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Avviso Ex Art. 114 Disp. Att. C.P.P.

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La comunicazione obbligatoria che la polizia giudiziaria deve fare a una persona, prima di compiere atti urgenti come l'alcoltest, informandola della sua facoltà di farsi assistere da un avvocato di fiducia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: valido l’alcoltest senza vizi formali
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante dell'incidente stradale. Il conducente ha impugnato la sentenza di secondo grado davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la nullità dell'alcoltest per un presunto ritardo nell'avviso del diritto all'assistenza legale da parte delle forze dell'ordine. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha evidenziato che la difesa ha sollevato semplici congetture di fatto già chiarite dai giudici di merito, senza formulare una critica giuridica specifica. L'automobilista ha subito la condanna definitiva e il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: valido l’alcoltest a chi è incosciente
Un motociclista perdeva il controllo del proprio mezzo a forte velocità, provocando un incidente stradale dopo la mancata frenata dietro un'auto ferma sulle strisce pedonali. Giunto in ospedale privo di sensi, i sanitari eseguivano d'urgenza analisi ematiche per scopi terapeutici, rilevando un tasso alcolemico pari a 1,74 grammi per litro. La difesa dell'imputato eccepiva la nullità del controllo per il mancato avviso difensivo dovuto all'incoscienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'incidente. I giudici hanno stabilito che lo stato di incoscienza non genera alcuna immunità: gli esami svolti autonomamente dai medici per la salute del paziente restano pienamente utilizzabili, e l'accesso al rito abbreviato sana comunque eventuali nullità intermedie.
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Guida in stato di ebbrezza: prelievo valido anche in coma
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo un incidente stradale. La difesa ha sostenuto che i risultati del prelievo ematico fossero inutilizzabili perché la polizia non aveva avvisato il conducente della facoltà di farsi assistere da un avvocato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che l'obbligo di fornire l'avviso viene meno se il conducente si trova in condizioni psicofisiche di totale incoscienza o in stato comatoso. Trattandosi di un accertamento urgente e indifferibile, la polizia non deve attendere il ripristino delle capacità del soggetto, poiché il decorso del tempo comprometterebbe la prova del tasso alcolemico. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prelievo ematico senza avviso: valido se incosciente
Il Conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Ha proposto ricorso in Cassazione contestando la validità del prelievo ematico effettuato in ospedale, in quanto non preceduto dall'avviso di potersi fare assistere da un difensore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il prelievo ematico senza avviso è pienamente valido se il conducente si trova in stato di incoscienza, poiché l'impossibilità fisica rende oggettivamente irrealizzabile l'avvertimento da parte della polizia giudiziaria. È stata inoltre confermata l'impossibilità di applicare la particolare tenuità del fatto, data la gravità della condotta. Il Conducente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: verbale assente ma condanna annullata
Il Conducente veniva condannato per guida in stato di ebbrezza dopo un incidente. La difesa ha impugnato la sentenza poiché l'avviso di farsi assistere da un difensore prima del prelievo ematico non era stato verbalizzato per iscritto, ma solo riferito a voce dagli agenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la mancanza di un verbale scritto impone al giudice di valutare rigorosamente la credibilità della testimonianza orale degli agenti e i motivi della mancata redazione del verbale. La condanna è stata annullata con rinvio.
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Avviso assistenza difensore: valido anche se orale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente. La ricorrente contestava la mancata notifica dell'avviso assistenza difensore prima dell'alcoltest. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'avviso può essere dato anche oralmente e la sua avvenuta comunicazione può essere provata tramite la testimonianza dell'agente di polizia, anche in presenza di una firma disconosciuta sul verbale. La sentenza ha inoltre respinto la richiesta di prescrizione del reato, chiarendo le regole di sospensione dei termini.
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