna ulteriore riduzione o abbattimento. La decisione di appello che concedeva lo sconto fiscale è stata quindi cassata.
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Imposta di registro su usucapione: Fisco vince contro gli eredi
L'Agenzia delle Entrate ha notificato ad alcuni eredi un avviso di liquidazione per il pagamento dell'imposta di registro su usucapione, calcolata sulla base di una sentenza civile che accertava l'acquisto di una quota di un terreno. I contribuenti contestavano la validità dell'atto per difetto di motivazione, in quanto la sentenza non era allegata e il valore del terreno era ritenuto eccessivo rispetto a quello catastale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'avviso è valido anche senza allegare la sentenza se questa è già nota alle parti. Inoltre, la base imponibile per l'imposta di registro su usucapione deve essere determinata in base al valore venale del bene al momento del passaggio in giudicato della sentenza, e non sul valore catastale storico.
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Area fabbricabile ai fini ICI: cantiere fermo ma la tassa si paga
Un Ente Religioso ha contestato l'assoggettamento a tassazione di un proprio terreno come area fabbricabile ai fini ICI, evidenziando che la mancata firma della convenzione attuativa con il Comune impediva l'edificazione concreta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che un terreno è considerato area fabbricabile ai fini ICI non appena il Comune adotta il piano regolatore generale, a prescindere dall'approvazione di successivi strumenti attuativi. Tuttavia, l'assenza di tali strumenti incide sul valore di mercato del bene, riducendone la base imponibile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la riduzione del valore del terreno operata dai giudici di merito, respingendo anche il ricorso del Comune e compensando le spese legali.
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Accertamento IMU aree edificabili: vince il valore più basso
Una società estrattiva ha impugnato un avviso di accertamento IMU aree edificabili relativo ad alcune cave. Il Comune aveva calcolato l'imposta basandosi su una delibera del Consiglio comunale che stimava il valore del terreno a 54,75 euro al metro quadro. La società sosteneva che una successiva delibera della Giunta comunale avesse ridotto tale valore a 7,82 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che i giudici di merito avrebbero dovuto considerare la delibera della Giunta come elemento di prova (presunzione semplice) per superare la stima iniziale, anche se tale atto non era stato formalmente recepito dal Consiglio. Sono state invece confermate le sanzioni, escludendo l'incertezza normativa. La causa è stata rinviata per un nuovo esame del valore del terreno.
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