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Avviso Di Accertamento — Anno 2024

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550 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Accertamento

Provvedimenti

Tassabilità diritti edificatori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sulla tassabilità dei diritti edificatori ai fini ICI. Con l'ordinanza n. 20685/2024, ha chiarito che i diritti derivanti da perequazione urbanistica, essendo una qualità intrinseca del terreno, sono tassabili. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato un avviso di accertamento per vizi formali, senza indagare sulla natura perequativa o compensativa dei diritti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sulla base di questi principi.
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Avviso di accertamento: quando è valido per relationem?
Una società contesta un avviso di accertamento per costi indeducibili e IVA indetraibile, lamentando la mancata allegazione dei verbali relativi a società terze. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la motivazione "per relationem" è valida se l'atto impositivo riproduce il contenuto essenziale dei documenti richiamati, garantendo il diritto di difesa. La Corte ha inoltre precisato il diverso valore probatorio delle varie parti di un processo verbale di constatazione.
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Presunzione di reddito: i limiti per il Fisco
Un contribuente, architetto con partita IVA sospesa, riceveva un avviso di accertamento per versamenti bancari ingiustificati, qualificati dal Fisco come redditi da lavoro autonomo. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la presunzione di reddito adottata dall'Agenzia delle Entrate era apodittica e priva di prove sufficienti. Per l'Agenzia non basta affermare che il contribuente ha svolto in passato e ripreso in futuro l'attività per presumere che i versamenti derivino da lavoro autonomo nel periodo di sospensione.
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Funzionario ICI: la nomina spetta solo alla Giunta
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per ICI perché il funzionario che lo ha firmato era stato nominato dal Sindaco e non dalla Giunta comunale, come invece richiesto dalla legge speciale sull'imposta. Secondo la Corte, la nomina del funzionario responsabile ICI è una competenza esclusiva della Giunta, e una delega proveniente da un organo diverso, come il Sindaco, rende l'atto impositivo nullo per difetto di competenza.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la prova decisiva
Una congregazione religiosa si è vista negare l'esenzione ICI per enti non commerciali su un immobile scolastico. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che spetta al contribuente dimostrare che l'attività svolta non è di natura commerciale. La presenza di entrate significative, anche se non coprono le uscite, è stata considerata un indicatore di commercialità, rendendo insufficiente la semplice qualifica di ente religioso per ottenere il beneficio fiscale.
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Contraddittorio preventivo: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20239/2024, ha chiarito i limiti dell'obbligo del contraddittorio preventivo in materia fiscale. La Corte ha stabilito che, in caso di accertamento unico per tributi armonizzati (IVA) e non armonizzati (IRPEF, IRAP), l'obbligo di contraddittorio non si estende automaticamente a questi ultimi. Per i tributi non armonizzati, tale obbligo sussiste solo nei casi specificamente previsti dalla legge, come dopo verifiche fiscali in loco. Inoltre, il contribuente che lamenta la violazione di tale garanzia deve superare una specifica "prova di resistenza", dimostrando concretamente quali argomenti avrebbe potuto presentare per ottenere un risultato diverso, non essendo sufficiente un generico rinvio ai propri atti difensivi.
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Nullità avviso di accertamento: motivi inammissibili
Una società ha impugnato un avviso di accertamento TASI, sollevando diverse questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando la maggior parte dei motivi inammissibili. L'ordinanza chiarisce i rigorosi requisiti per contestare la nullità dell'avviso di accertamento in sede di legittimità, come la specificità dei motivi, il divieto di nuove eccezioni e i limiti imposti dalla "doppia conforme".
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Avviso di accertamento TARI: obbligatorio per rettifica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20037/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di TARI. Se un Comune intende modificare le condizioni di tassabilità dichiarate da un'azienda, ad esempio disconoscendo un'esenzione per rifiuti speciali, non può emettere direttamente un avviso di pagamento. È necessario notificare prima un avviso di accertamento TARI motivato, che spieghi le ragioni della rettifica. In caso contrario, l'atto impositivo successivo è nullo. La Corte ha accolto il ricorso di una società di logistica, annullando la pretesa tributaria del Comune.
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Ricorso per cassazione: inammissibile per genericità
