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Azione Di Inefficacia

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Azione legale, tipica del diritto fallimentare (nota anche come revocatoria fallimentare), con cui il curatore chiede al giudice di dichiarare inefficaci, rispetto ai creditori, gli atti di disposizione patrimoniale compiuti dal debitore prima del fallimento, se ritenuti dannosi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dono al coniuge prima del fallimento: inefficacia senza scadenza
Un imprenditore, nel biennio precedente alla dichiarazione di fallimento, costituisce un diritto di abitazione a vita a favore della moglie su un immobile di sua proprietà. Il curatore fallimentare agisce per far dichiarare l'atto inefficace. La moglie si oppone, sostenendo che l'azione sia stata proposta oltre il termine di decadenza di tre anni. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: l'azione per l'inefficacia degli atti a titolo gratuito, prevista dall'art. 64 della Legge Fallimentare, non è soggetta a termini di decadenza. Questa azione è di mero accertamento e quindi imprescrittibile, a differenza delle azioni revocatorie. Di conseguenza, il dono al coniuge viene dichiarato inefficace nei confronti dei creditori.
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Azione inefficacia atti gratuiti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33157/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fallimentare. Ha chiarito che l'azione di inefficacia degli atti gratuiti, prevista dall'art. 64 della Legge Fallimentare, non è soggetta ai brevi termini di decadenza stabiliti per le azioni revocatorie dall'art. 69-bis. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sulla natura meramente dichiarativa e non costitutiva di tale azione, che la rende imprescrittibile. Questa pronuncia ribalta la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente applicato i termini di decadenza, e rafforza gli strumenti a disposizione della curatela per la ricostituzione del patrimonio del fallito.
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Legittimazione passiva banca: chi citare in giudizio?
Una società cooperativa in liquidazione coatta amministrativa ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme pagate a terzi dopo l'apertura della procedura. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo il difetto di legittimazione passiva della banca. L'azione per l'inefficacia dei pagamenti deve essere diretta contro i beneficiari effettivi (accipiens) delle somme e non contro la banca, che ha agito come semplice delegata all'esecuzione dei pagamenti.
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Pagamento debitor debitoris: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha stabilito che, in caso di fallimento del debitore, l'azione per dichiarare l'inefficacia di un pagamento debitor debitoris eseguito dopo l'apertura della procedura concorsuale deve essere intentata contro il creditore che ha ricevuto la somma (accipiens) e non contro il terzo debitore che ha materialmente effettuato il pagamento. Il ricorso della procedura è stato dichiarato inammissibile per aver citato in giudizio il soggetto sbagliato.
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Pagamenti post fallimento: a chi chiedere i soldi?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sui pagamenti post fallimento. Un'impresa fallita aveva continuato a effettuare pagamenti a un creditore tramite una banca. Il curatore fallimentare ha citato in giudizio la banca per ottenere la restituzione delle somme. La Suprema Corte ha stabilito che l'azione di inefficacia deve essere rivolta contro il creditore che ha effettivamente ricevuto il denaro (l'accipiens), e non contro la banca, che ha agito solo come intermediario. La sentenza precedente è stata quindi annullata con rinvio.
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Par condicio creditorum: non basta la priorità del credito
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 28019/2025, ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva dichiarato inefficace un pagamento eseguito da una società prima del fallimento. L'errore del giudice di merito è stato considerare sufficiente la sola esistenza di creditori con priorità più alta, senza valutare l'effettiva disponibilità di liquidità dell'impresa al momento del pagamento. La Suprema Corte ha ribadito che, per violare la par condicio creditorum, è necessario un accertamento concreto che tenga conto sia della gerarchia dei crediti sia della capienza dell'attivo.
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Liquidazione succursale UE: i poteri del liquidatore
La Corte di Cassazione esamina un caso di rilevanza nomofilattica sulla liquidazione succursale UE. La questione centrale riguarda la titolarità del commissario liquidatore della filiale italiana di un'impresa europea ad avviare un'azione di inefficacia. Data l'assenza di precedenti e di normative specifiche sul coordinamento tra procedure concorsuali transfrontaliere, la Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Atto a titolo gratuito: la Cassazione e la causa concreta
La Cassazione conferma l'inefficacia di una compravendita immobiliare, qualificandola come atto a titolo gratuito. La società venditrice, poi fallita, aveva ricevuto come prezzo un credito inesigibile verso una società insolvente. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi sulla causa concreta dell'operazione, non sulla sua forma, rendendo l'atto inefficace verso i creditori.
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Scissione societaria: revocatoria e gratuità del patto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che dichiarava inefficace una scissione societaria. L'operazione era stata impugnata dal curatore del fallimento della società scissa, che la riteneva un atto a titolo gratuito dannoso per i creditori. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società beneficiaria, ribadendo che la scissione societaria è un atto con effetti traslativi e, come tale, può essere oggetto di azione revocatoria. Nel caso specifico, l'operazione è stata considerata gratuita poiché la società scissa non aveva ricevuto alcun vantaggio patrimoniale in cambio degli asset trasferiti, rendendo l'atto inopponibile alla massa dei creditori.
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Onere della prova in revocatoria: la guida completa
La Corte d'Appello di Roma ha confermato che, nell'azione per la declaratoria di inefficacia di un pagamento ex art. 64 Legge Fallimentare, l'onere della prova della gratuità dell'atto grava sul curatore fallimentare. La semplice produzione di un estratto conto che attesta il pagamento, senza ulteriori elementi che dimostrino l'assenza di una controprestazione (come l'esame delle scritture contabili), non è sufficiente a soddisfare tale onere, specialmente a fronte della contestazione della controparte.
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