L'appello di un contribuente contro un avviso di accertamento basato sugli studi di settore è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile a causa della genericità dei motivi, della loro formulazione non conforme ai requisiti di legge e della violazione del principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di includere nell'atto di ricorso tutti gli elementi necessari alla decisione, senza che la Corte debba ricercare atti esterni.
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Ratio decidendi: perché il ricorso è inammissibile
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi di appello non criticavano la reale ratio decidendi della sentenza precedente, ma si basavano su presupposti errati, come l'uso degli studi di settore, che invece non erano stati il fondamento della decisione.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società sportiva, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per deduzioni fiscali contestate, ha intrapreso un lungo percorso giudiziario. Giunta in Cassazione, la controversia è stata risolta grazie alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte Suprema, prendendo atto della richiesta congiunta delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Agevolazioni sisma Abruzzo: stop alla Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale, chiedendo di beneficiare della riduzione d'imposta prevista per le aree colpite dal terremoto del 2009. Le corti di merito hanno negato il beneficio, sostenendo che non si applicasse alle imposte accertate successivamente. La Corte di Cassazione, rilevando una questione pendente dinanzi alla Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità di queste agevolazioni sisma Abruzzo con il diritto UE in materia di IVA, ha sospeso il procedimento in attesa della decisione europea.
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Accertamento con adesione socio: non vincola il singolo
Un socio di una società di persone rifiuta gli effetti dell'accertamento con adesione definito dalla società. La Corte di Cassazione stabilisce che la scelta della società non vincola il singolo socio, il quale può contestare l'avviso di accertamento. Il diniego del Fisco a un nuovo contraddittorio non invalida l'atto, poiché il socio conserva il pieno diritto di difesa in sede giudiziaria. La Corte annulla la decisione d'appello e rinvia per l'esame nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante la deducibilità di costi per IRES, IRAP e IVA. La controversia, giunta in Cassazione dopo un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, si è conclusa anticipatamente perché la società contribuente ha aderito con successo alla definizione agevolata prevista dalla legge, sanando la pendenza e rendendo superflua una pronuncia nel merito.
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Accertamento studi di settore: la grave incongruenza
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che l'accertamento studi di settore richiede una 'grave incongruenza' tra il dichiarato e il presunto. Una volta dimostrata tale incongruenza, spetta al contribuente fornire la prova contraria per giustificare lo scostamento, senza che l'Agenzia delle Entrate debba fornire ulteriori elementi presuntivi.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è nullo
Una contribuente presenta ricorso contro un accertamento fiscale per redditi da locazione non dichiarati, basato su dichiarazioni di terzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le argomentazioni della ricorrente erano dirette contro gli avvisi di accertamento originali e non contro la sentenza della corte d'appello, commettendo un errore procedurale fatale.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a un avviso di accertamento per redditi esteri non dichiarati. La controversia, originata da informazioni su conti svizzeri, si è conclusa non con una decisione di merito, ma a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dall'erede del contribuente. L'ordinanza conferma che l'adesione a tale procedura e il relativo pagamento determinano la fine della lite, con annullamento delle sanzioni per intrasmissibilità agli eredi.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'associazione sportiva, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando quanto dovuto e rinunciando al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di tale strumento per chiudere le liti fiscali.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che un accertamento studi di settore è illegittimo se l'Ufficio non dimostra una 'grave incongruenza' e non considera le giustificazioni del contribuente, come la maternità e l'aumento dei costi. Viene confermato che l'onere della prova grava interamente sull'Amministrazione Finanziaria.
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Aiuti di Stato: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società per una presunta evasione fiscale legata a fatture inesistenti. Tuttavia, la società ha presentato un documento che suggerisce la rinuncia alla pretesa fiscale da parte dell'ente impositore, nell'ambito di una procedura di recupero di aiuti di Stato. Di fronte a questa novità, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo il giudizio e ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire, entro 60 giorni, prove sulla persistenza della propria pretesa, alla luce del recupero degli aiuti di Stato.
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